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	<title>Pensoscrivo &#187; ignoranza</title>
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	<description>Chi scrive male, pensa male.</description>
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		<title>Secchi vuoti</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 14:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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Ieri, oggi e probabilmente anche domani, hanno una cosa in comune: le parole. Nonostante si comunichi (non sottovalutatelo, ma neanche sopravvalutatelo) anche con il resto &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1399      aligncenter" title="Parole" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2010/06/Parole.jpg" alt="" width="600" height="412" /></p>
<p style="text-align: left;">Ieri, oggi e probabilmente anche domani, hanno una cosa in comune: le parole. Nonostante si comunichi (non sottovalutatelo, ma neanche sopravvalutatelo) anche con il resto del corpo, le parole sono una componente fondamentale della comunicazione. Si va da quelle scritte, alle parole con gli amici, alle dichiarazioni d&#8217;amore, agli insulti e qualsiasi altra cosa che coinvolga un&#8217;interazione tra due essere umani. La parola è anche ciò che ci contraddistingue in maniera più evidente dagli altri animali. Non che loro non comunichino, ma la complessità del nostro sistema è tale da far impallidire anche il delfino più evoluto.</p>
<p>Non voglio certo obbligarvi a cambiar forma di linguaggio, ma un aspetto particolare delle parole mi preoccupa parecchio: il loro significato. Su questo non si può transigere. E&#8217; fondamentale che la stessa parola abbia lo stesso significato per tutti. Non al 100% è chiaro, ma insomma, ci siamo capiti. <span id="more-1004"></span>Se quando io dico cane, penso ad un essere a 4 zampe che abbaia, mi piacerebbe che al mio interlocutore fosse evocata un&#8217;immagine simile. Magari non la stessa razza, ma anche qua ci siamo capiti. Solo che oggi si è diffusa, principalmente tra i giovani e nei mezzi di informazione, l&#8217;abitudine di storpiare le parole: nel primo caso per ignoranza, nel secondo per malafede.</p>
<p>Una delle cose che più non sopporto è sentirsi dire o sentir dire &#8220;Sei un ipocrita&#8221;. La maggior parte delle persone che lo dice (a meno che io non sia particolarmente sfortunato e frequenti ambienti non particolarmente avvezzi all&#8217;uso dell&#8217;italiano) non ha la più pallida idea di cosa significhi. E&#8217; usato come insulto alla stregua di stronzo, scemo, ignorante, stupido, ma in realtà ha significato ben preciso e affatto interpretabile!</p>
<blockquote><p>Ipocrisia: simulazione di buone qualità, buoni sentimenti, buone intenzioni, per apparire diversi da ciò che si è, al fine di trarre in inganno o per ottenere simpatia o favori</p></blockquote>
<p>Poi un altro termine di cui si abusa tantissimo è &#8220;giudicare&#8221;. Solitamente viene usato quando qualcuno esprime un giudizio che collide con il nostro e qui sì, che il termine ipocrita ci sta bene. Infatti il tizio A dice una cosa, il tizio B giudica questa cosa e se il giudizio non torna bene ad A, trac! &#8220;Eh, ma tu sei uno che giudica!&#8221;. Tutti giudicano. Tutti.</p>
<blockquote><p>Giudicare:<strong> </strong>sottoporre a valutazione</p></blockquote>
<p>L&#8217;errore qua sta nell&#8217;usare questo termine per intendere una cosa completamente diversa. Infatti l&#8217;intenzione sarebbe quella di dire &#8220;Tu hai espresso il tuo inamovibile giudizio e andrai per la tua strada a prescindere&#8221;. Ecco, ma questa è una cosa completamente diversa dal sottoporre a valutazione. Quest&#8217;ultimo processo è infatti fatto costantemente da tutti, con l&#8217;unica differenza che c&#8217;è chi lo rende un processo esplicito e pubblico e chi invece si tiene i suoi giudizi per sé, pensando che in questo modo scompaiano o addirittura migliorino.</p>
<p>Spostiamoci un attimo sulla politica e prendiamo un termine che continua a ronzarti tutti i giorni nelle orecchie: giustizialista. Mentre fino a 30 anni fa questo termine poteva avere un senso, riferendosi ai maxi-processi per mafia di cui si criticava l&#8217;eccessivo affidamento sui pentiti, oggi questo termine viene giornalmente stuprato usandolo con accezione dispregiativa su qualsiasi avversario che fa della giustizia un valore. Ma quand&#8217;è che c&#8217;è troppa giustizia?</p>
<blockquote><p>Generalmente, gli utilizzatori del termine &#8220;giustizialismo&#8221; &#8211; che tendono a definire sé stessi &#8220;garantisti&#8221; &#8211; prendono posizioni nette anche contro i media che si occupano di casi giudiziari legati a politici (in quello che hanno talvolta definito &#8220;processo mediatico&#8221;): sono ad esempio decisamente contrari a che siano pubblicate le notizie riguardanti <a title="Avviso di garanzia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avviso_di_garanzia">avvisi di garanzia</a>, nonché le <a title="Intercettazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Intercettazione">intercettazioni</a> telefoniche, in particolare per i processi in corso. L&#8217;improprio utilizzo del termine fu sottolineato da <a title="Francesco Saverio Borrelli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Saverio_Borrelli">Francesco Saverio Borrelli</a> nel suo ultimo intervento pubblico in toga, quello di inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario del 2002 in cui pronunciò le celebri parole &#8220;Resistere, resistere, resistere&#8221; (Wikipedia)</p></blockquote>
