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	<title>Pensoscrivo &#187; blog</title>
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	<description>Chi scrive male, pensa male.</description>
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		<title>Nera macchia</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 20:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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		<category><![CDATA[macchianera]]></category>

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Stasera, alle 21, a Riva del Garda avverranno le premiazioni annuali dei Macchianera Awards, il più prestigioso premio italiano che finisce nelle mani dei blogger &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-2096" title="the_oscar_by_javb1545-d3aixnd" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2011/10/the_oscar_by_javb1545-d3aixnd-600x401.jpg" alt="" width="600" height="401" /></p>
<p>Stasera, alle 21, a Riva del Garda avverranno le premiazioni annuali dei Macchianera Awards, il più <em>prestigioso</em> premio italiano che finisce nelle mani dei blogger più virtuosi. O almeno così dovrebbe essere. Forse lo sapete già, ma <a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/1620">l&#8217;anno scorso</a> me ne aggiudicai uno pure io: Miglior Grafica di un Blog. Un premio di consolazione, perché a quei tempi mi sarebbe piaciuto essere in lizza per categorie diverse. Ma ok, d&#8217;altra parte ero in gara con l&#8217;intera Italia, mi sono accontentato.<span id="more-2095"></span></p>
<p>Poi però sono cambiate un bel po&#8217; di cose. Ogni mattina ho iniziato a guardare quel premio che tengo su una bacheca, con sguardo sempre più dubbioso. Mi sono fatto un po&#8217; di conti ed ho realizzato: io odio questo tipo di premi. Adesso prendo un po&#8217; di rincorsa per spiegarvi. Sono sicuro che almeno una volta nella vita, vi siate trovati alle prese con qualche amico (o anche sconosciuto) che stava partecipando ad un concorso. Vuoi che sia di pittura, di scrittura, di musica, il punto non è quello, bensì il fatto che egli vi chieda di votarlo. Ecco, qua succede l&#8217;inghippo. Non funziona così! Non si deve chiedere di votare per se stessi, ma semplicemente di guardare tutti i candidati. So che a prima vista può sembrare un semplice favore, ma in realtà questa è la genesi dell&#8217;amicocrazia, nemica principale della meritocrazia.</p>
<p>E infatti io non voto mai per i miei amici nei loro concorsi se ciò che hanno fatto non mi piace. E che si offendano pure. <a href="http://www.alibertieditore.it/?pubblicazione=il-metodo-sticazzi">Sticazzi</a>! E non è averci la puzza sotto il naso questa, dato che applicare questo metodo è oggettivamente da fessi. Cosa succede quando siete voi a partecipare ad un concorso? Se siete onesti, perderete sotto i colpi del leccaculo di turno che ha contattato persino quel tizio delle elementari a cui fregava sempre la merenda, per racimolare qualche voto. Se invece siete disonesti, la vostra opera perde completamente significato e inizierete a competere in una gara che niente ha a che fare con il concorso. Quindi, fessi.</p>
<p>E adesso torniamo a noi. Chi analizza il merito dei Macchianera? Nessuno. Semplicemente ognuno vota il blog a cui è affezionato, nella categoria in cui è candidato. È umanamente impossibile andare a visitare più di 100 blog e confrontarli con criterio, per poter esprimere un giudizio. E allora è la sagra dei fessi, dove chi ha più lettori, si porta a casa il premio. E qui provo anche a farmi il bastian contrario: ma se uno ha tanti lettori, vuol dire che qualche merito ce l&#8217;ha, o no? Ma quando mai! L&#8217;esplosione di un blog è spesso un mix esplosivo di culo, sciacallagio e tette. La parola giusta al momento giusto. La retorica giusta sulla disgrazia giusta. Le tette nude in qualsiasi occasione. Quanti blog sono seppelliti!</p>