<p>Allo stesso modo viene trattata la parola retorica e demagogia. Nonostante l&#8217;originale valore di queste due parole sia negativo, oggi viene bollato retorico e demagogo chiunque continui a sottolineare ingiustizie che permangono nel tempo. Invece di interrogarsi sul perché certe cose siano continuamente ripetute e domandarsi se forse è il caso di controllare la fondatezza di queste accuse, ci si scaglia contro chi continua a lanciare queste accuse. Esempio applicato sul campo: Berlusconi ha un conflitto di interessi su cui non si accettano discussioni. Se ad esempio Di Pietro continua a sottolineare questo fatto, viene trattato un po&#8217; così: &#8220;dai, sì, lo sappiamo, smettila&#8221;. Ma!?</p>
<p>In conclusione, qualche errore ortografico frequente da sfatare: qual è si scrive senza apostrofo, c&#8217;entra con l&#8217;apostrofo (non il verbo centrare) e un po&#8217; anche, perché è elisione di &#8220;poco&#8221;. Il plurale di &#8220;fila&#8221;, inteso come serie è <strong>file</strong>. Tutti quei finti dotti che continuano ad usare &#8220;tra le fila&#8221; sbagliano. &#8220;Ne sei sicuro?&#8221;. Sì, sì e sì. Controllate <a href="http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4261&amp;ctg_id=93">qua</a> se non vi fidate. Il sì affermativo vuole l&#8217;accento e la &#8220;d&#8221; dopo le vocali (a parte poche eccezioni) si aggiunge quando la vocale è la stessa dell&#8217;iniziale della parola successiva (ad Gianni è sbagliato, ad Alberto è corretto).</p>
<p>Bene, detto tutto questo, non diventate snob e aulici da un giorno a un altro, semplicemente non parlate per frasi fatte e se c&#8217;è qualche termine che non conoscete, non ve ne vergognate. Cercatelo e capitene il significato, ma non usatelo a casaccio.</p>
<p>Un discorso è un castello.</p>
<p>E i secchi devono esser pieni di sabbia.</p>
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		<title>Leggere, leggere, leggere!</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 19:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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Sono un po&#8217; emozionato nello scrivere questo articolo, perché so già quello che vi sto per dire (strano!). E quello che vi sto per dire, &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1020  aligncenter" title="libri" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2010/01/libri.jpg" alt="libri" width="600" height="450" /></p>
<p>Sono un po&#8217; emozionato nello scrivere questo articolo, perché so già quello che vi sto per dire (strano!). E quello che vi sto per dire, o meglio proporre, è un&#8217;iniziativa che mi affascina tantissimo. Ho sempre letto, ma ultimamente (nell&#8217;ultimo anno circa) ho sentito il bisogno di possedere i libri che leggevo e di fare un percorso intelligente. Perché, sì è vero che qualunque cosa in qualche modo ti fa <em>crescere</em>, ma è anche vero che il tempo è limitato e che quindi per forza occorre imparare ad amministrarlo facendo scelte mirate. Io quindi mi sono fatto consigliare un po&#8217; di libri e pian piano ho cominciato a delineare i miei gusti, non tralasciando comunque l&#8217;occasione di provare qualcosa di nuovo.</p>
<p>Ciò mi sta dando molte soddisfazioni, basti pensare che ad oggi, dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, mi sono (caduta dialettale!) ho già letto 9 libri. E nessuno di loro mi ha deluso. Tutti mi hanno lasciato un&#8217;esperienza bella dentro che mi fa sentire meglio. Bene e questo è il punto uno.<span id="more-1010"></span></p>
<p>Il punto due è il seguente: molto semplicemente, <a href="http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/scuola_e_universita/servizi/giovanilibri/rapporto-lettura-italiani/rapporto-lettura-italiani.html">la maggior parte delle persone non legge</a>. Cavoli loro verrebbe da dire. E invece no. Se in un anno oltre la metà degli italiani non ha aperto un libro (dati riferiti al 2005, oggi la situazione è un po&#8217; migliorata), c&#8217;è da preoccuparsi, perché ciò è indice di scarsa cultura e la scarsa cultura è indice di arretratezza mentale e&#8230;</p>
<p><em>Molti &#8220;è indice di&#8221; dopo&#8230;</em></p>
<p>&#8230;e ciò non fa che renderci le solite stupide capre che eleggono capre un pelo più furbe. Quindi che l&#8217;accettiate o meno, leggere è indice di intelligenza. Prendetela per superbia, prendetela come vi pare, ma il fatto è questo <a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/982">e il fatto è la cosa più ostinata del mondo</a>. In un paese che sta bene le persone leggono, scrivono, ascoltano musica, si divertono e guardano film che abbiano una decenza. Questo è il punto due.</p>
<p>L&#8217;ultimo punto, nonché il terzo riguarda l&#8217;autobus che prendo ogni mattina. Ebbene sì. La cosa che mi inquieta molto è la surreale lontananza di persone fisicamente vicine. Ci saranno persone che (pendolariando da anni) vedo ormai da tempi infiniti a cui non ho mai rivolto parola e viceversa. E&#8217; triste vedere come si può passare un&#8217;ora in un treno senza rivolgere parola a nessuno (sì sì, lo faccio anche io!). Com&#8217;è che accade ciò? Beh, la mia personale teoria dell&#8217;estraniamento routinario narra di una consuetudine che porta a creare uno scudo di serietà tra noi e il nostro prossimo. Tante volte infatti succede di rompere il ghiaccio proprio quando qualcuno rompe fisicamente il ghiaccio, rovinandoci sopra e provocando ilari risa tra due sconosciuti. E dobbiamo allora spaccarci una gamba per fare amicizia?</p>
<p>Bene, sommando questi tre apparentemente sconnessi punti, si ottiene la mia proposta. Non fare del male, non vuol dire fare del bene. Non uccidere qualcuno, non vuol dire curarlo. Volere bene a qualcuno, non significa fare il suo bene. Esigere rispetto, non vuol dire meritare rispetto. Occorre qualcosa di concreto, un gesto all&#8217;apparenza piccolo, ma dentro molto forte. Una piccola azione concreta che scalfisca un po&#8217; quella stramaledetta scusa che ci porta spesso a dire &#8220;Sì, ma ci sono i bambini che muoiono di fame in Africa, a che serve fare questo?&#8221;. Bene, bimbi dell&#8217;africa, ci stiamo attrezzando, ma prima di arrivare da voi dobbiamo fare tanti piccoli scalini, perché ora come ora non siamo in grado di aiutarvi. Dobbiamo diventare persone migliori e non lo si diventa da un giorno ad un altro, ma (leggere in crescendo) cazzo, fate un cavolo di piccolo passo che poi gli altri verranno da soli.</p>
<p>Il 26 marzo 2010 ognuno di voi avrà in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avrà ciò in mano, nella propria borsa o dove volete. Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Sì, proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un&#8217;altra parte. Prenderete quest&#8217;infuso di rivoluzione e lo donerete ad un vostro compagno. Lo guarderete negli occhi e sorriderete.</p>
<p>Perché lo stesso giorno? Perché tutti assieme? Perché saltare da soli è innocuo, ma farlo assieme a milioni di persone può far tremare la terra. Ho bisogno del vostro aiuto. Ho bisogno che diffondiate questo messaggio. Ho bisogno che condividiate quest&#8217;evento dovunque. Ho bisogno che trasmettiate agli altri l&#8217;importanza di questo gesto. Ho bisogno che voi siate i primi a capire cosa c&#8217;è dietro. Ho bisogno che la fiamma si accenda oggi e arda fino a quella data. Ho bisogno di un segnale di vita da parte di tutti. Non voglio credere che uno stupidissimo film di natale o un&#8217;ignorante tettona possa attirare e smuovere più gambe di questo messaggio. Voglio avere fiducia. Voglio credere che la cultura possa ancora sconfiggere l&#8217;ignoranza. Voglio credere che sotto i colori di ogni partito ci siano ancora persone. Voglio credere che ogni sconosciuto desideri fare amicizia con voi.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=265730285913">Qua trovate il gruppo ufficiale</a> che ho creato su Facebook. Sapete meglio di me cosa fare per rendere importante quest&#8217;iniziativa.</p>
<p>Voglio credere.</p>
<p>Credere di poter cambiar qualcosa.</p>
<p>P.S.</p>
<p><a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/1034">Qua trovate</a> la parte 2 dell&#8217;iniziativa</p>
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		<title>Tutti a l&#8217;Ondra</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 18:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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Pesco dalla mia infinita lista di bozze un appunto che mi ero scritto un po&#8217; di tempo fa. E&#8217; un argomento che si attesta più &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-1006  aligncenter" title="ignorance_by_nickikay" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2010/01/ignorance_by_nickikay-600x450.jpg" alt="ignorance_by_nickikay" width="600" height="450" /></p>
<p>Pesco dalla mia infinita lista di bozze un appunto che mi ero scritto un po&#8217; di tempo fa. E&#8217; un argomento che si attesta più come una (triste) riflessione, che come un qualcosa di concreto. Senza perdersi in troppo preamboli, vado.</p>
<p>Ecco&#8230; Allora&#8230; L&#8217;eccellenza. L&#8217;ho detto, su. Mediocrità. Ho detto pure questo. Da quando ho cominciato a rendermi conto di non essere più scemo, ho sempre covato un sentimento di profondo odio per l&#8217;ignoranza. <span id="more-963"></span>E si, c&#8217;è quella di chi non è potuto andare a scuola, ma parlo di qualcosa di diverso. Innanzitutto l&#8217;ignoranza è per forza relativa al contesto, così che un avvocato all&#8217;apparenza tanto <em>colto </em>in aula, verrà deriso in un campo di grano. Quindi è importante distinguere l&#8217;impreparazione, onde evitare banali risposte come &#8220;si studia, si studia, e poi non sa fare neanche un lavoro!&#8221; o frasi del genere, che sono tanto odiose, quanto inutili.</p>
<p>L&#8217;ignoranza di cui parlo io è quella che compete l&#8217;impreparazione di qualcuno, dove dovrebbe esserci una competenza. Uno degli esempi più lampanti che mi vengono in mente, è la distribuzione delle cariche nei governi. Pare che chiunque possa ricoprire qualsiasi carica, a prescindere dalle proprie effettive competenze. Allora ti ritrovi al Ministero del Turismo (turismo che si suppone venire dall&#8217;estero) uno che si esprime <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Lp2uDyzxP6g">così</a>. A me non frega poi troppo che mia nonna sappia che the pen is on the table, but il Ministro dei beni Culturali si, diamine! Ed è proprio dai ministeri che si può pescare a mani basse senza paura di sbagliare: Maroni! Roberto Maroni, attuale ministro dell&#8217;Interno si esprime in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=-k4V1Sgai-g">questo modo</a>.  Nel video c&#8217;è anche un certo Borghezio, che in quanto a cultura, riesce a battere tutti: ecco <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Borghezio#Vicende_giudiziarie_e_di_cronaca">qua</a> il suo curriculum. Vogliamo parlare di La Russa? L&#8217;attuale nostro ministro della Difesa? Eccolo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cKYeqRfDmuA&amp;feature=response_watch">qua</a> che esibisce il proverbiale savoir-fair che si addice ad un rappresentante della Repubblica. Non cito volontariamente i tristi siparietti di Silvio Berlusconi che non fanno che ribadire quanto esser guidati da persone ignoranti, non possa che produrre persone ignoranti.</p>
<p>Innegabile è infatti la bassa caratura della scuola italiana, cuore dell&#8217;istruzione e della formazione. Ed a ruota anche il comportamento verso la ricerca ed i ricercatori, che confermano l&#8217;estrema voglia di stasi culturale di un paese che una volta era a capo di questa prestigiosa classifica. A catena questo atteggiamento si propaga in tutta la società e non fa che rattristire la quasi totale mancanza di meritocrazia in ogni campo. Hai due belle tette? Vai avanti. Anche un bel culo? Due passi avanti.</p>