<p>E allora i Macchianera sono un premio un po&#8217; da fessi, perché il voto è interamente deciso dal pubblico, mentre ci dovrebbe essere una giuria che abbia un minimo di competenza per poter scavare un po&#8217; più in profondità. Ah, poi mi son dimenticato di dirvi una cosa. Sono finito tra i finalisti anche quest&#8217;anno. E non l&#8217;ho voluto dire a nessuno, di proposito. E stasera alle 21, potrei nuovamente aggiudicarmi il premio della Miglior Grafica di un Blog. Carina, sì, ma è un tema di WordPress che ho modificato (un bel po&#8217;, ma la base non è certo mia). Un po&#8217; come se dessero il Pulitzer ad un giornalista che preso un articolo su internet, gli ha dato una spolverata, et voilà! Più di non dire a nessuno che c&#8217;erano i Macchianera e, dopo aver appreso di essere tra i finalisti, non aver chiesto a nessuno di votarmi, non sapevo cosa fare. Ho anche voluto scrivere quest&#8217;articolo proprio poche ore prima della premiazione, onde evitare il classico giochino del &#8220;non mi votate&#8221;.</p>
<p>In sintesi, cercate di vedere un po&#8217; più lungo. Fate agli altri, ciò che vorreste fosse fatto a voi. Insomma, non appiattiamo qualsiasi cosa con questa ridicola gara ai numeri. Magari qualche blog che merita c&#8217;è in tutto quel listone. Fregatevene di chi ha vinto e pescatene 2-3 a caso. Chissà che la casualità non vi riservi gradite scoperte.</p>
<p>Sul mio bloggiculum?</p>
<p>Forse due macchie nere.</p>
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		<title>Ci vediamo!</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 12:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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		<category><![CDATA[estate]]></category>

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Nel caso non ve ne foste accorti, ci sono duemila gradi. Io non sono uno di quelli che trova interessante ribadire l&#8217;ovvio e neanche mi &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2029 aligncenter" title="Summer" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2011/07/Summer.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p style="text-align: left;">Nel caso non ve ne foste accorti, ci sono duemila gradi. Io non sono uno di quelli che trova interessante ribadire l&#8217;ovvio e neanche mi lamento del caldo quando deve fare caldo e del freddo quando deve fare freddo. Io odio il caldo d&#8217;estate e amo l&#8217;inverno d&#8217;inverno. Quando fa freddo non mi lamento del freddo, ma mi gusto la bellezza di non doversi sentire rallentati dal sudore. Fine del discorso temperatura. L&#8217;estate incombe e molti di voi probabilmente saranno già in vacanza. Io no e le mie 3 settimane agostiane di libertà, probabilmente me le godrò a casa. Da solo. Con la mia ragazza, ma da solo.<span id="more-2036"></span></p>
<p style="text-align: left;">Una specie di vacanza sabbatica. Perché sì, gli amici sono divertenti e tutto, ma quest&#8217;anno voglio svegliarmi quando mi pare, fare cosa mi pare. Anche se questo fosse fare niente. Voglio essere libero. Colgo quindi l&#8217;occasione per salutarvi anche dal blog che, a meno di un clamoroso cambio di idea, chiude per il caldo e riapre a settembre. Tanto si sa, chi prende qualcosa seriamente d&#8217;estate? E allora tanto vale lasciare liberi pure voi, anche perché nelle bozze ho qualche pezzo da 90 che non voglio <em>sprecare</em>.  Vedi Anna Politkovskaja (l&#8217;ho scritto senza usare Google, il che la dice lunga su cosa vi aspetti&#8230;), il perché è importante leggere dei blog e la storia di Carmelo Musumeci, che ho rimandato anche per troppo tempo. Il fatto è che è una storia molto importante e non mi piacerebbe buttarla lì, tanto per lavarmi la coscienza.</p>
<p style="text-align: left;">Qualche piccolo consiglio estivo, giusto per scassarvi un po&#8217; e farvi vedere quanto sia possibile trovare del marcio anche di questo periodo. Non abbandonate gli animali. Già se avete di questi problemi, meritate di finire ricoperti di vinavil in una stanza piena di zanzare, però prima di lasciare il malcapitato in mezzo ad una strada, portatelo ad un canile. Se vi vergognate, fatelo comunque. Se siete fidanzati e fate le vacanze divisi dalla vostra dolce metà&#8230; beh, ricordate che non sarebbe molto carino darla via perché &#8220;d&#8217;estate si può&#8221; o infilare il vostro pene anche nelle serrature perché &#8220;è solo sesso, non è proprio un tradimento&#8221;. Quindi&#8230; divertitevi, se ve lo siete meritato e ricaricatevi per l&#8217;inizio della nuova stagione di schiavitù.</p>
<p style="text-align: left;">E un altro piccolo favore&#8230; fa caldo! Lo so, lo sai e lo sappiamo. Smettetela di ribadirlo in ogni dove. Non ha senso e se non avete niente da dire, state zitti. E se proprio ci tenete a dirlo, sappiate che io mi segno tutti i vostri nomi. Quando d&#8217;inverno vi sentirò lamentarvi del freddo, piomberò sotto casa vostra il 24 dicembre e appena metterete piede fuori da casa, vi tirerò addosso una secchiata d&#8217;acqua gelida. Sì, proprio quella che scende per tutta la schiena&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">Buona estate lettori!</p>
<p style="text-align: left;">Perché leggete, no?</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
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		<title>Chi scrive male, pensa male</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 11:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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Sì, è giunta l&#8217;ora di cambiare motto: chi scrive male, pensa male. Una semi-citazione morettiana accompagnerà per chissà quanti mesi, il nome del mio blog. Ero molto affezionato &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1946" title="V" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2011/05/V.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Sì, è giunta l&#8217;ora di cambiare motto: <em>chi scrive male, pensa male</em>. Una semi-citazione morettiana accompagnerà per chissà quanti mesi, il nome del mio blog. Ero molto affezionato alla precedente, &#8220;Questo è il fatto, e il fatto è la cosa più ostinata del mondo&#8221; e di certo ciò che quella frase mi ha insegnato, non sparirà. Ma il nuovo concetto madre del mio blog merita di passare in primo piano. All&#8217;apparenza sembra un inno alla grammatica corretta, ma non si riferisce solo a quello. Il cattivo pensiero è alla base di una cattiva persona. Chi non fa girare tutti gli ingranaggi del cervello, arrugginisce e nessuno capirà mai  fino in fondo quanto i buoni cervelli siano alla base di buone cose.<span id="more-1933"></span></p>
<p>E la scrittura? Io, Alberto Schiariti, oggi metto un tassello nella mia personale interpretazione di intelligenza. Una persona intelligente, deve saper scrivere. E bene. Non deve necessariamente ambire a diventar scrittore, ma in quest&#8217;epoca dove tutto è scritto, occorre sapersi destreggiare in discorsi un po&#8217; più profondi. Profondi, non noiosi. Anzi, meglio dire discorsi non banali. È mortificante parlare con persone che si esprimono in maniera zoppicante. Questo non vuol dire che non siano ammessi errori ortografici. Capitano. Non devono esserci errori di logica.</p>
<p>Dobbiamo imparare più parole. Con più parole, si pensa di più. Si pensa meglio. Lo sapete infatti che tutti i nostri pensieri usano il vocabolario che hanno a disposizione? Poche parole, pensieri più semplici. Cosa pensa il ragazzo di 20 anni che scrive con un linguaggio da sms, non sa usare il congiuntivo e nel suo habitat naturale per conquistare una ragazza deve solo sapere come si pronuncia un numero e la parola &#8220;Euro&#8221;? Cosa pensa <em>la ragazza Facebook</em> che all&#8217;apice della sua ispirazione, scrive: &#8220;Bimbe ho preso una botta ke nn vi immaginate! Ke figura di merda!&#8221;?</p>
<blockquote><p>Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo. (Charles Bukowski)</p></blockquote>
<p>Vivi e lascia vivere mi vien detto. Con tono un po&#8217; mafioso. Ma perché? Perché non applicate prima per voi questo mantra? Se io provo amarezza quando parlo con persone profonde quanto un piatto (pari), che devo farci? A me disgusta sentire chi dice che l&#8217;intelligenza non è misurabile su nessun piano. Ci sono molte cose su cui si può misurare. E non parlo di chi preferisce il basket al calcio, o il rosso al verde. Saper scrivere bene, è una buona base per saper pensare bene. E chi sa pensare bene, è più intelligente di chi non lo sa fare.</p>
<p>Certo, c&#8217;è anche chi scrive bene, ma usa quel potere per fare cose negative. Ma proprio qui si riconferma la regola. Un <em>cattivo</em> che non sa scrivere, non sa neanche parlare. Non saprà quindi neanche pensare. Un <em>cattivo</em> che invece ha dalla sua una buona proprietà di linguaggio, può farne di cose&#8230; È un effetto collaterale, ma è inevitabile. Immaginate quindi <em>buoni</em> che sanno scrivere. <em>Buoni</em> che sanno pensare. Riuscite ad intravedere tutti i benefici legati ad un salto di qualità del genere? Persone che invece di accoltellarsi, si fermano e discutono in maniera civile. Persone che, dato che sanno scrivere, sapranno pure leggere. E quindi nessuno si farebbe più prendere in giro dagli slogan vuoti. Niente più &#8220;denti più bianchi&#8221;. Niente più &#8220;capelli più lisci&#8221;. Niente più &#8220;meno tasse per tutti&#8221;. Gente che scrive, gente che legge, gente che pensa.</p>