<p>Ma sapete quando è che accade il pasticcio? Quando si trova qualcuno normale. E&#8217; lì che accade l&#8217;appiattimento totale. Infatti non ci si rende conto d&#8217;essere arrivati ad accettare il minimo, dove dovrebbe esserci il massimo e che quindi il massimo, generazione dopo generazione, diventa il minimo. Ti senti dire &#8220;Si, ma guarda quella lì a X-factor non canta male eh!&#8221;. O diamine! Eccolo qui l&#8217;esempio perfetto! O che ne so, senti dire &#8220;Luca Argentero però non recita male!&#8221;. Disonore! Eccolo qua <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Spettacolo/Il-maestro-Muti-allattacco-Italia-ha-abdicato-alla-sua-storia-culturale-e-musicale_4179457938.html">l&#8217;appiattimento</a>! La soglia della cultura continua ad abbassarsi sempre di più, proprio perché s&#8217;accetta la normalità come eccellenza. Lentamente gli esponenti dell&#8217;arte italiana diventano Marco Carta, Giusy Ferreri, Manuela Arcuri, Federico Moccia, Christian De Sica, Raoul Bova, Gabriel Garko&#8230; Mi fermo per spirito di sopravvivenza.</p>
<p>E non confondete comunque la leggerezza, con la bruttezza. C&#8217;è modo di ascoltare, leggere, vedere, roba leggera che non sia comunque Merda.</p>
<p>Perché la merda esiste.</p>
<p>Ma non fa così schifo.</p>
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		<title>Sorridete a 16:9</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 23:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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		<category><![CDATA[grande fratello]]></category>
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Ho cominciato ad ignorarla all&#8217;incirca 5-6 anni fa. Quello che mi interessava lo scaricavo e  me lo guardavo al computer comodamente, con i miei tempi. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-853  aligncenter" title="Sorridete a 16:9" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2009/11/Untitled-11-600x399.jpg" alt="Sorridete a 16:9" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: left;">Ho cominciato ad ignorarla all&#8217;incirca 5-6 anni fa. Quello che mi interessava lo scaricavo e  me lo guardavo al computer comodamente, con i miei tempi. Superiore. Poi crescendo, ho cominciato ad odiarla perché le davo una grande colpa nel rincoglionimento della plebe. Ma poi riflettendo, ho capito che la TV non fa altro che fare tutto quello che facciamo noi: cercare di far soldi. Ecco, voi vi sognereste mai di aprire un negozio di trappole per orsi? O di diventare rivenditori di aria? Lucivendoli? Il fatto è che in praticamente tutti i casi, i soldi si fanno quando qualcuno ce li da. E allora cosa c&#8217;è di meglio di vendere qualcosa di cui c&#8217;è un estremo bisogno?<span id="more-854"></span></p>
<p style="text-align: left;">Allora la TV diventa solamente lo specchio di quello che vogliamo. Se la gente cominciasse a farsi di Galatine, probabilmente ci sarebbero spacciatori di caramelle. Allo stesso modo, se le persone non fossero incredibilmente attratte da culi, tette e botte, non avremmo una TV così trash. Ed è un peccato. Davvero un peccato, perché il parametro principale che si va a considerare quando si parla di comunicazione è proprio la diffusione del mezzo che usiamo. La più grande cazzata, detta però a milioni di persone, può diventare magicamente un&#8217;indiscutibile verità. Per questo mi rammarico.</p>
<p style="text-align: left;">Non che con questo la TV diventi buona, ma almeno si chiarisce il fatto che non è solo lei che influenza noi. Diciamo che lei alimenta le nostre voglie ed effettivamente basta fare un po&#8217; di zapping per rendersi conto di come questa teoria calzi a pennello con la verità. L&#8217;italiano medio è stupido. Programmi stupidi. L&#8217;italiano medio ama il calcio. Tonnellate di partite. L&#8217;italiano medio ama i culi. Miliardi di chiappe. L&#8217;italiano medio, sotto sotto, ama le vicine di casa squartate. Ettolitri di cronaca nera giornaliera. L&#8217;italiano medio vota Berlusconi. Mediaset.</p>
<p style="text-align: left;">In questo modo c&#8217;è un abbassamento culturale non indifferente, ma ciò non può far altro che rendere la vita più facile a chi deve venderci cibo per occhi. La curva di questo abbassamento è per caso, inversamente proporzionale al grado di intelligenza di ogni edizione del Grande Fratello. Si parte con 10 scemi. Poi l&#8217;edizione dopo si vede una tetta. Poi se ne vedono due. Nell&#8217;edizione successiva si vedono le coperte agitarsi. Pian, piano si arriva a farlo durare qualche decennio, 107 partecipanti, 1 orso, la squadra giamaicana di Bob, un&#8217;orchestra dal vivo, chi non scopa viene eliminato, bla bla bla. Ma in fondo noi viaggeremo a braccetto con questo degrado e tra un po&#8217; di anni ci troveremo a ridere di quell&#8217;orso e a sperimentare nuove frontiere del trash.</p>
<p style="text-align: left;">Scusatemi, ma devo scappare.</p>
<p style="text-align: left;">C&#8217;è la replica del 278° giorno.</p>
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		<title>Viva il morto!</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 16:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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Quando si parla di ipocrisia, non si può far altro che parlare di uomini. Piccolo uomini. Respiro e parlo. Posso rispondere e posso interagire con &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-552 aligncenter" title="Viva il morto!" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2009/07/Young_michael_jackson_by_siryouss.jpg" alt="Viva il morto!" width="494" height="578" /></p>
<p>Quando si parla di ipocrisia, non si può far altro che parlare di uomini. Piccolo uomini. Respiro e parlo. Posso rispondere e posso interagire con voi. Stranamente però, se dovessi scomparire, i miei scritti subirebbero un&#8217;impennata di audience clamorosa. Gente che non mi ha parlato per anni, magari mi ricorderebbe come un bravo ragazzo e persone che fino a ieri non mi sopportavano, arriverebbero a patti con la propria coscienza, cambiando completamente opinione.<span id="more-549"></span>Sono giunto alla conclusione che i funerali sono uno strumento che fa tutto, meno che rendere qualcosa al morto. Non c&#8217;è più lui. Prima c&#8217;era, ora non vi sente. Anzi, ancora peggio: prima vi sentiva e adesso non più.</p>
<p>Un pò di mesi fa, quando scoppiò il terremoto in Abruzzo, scrissi un articolo che andava contro i saldi ideali di improvvisati moralizzatori. Tutti volevano aiutare e sentivano l&#8217;insano bisogno di farlo. Tra questi sicuramente c&#8217;era chi veramente voleva aiutare, ma la maggior parte delle persone avevano invece il bisogno d&#8217;esser applauditi e d&#8217;esser visti. Eh si! Senza un pubblico è pauroso come le persone cambino.  Basta qualcuno che applaude, un faro e anche il più egoista degli egoisti si trasforma. E allora via ai funerali, via a tributi ad orologeria, aperte le danze ai giornali! Quanti di quelli che inneggiavano ad un rispettoso silenzio, sono attualmente al corrente delle condizioni degli sfollati? Quanti sanno che praticamente nessuna promessa è stata mantenuta? Quanti sanno dove è finito il loro maledetto euro? Quanti?</p>
<p>Qualche giorno fa ero alla fermata dell&#8217;autobus e una scena m&#8217;è balenata in testa. C&#8217;era questa bambina in mezzo ad una folla di gente in una piazza. Viene presa una persona tra la folla, gli viene puntata una luce addosso e viene informato che la bambina verrà uccisa. Ma lui può salvarla! Il costo è una gamba. Dopo aver esitato qualche secondo, l&#8217;individuo accetta il patto. Tante persone, tante luci, tante gambe. Poi però c&#8217;è sempre questa bambina e stavolta non c&#8217;è nessun pubblico e nessuna luce. Nessuno saprà mai di lei. E allora vedo tante persone con due gambe, che riescono in maniera incredibile a non far trasparire niente. Non c&#8217;erano testimoni, non c&#8217;era un pubblico che applaudiva.</p>
<p>E&#8217; un pò il frutto della nostra evoluzione. Ciò che è in TV è vero. Sono tutti belli e potenti. E allora si accusa qualcuno di pedofilia e si <a href="http://www.makli.com/jordan-chandler-admits-he-lied-about-michael-jackson/">raccontano tante storie</a>, che vere o no, non possono essere vergognosamente rinnegate il giorno dopo. Ho visto giornali che fino a pochi giorni fa insultavano, sparavano sentenze e appena hanno percepito che il vento aveva cambiato direzione hanno inneggiato a questa criptica figura che personalmente conosco solo come artista. Mi pervade una sensazione di schifo&#8230; Vedo bocche sporche che si levano ad un coro di pecore. Si autoalimentano, si autocommiserano e si autoapplaudono. Nessuno che dice &#8220;T&#8217;amo&#8221;, prima d&#8217;esser sicuro che l&#8217;altro contraccambi. Nessuno che ha il coraggio di dire quello che pensa, anche quando la situazione non conviene.</p>
<p>Piccolo inciso per chi fino a pochi giorni fa vedeva un mostro: il signore qua sopra soffriva di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lupus_eritematoso_sistemico">Lupus eritematoso  sistemico</a> . Nessuno amerebbe ridursi in quelle condizioni.</p>
<p>Spesso i mostri sono sanissimi.</p>
<p>Just beat it, beat it.</p>
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		<title>Voglio decidere io</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 10:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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Nonostante il mondo pulluli di parecchie brutte persone, è innegabile che in tenera età qualsiasi essere umano può esser considerato un estratto di purezza e &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-489 aligncenter" title="baptism_by_snake6630ok" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2009/06/baptism_by_snake6630ok.jpg" alt="baptism_by_snake6630ok" width="605" height="404" /></p>
<p style="text-align: left;">Nonostante il mondo pulluli di parecchie brutte persone, è innegabile che in tenera età qualsiasi essere umano può esser considerato un estratto di purezza e illibatezza al 100%.  Sentimenti come la cattiveria e la violenza albergano ben fuori dalle testoline dei neonati, ma nonostante questo il 17,3% della popolazione mondiale ha l&#8217;impellente bisogno di impartire lezioni di immersione ai propri figli, fin dai primi giorni di vita.<span id="more-325"></span></p>
<p style="text-align: left;">Nella Bibbia (Atti 2:38; Romani 6:3-4) si trova scritto chiaramente come il Battesimo richieda un esercizio della propria fede in Cristo e quindi una testimonianza pubblica dell&#8217;identificazione in lui. Per dirlo ancora più semplicemente, il pargoletto deve essere consenziente altrimenti è completamente inutile inumidirgli il cranio. Se poi vogliamo ancora approfondire il significato simbolico di tale atto, c&#8217;è chi dice (quasi sempre ignorando la fonte) che il Battesimo abbia un significato di salvezza dal peccato originale, dato che se malauguratamente il bambino perdesse la vita prima di tale cerimonia, finirebbe nel limbo dei peccatori. Allora vi chiedo io: professate voi quindi la vostra fede verso un Dio che condannerebbe un bambino per l&#8217;imperdonabile colpa d&#8217;esser venuto alla luce, senza neanche per altro chiederlo? Non è una domanda provocatoria, anzi mi piacerebbe molto che qualche credente potesse darmi una risposta in merito.</p>