<p>Imparate a scrivere, a stender su un foglio un discorso. Godete di una punteggiatura che diventa vostro strumento. Usate la vostra lingua, l&#8217;italiano. Lingua complessa, ma in grado di dare soddisfazioni notevoli a chi la sa padroneggiare. Fate in modo che il vostro bagaglio di parole si allarghi ogni giorno. Quando non sapete il significato di una parola, chiedetela. La vergogna è di chi non vi risponde.</p>
<p>Scrivete.</p>
<p>Pensate.</p>
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		<title>And the winner is&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 18:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[blogfest 2010]]></category>
		<category><![CDATA[macchianera awards]]></category>
		<category><![CDATA[riva del garda]]></category>

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Con un po&#8217; di ritardo sono arrivate le liste dei candidati finali per i Macchianera Awards 2010. Altervista mi aveva consigliato come Blogger dell&#8217;anno e &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-1621  aligncenter" title="Oscar_by_Gnahraf" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2010/09/Oscar_by_Gnahraf-600x399.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: left;">Con un po&#8217; di ritardo sono arrivate le liste dei candidati finali per <a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/1583">i Macchianera Awards 2010</a>. Altervista mi aveva consigliato come Blogger dell&#8217;anno e Blog rivelazione, ma effettivamente erano due dei titoli più importanti e già sapevo che, nonostante c&#8217;avessi sperato, una candidatura tra i 5 finalisti sarebbe stata veramente difficile, perché c&#8217;era da scontrarsi con mostri sacri del panorama dei blogger. Gente con i numeri! Quindi non sono rimasto troppo deluso quando stamattina tra le voci dei candidati finalisti non c&#8217;era né la mia, né quella del mio blog. Insomma, già essere proposto come candidato era una notizia bellissima. Peccato.<span id="more-1620"></span></p>
<p style="text-align: left;">Non è stato un peccato però continuare a leggere le altre categorie. Volevo vedere un po&#8217; se c&#8217;erano dei blog che conoscevo e devo dire che uno l&#8217;ho trovato.  Alla voce &#8220;Miglior Grafica di un blog &#8221; c&#8217;è un blog a cui sono molto affezionato: Pensoscrivo. Ebbene sì! Non si sa come, ma sono tra i 5 candidati finalisti per questa categoria! Prima di dirvi le mie impressioni, vi avverto anche che il mio potente sistema di pubblicità subliminale ha fatto colpo e alla voce &#8220;Miglior Blog Letterario&#8221; c&#8217;è anche quello della mia amica/nemica Sara, con la sua <a href="http://lalibreriaimmaginaria.splinder.com/">Libreria Immaginaria</a> che avevo consigliato. Tutto un po&#8217; misterioso, ma questo è il fatto&#8230; Complimenti a lei, complimenti a me!</p>
<p style="text-align: left;">Tornando alla mia categoria, ammetto che è proprio la grafica di questo blog che è stata uno scalino importantissimo nell&#8217;evoluzione di questo mio pargolo. La vecchia versione aveva una palette cromatica simile, ma era troppo classico. Titolo del post, parte del corpo, vai al post. Titolo del post&#8230; e così via. Quando vidi il layout che ho attualmente me ne innamorai subito. Premetto che è un tema destinato ai fotografi, ma facendo un po&#8217; di modifiche al codice e dando qualche pennellata qua e là, sono riuscito a creare questo <em>quadro </em>che adesso è la home. A parte un momento di crisi di qualche settimana fa, ammetto che il risultato mi è sempre piaciuto parecchio. C&#8217;è l&#8217;essenziale e non è poco! Giunsi a questa decisione perché visitando i blog che solitamente frequento, ebbi la strana sensazione di essere travolto da fiumi di parole. Decisi quindi di creare delle piccole scatoline, con una bella etichetta attaccata sopra e lasciare all&#8217;utente decidere quale aprire. L&#8217;home risulta così molto pulita, ma allo stesso tempo piena di colore.</p>