<p style="text-align: left;">Qualche settimana fa ho avuto un&#8217;accesa discussione con praticamente mezzo ufficio (<em>in stile uno contro tutti, tutti contro uno</em>) proprio riguardo a questo argomento ed ho avuto delle risposte sconcertanti. C&#8217;è chi dice che il battesimo non fa mai male, ovvero che nel dubbio si fa. Ma che&#8230;!? E se invece che immergere il bimbo nell&#8217;acqua, la pratica fosse stata diversa? Che ne so&#8230; Uhm&#8230; Un piccolo taglietto sui genitali? Poi c&#8217;è chi ha il timore che il povero bimbo venga discriminato e abbia una vita difficoltosa a causa delle differenze con gli altri bambini <em>normali</em>. E allora via, bollino Chiquita e contenti tutti. C&#8217;è chi lo fa perchè si fa. Perchè? Perchè si fa. Poi c&#8217;è, come già detto prima, chi ha paura che il bimbo possa finire nel limbo dei cattivi. Allora vi do un consiglio: per sicurezza perchè non partorite direttamente nell&#8217;acqua santa?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Il battesimo non salva una persona. Non importa se tu sia stato/a battezzato/a per immersione, infusione o aspersione: se prima non ti sei affidato/a a Cristo per la salvezza, il battesimo (a prescindere dal metodo) è insignificante e inutile. Il battesimo in acqua per immersione è un passo di ubbidienza da fare dopo la salvezza come professione pubblica di fede in Cristo e di identificazione con Lui. Il battesimo dei bambini non soddisfa ne la definizione biblica ne il metodo biblico di battesimo. Se i genitori cristiani desiderano dedicare i propri figli a Cristo, allora un servizio di dedicazione dei neonati è assolutamente appropriato. Tuttavia, anche se i neonati vengono dedicati al Signore, quando cresceranno dovranno prendere ancora la decisione personale di credere in Gesù Cristo per poter essere salvati.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Ma poi c&#8217;è l&#8217;obiezione migliore di tutte: lo faccio perchè voglio trasmettergli dei valori. Addirittura c&#8217;è chi paragona il battesimo ad insegnamenti come il &#8220;non rubare&#8221;, &#8220;non uccidere&#8221;, non capendo che concetti del genere dovrebbero essere totalmente indipendenti dalla religione. Tornando alla trasmissione dei valori, giuro che non capisco come si possa pretendere che un neonato possa apprendere qualcosa da una cerimonia del genere. In realtà il mio discorso sarebbe ancora più esteso, perchè non capisco neanche come il catechismo possa essere <strong>somministrato</strong> a chi è solamente in grado di <strong>subirlo</strong> e non di capirlo.</p>
<p style="text-align: left;">Il mio pensiero personale è che quasi nessuno sa cosa fa veramente quando battezza un bambino e che nasconde queste lacune affermando che &#8220;poi tanto può fare che gli pare, mica lo obbligo&#8221;. Ma allora, dammi da mangiare, crescimi e non mi sbattere tutto il giorno davanti alla TV, poi quando IO sarò in grado di decidere cosa fare, deciderò personalmente che strada prendere e ti <strong>ringrazierò</strong> per avermi lasciato <strong>completamente libero</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Il battesimo ai bambini non è un dono, ma un ridicolo fiocco inutile.</p>
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		<title>Paradiso, Purgatorio, Treno</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 09:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[aborto]]></category>
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		<category><![CDATA[nuove generazioni]]></category>

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Quando l&#8217;iPod si scarica, son costretto ad ascoltare le conversazioni altrui. Fatto sta che stamattina si son sedute davanti a me in treno due ragazzine &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-359" title="dscn0885" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2009/05/dscn0885.jpg" alt="dscn0885" width="412" height="308" /></p>
<p style="text-align: left;">Quando l&#8217;iPod si scarica, son costretto ad ascoltare le conversazioni altrui. Fatto sta che stamattina si son sedute davanti a me in treno due ragazzine che avranno avuto 15-16 anni, forse anche meno, ma i chili di trucco non aiutano poi troppo il riconoscimento della salma. Dall&#8217;inizio pensavo che una delle due si chiamasse &#8220;Amore&#8221;, ma poi ho capito: dovendosi ricordare di respirare, non potevano contemporaneamente ricordarsi anche i vicendevoli nomi.<span id="more-343"></span></p>
<p style="text-align: left;">Abbigliamento tutto di marca (magari i genitori hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, ma una bella cintura di D&amp;G non può mancare) e congiuntivi a caso.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Einstein &#8211; Ma poi allora Marco ti ha detto che lo vuole tenere?</p>
<p style="text-align: left;">Rita Levi &#8211; Si, ma lui è una bestia</p>
<p style="text-align: left;">E &#8211; Perchè?</p>
<p style="text-align: left;">RL &#8211; Amore&#8230; Ieri sono andata da lui e mi ha detto che non devo giocare con i suoi sentimenti!</p>
<p style="text-align: left;"><em>Einstein si toglie gli occhiali (di almeno 9 taglie più grandi) e comincia a truccarsi</em></p>
<p style="text-align: left;">E -<em> </em>Capisco&#8230; Ma ai tuoi genitori l&#8217;hai detto del bambino?</p>
<p style="text-align: left;">RL &#8211; Mah&#8230; Non lo so&#8230; Magari faccio tutto da sola&#8230;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Ogni frase che dicono è una pugnalata al cuore e le fa regredire sempre di più, finchè io scendo dal treno e loro ormai sono tornate nell&#8217;utero delle loro madri.</p>
<p style="text-align: left;">Far di tutta l&#8217;erba un fascio è sbagliato, ma voler nascondere che la maggior parte dei nuovi giovani è di una deficienza assurda, vorrebbe dire esser ciechi. Ma io non me la sento neanche troppo di prendermela con loro&#8230; Se anch&#8217;io fossi nato qualche anno più tardi e i miei genitori avessero avuto valori un pò diversi, magari ora sarei qui a dire quanto &#8220;lovvo le mie siste&#8221; o quanto &#8220;spacca di brutto l&#8217;ultimo pezzo di DJ Stocazzo&#8221;, ma fortunatamente penso d&#8217;esser dalla parte <em>sana</em>. Si sta creando un branco di ignoranti che non farà altro che riversarsi su di noi tra qualche anno, quando la Costantino-cultura sarà la filosofia di queste nuove leve.</p>
<p style="text-align: left;">Due anni fa &#8220;grazie&#8221; ad un imprevisto, mi sono trovato alle 3 di notte fuori dalla stazione di Eindhoven a parlar con un tipo un pò <em>allegro</em>. Gli chiesi com&#8217;era possibile che i ragazzi che vivono ad Amsterdam, dove c&#8217;è un Coffee Shop e un Sexy Shop ogni 3 metri, non crescano mentalmente deviati. Lui mi spiegò che quando vivi 20 anni tra sesso e fumo, alla fine ti annoi e metti la testa a posto.</p>
<p style="text-align: left;">Aspettare è rischioso, ma altrimenti che posso fare? Cosa posso dire ad una ragazza di 15 anni incinta che il suo mondo non è nè quello di Step, nè quello di Babi? Come le spieghi che sbagliar un congiuntivo non è figo?</p>
<p style="text-align: left;">Stupida oggi, mamma domani.</p>
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		<title>Viva l&#8217;Affaghistan</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 09:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[ignoranza]]></category>
		<category><![CDATA[supercazzola]]></category>

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Tarapia tapioco. Prematurata alla supercazzola o scherziamo! Da Wikipedia:
In teoria qualunque discorso può essere bollato di politichese se è confezionato apposta per non informare, non &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-361 aligncenter" title="amici-miei" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2009/05/amici-miei.jpg" alt="amici-miei" width="487" height="324" /></p>
<p>Tarapia tapioco. Prematurata alla supercazzola o scherziamo! Da Wikipedia:</p>
<blockquote><p>In teoria qualunque discorso può essere bollato di politichese se è confezionato apposta per non informare, non spiegare, per difendere il proprio operato da controlli, accertamenti, critiche. Gli ingredienti variano da politico a politico: metafore, vaghezza, genericità, ambiguità, evasività, termini specialistici, astrazioni.</p></blockquote>
<p>Se c&#8217;è qualcosa che odio, sono le parole vuote, i luoghi comuni e tutto ciò che è legato al &#8220;sentito dire&#8221;. <span id="more-315"></span>Quando quindi sento parlare il politichese, cresce in me una sensazione di malcelato schifo che mi rammenta l&#8217;abissale distanza tra il cittadino medio e il supercazzaro di turno. Tanti anni fa Teo Mammuccari prendeva in giro i politici in questo modo:</p>
<p style="text-align: center;"><object width="480" height="398" data="http://www.youtube.com/v/t16mkY_KjXA&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/t16mkY_KjXA&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p style="text-align: left;">Dietro la risata iniziale che uno si fa vedendo queste cose, ci sarebbe anche da considerare il fatto che noi siamo govenati da <a href="http://http://www.youtube.com/watch?v=IPSyz5KVSiU" target="_blank">questa gente</a> e che loro dovrebbero in qualche modo essere l&#8217;elite del popolo italiano. Almeno in un paese normale, ma probabilmente loro non sono altro che l&#8217;italiano medio all&#8217;ennesima potenza. Con il mio attuale coinvolgimento in una Lista Civica del mio comune, mi trovo quanto mai vicino a queste problematiche di vuotezza di contenuti. Sento cose che non capisco e in tutta franchezza non penso che la colpa sia mia. Anzi, penso proprio che se certe cose non le capisce un ragazzo di 21 anni, difficilmente le capirà qualcun&#8217;altro. E allora come scegliamo a chi donare la nostra fiducia, se non capiamo ciò che dicono? Come vediamo le persone dietro le maschere se i giornalisti non fanno una domanda che non sia preconfezionata o un trampolino per una vuota propaganda?</p>
<p style="text-align: left;">Sinistra, destra, divisione della sinistra, comunisti, fascisti, aiuti al mezzogiorno, privatizzazione, liberalizzazione, contatto diretto con il cittadino, le tasche degli italiani non verranno toccate, scuola pubblica, contratto dei metalmeccanici&#8230; Potrei continuare all&#8217;infinito con questi concetti che vengono ripetuti alla stregua di punti cardine della vita di ogni persona. Ma io vorrei internet, vorrei poter lavorare in condizioni accettabili e vorrei potermi un pò godere i miei soldi nella mia città. Provo a dirlo in maniera più semplice. Io vorrei star bene. E&#8217; un concetto così difficile da capire? C&#8217;è bisogno di scomodare Tognazzi per dirmi che non avete la più pallida idea di ciò che state dicendo?</p>
<p style="text-align: left;">Poi magari c&#8217;è qualcuno come Di Pietro che parla in maniera &#8220;normale&#8221; e viene trattato come un contadino. Ma io lo capisco! Io capisco quello che dice! E&#8217; sensazionale! Capisco ciò che dice e allora mi è più facile giudicare le sue parole. Capisco ciò che dice e allora decido se votarlo o no. Capisco ciò che dice e allora posso controllare meglio se manterrà le sue promesse o no.</p>
<p style="text-align: left;">In conclusione invito la gente comune a non vergognarsi di non capire il Politichese, ma anzi a palesare il gap comunicativo con domande che solo una mente geniale nella sua ingenuità potrebbe fare.</p>
<p style="text-align: left;">Un bambino.</p>
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		<title>Il silenzio degli innocenti</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 21:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[emilio fede]]></category>
		<category><![CDATA[gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[ignoranza]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[roberto saviano]]></category>

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		<description><![CDATA[
Roberto Saviano. Chi è in grado di raggiungere questo blog può anche facilmente informarsi su di lui, oppure vi bastera cliccare su questo link.
C&#8217;è stato &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-410 aligncenter" title="saviano_roberto" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2009/03/saviano_roberto.jpg" alt="saviano_roberto" width="520" height="389" /></p>
<p>Roberto Saviano. Chi è in grado di raggiungere questo blog può anche facilmente informarsi su di lui, oppure vi bastera cliccare su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Saviano">questo</a> link.</p>
<blockquote><p>C&#8217;è stato un comunicato, una solidarietà espressa da parte del sindacato dei giornalisti&#8230; va bene, lo condividiamo perfettamente, ma insomma, mi pare che&#8230; è meglio andare avanti [...] Non è che ce l&#8217;ho con Saviano, dico soltanto che Saviano si propone molto, insomma, no? Cioè c&#8217;è un film, il libro, un libro che si vende, i diritti del film che portano a casa anche tanti bei soldini&#8230; insomma, va bene&#8230; insomma, è scortato; che poi lui racconti come si vive da scortato, io potrei raccontarglielo meglio perché vivo da scortato da più tempo ma non vado raccontando il perché sono scortato</p>
<p>Emilio Fede</p></blockquote>
<p>Questo pensiero può sembrare a prima vista mostruoso, ma ahimè, non è niente in confronto a quanto viene espresso dai &#8220;compaesani&#8221; dello scrittore. Viene definito &#8220;<span class="norm"><strong>Omm&#8217;e'mmerd</strong></span>&#8220;, ingrato, addirittura camorrista. Duole ammetterlo, ma posso capirli. Nel libro Gomorra è spiegato chiaramente come la Camorra venga vista come una protezione. Se voi foste nati in una giungla, probabilmente difendereste le tigri.</p>
<p><span id="more-180"></span></p>
<blockquote><p>Sapere, capire diviene una necessità. L&#8217;unica possibile per considerarsi ancora uomini degni di respirare</p>
<p>Roberto Saviano</p></blockquote>
<p>Io penso che la vera scorta di Saviano sia la stupidità e l&#8217;ignoranza della gente. Perchè dovrei uccidere qualcuno a cui le persone non credono? Perchè dovrei creare un martire?</p>
<blockquote><p>Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido &#8211; oltre che indecente &#8211; rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. &#8216;Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l&#8217;odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri &#8211; oggi qui, domani lontano duecento chilometri &#8211; spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me</p>
<p>Roberto Saviano</p></blockquote>
<p>Il sapere è la chiave, diamine! Informatevi e non siate passivi, informatevi e informate. Io capisco (o almeno ci provo) che chi si vede minacciato nella maniera più infame, che è quella di uccidere le persone vicine, non ha molta scelta, ma gli altri, tutti gli altri, svegliatevi. Siate consapevoli. Diventate persone migliori, persone che sanno.</p>
<p>Se siete nati <em>in gabbia</em>, non demordete.</p>
<p>Se siete nati <em>liberi</em>, liberate.</p>
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		<title>Fatti non foste a viver come truzzi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 10:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[ignoranza]]></category>
		<category><![CDATA[katy perry]]></category>
		<category><![CDATA[truzzi]]></category>

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		<description><![CDATA[
CALDO E FREDDO
Cambi idea come
una ragazza cambia i vestiti
si, tu hai la sindrome premestruale
come una puttana
lo so bene e tu pensi troppo
parli sempre in modo &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-416 aligncenter" title="katy-perry-20080801-442936" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2009/03/katy-perry-20080801-442936.jpg" alt="katy-perry-20080801-442936" width="332" height="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>CALDO E FREDDO</strong></p>
<p style="text-align: center;">Cambi idea come<br />
una ragazza cambia i vestiti<br />
si, tu hai la sindrome premestruale<br />
come una puttana<br />
lo so bene e tu pensi troppo<br />
parli sempre in modo enigmatico<br />
dovrei saperlo che non sei buono per me</p>
<p style="text-align: center;">perchè sei caldo, poi sei freddo<br />
sei si e poi sei no<br />
sei dentro e poi sei fuori<br />
sei su e poi sei giù<br />
sei sbagliato e poi sei giusto<br />
è nero ed è bianco<br />
litighiamo, ci lasciamo<br />
ci baciamo, ci riappacifichiamo</p>
<p style="text-align: center;">tu, non vuoi restare davvero no<br />
tu, ma non vuoi andartene davvero no<br />
sei caldo, poi sei freddo<br />
sei si e poi sei no<br />
sei dentro e poi sei fuori<br />
sei su e poi sei giù</p>
<p style="text-align: center;">eravamo come gemelli<br />
così sincronizzati<br />
la stessa energia<br />
adesso è una batteria scarica<br />
eravamo soliti ridere di niente<br />
adesso sei completamente noioso<br />
dovrei sapere che non cambierai</p>
<p style="text-align: center;">perchè sei caldo, poi sei freddo<br />
sei si e poi sei no<br />
sei dentro e poi sei fuori<br />
sei su e poi sei giù<br />
sei sbagliato e poi sei giusto<br />
è nero ed è bianco<br />
litighiamo, ci lasciamo<br />
ci baciamo, ci riappacifichiamo</p>
<p style="text-align: center;">tu, non vuoi restare davvero no<br />
tu, ma non vuoi andartene davvero no<br />
sei caldo, poi sei freddo<br />
sei si e poi sei no<br />
sei dentro e poi sei fuori<br />
sei su e poi sei giù</p>
<p style="text-align: center;">qualcuno chiami il dottore<br />
c&#8217;è un caso di amore bipolare<br />
sono bloccata su una montagna russa<br />
e non riesco a scendere da questa corsa</p>
<p style="text-align: center;">cambi idea come<br />
una ragazza cambia i vestiti</p>
<p style="text-align: center;">perchè sei caldo, poi sei freddo<br />
sei si e poi sei no<br />
sei dentro e poi sei fuori<br />
sei su e poi sei giù<br />
sbagli quando è giusto<br />
è nero ed è bianco<br />
litighiamo, ci lasciamo<br />
ci baciamo, ci riappacifichiamo</p>
<p style="text-align: center;">sei caldo, poi sei freddo<br />
sei si e poi sei no<br />
sei dentro e poi sei fuori<br />
sei su e poi sei giù<br />
sbagli quando è giusto<br />
è nero ed è bianco<br />
litighiamo, ci lasciamo<br />
ci baciamo, ci riappacifichiamo</p>
<p style="text-align: center;">tu, non vuoi restare davvero no<br />
tu, ma non vuoi andartene davvero no<br />
sei caldo, poi sei freddo<br />
sei si e poi sei no<br />
sei dentro e poi sei fuori<br />
sei su e poi sei giù</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Cantate gente, cantate!</p>
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