<p style="text-align: left;">Colore dato dalle immagini, ormai diventate parte integrante dei miei post. Non sono mai una cornice e i più attenti saranno riusciti a cogliere più di una volta dei messaggi un po&#8217; nascosti. Insomma, sono contento che il lato visivo sia stato apprezzato, anche se in un bivio tra forma e contenuto, mi sarei infilato a tutta velocità nella seconda scelta. Ma questo è un altro discorso, il blog è ancora nuovo, io sono giovane e chissà che il prossimo anno non possa finire in categorie diverse. Per ora mi godo quel che ho, che non è poco. Non voglio risultare inaccontentabile, ma miro sempre in alto, anche per paura di non poterlo più fare tra qualche anno.</p>
<p style="text-align: left;">Ah, ultima cosa&#8230; siete sempre voi a votare! La compilazione del form stavolta è molto più semplice, dato che non dovete scrivere niente, ma solamente scegliere tra i candidati. Dovete però votare per ogni categoria. Vi assicuro comunque che è un processo che vi porterà via 2 minuti al massimo. <a href="http://blog.altervista.org/it/blogfest-2010-la-finale/">Qui trovate</a> il modulo. E vi ringrazio per avermi donato questa piccola gioia, perché alla fine anche se ringraziare il pubblico può sembrare un po&#8217; retorico, è grazie ai vostri voti che corro il <em>rischio</em> di ricevere questo premio.</p>
<p style="text-align: left;"><em>And the oscar goes to&#8230;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Robbberto!</em></p>
<p><a href="http://www.macchianera.net/2010/09/06/mba-macchianera-blog-awards-2010-2-le-nomination/" target="_blank"><img title="Macchianera Blog Awards 2010 - Blog Nominato" src="http://www.blogfest.it/wp-content/uploads/2010/09/ico-mbanominee2010.png" alt="" width="96" height="33" /></a></p>
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		<title>Blogger dell&#8217;anno?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 20:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[macchianera awards]]></category>

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Mi trovo a dover interrompere le mie vacanze per una lieta notizia. Lo staff di Altervista, il provider del mio spazio web, ha consigliato la &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-1597  aligncenter" title="Back Camera" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0305-600x448.jpg" alt="" width="600" height="448" /></p>
<p>Mi trovo a dover interrompere le mie vacanze per una lieta notizia. Lo staff di Altervista, il provider del mio spazio web, ha consigliato la mia candidatura ai Macchianera Awards 2010. Per chi non li conoscesse, sono un po&#8217; come un premio Pulitzer, ma per i blogger. Sono stato proposto nelle voci &#8220;Blogger dell&#8217;anno&#8221; e &#8220;Blog rivelazione&#8221;. Quando sono stato contattato per mail, avevo quasi pensato ad uno scherzo, ma lo Staff di Altervista mi ha già aiutato in passato, senza praticamente chiedermi niente in cambio, quando ho avuto difficoltà nella gestione di grosso traffico sul blog grazie all&#8217;iniziativa <a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/leggere-leggere-leggere">Leggere, leggere, leggere!</a> che è stata poi il trampolino di lancio di questo botto. <span id="more-1583"></span></p>
<p>E&#8217; una notizia bellissima che mi ripaga un po&#8217; per questo <a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/1378">anno e mezzo</a> di sforzi che metto nel blog, cercando di scrivere sempre qualcosa di originale, pungente e personale. Qua però devo chiedere nuovamente il vostro aiuto, perché per essere ufficialmente candidato, servirà un piccolo sforzo anche da parte vostra. A voi ruberà massimo 5 minuti, ma io a voi ne ho dedicati tanti e non penso di chiedervi molto. Premesso che questo blog vi piaccia, quello che dovete fare non è molto difficile. Dovete collegarvi a <a href="http://blog.altervista.org/it/?p=1316">questo indirizzo</a> e scorrere alle voci 2 e 3 e cliccare sul mio nome e su quello del mio blog. Piccola nota. La votazione verrà annullata se inserite il mio nome più di 4 volte e se non compilate almeno 8 campi. Se volete propormi in 4 categorie, vi rimangono 4 campi vuoti. Se non avete idea, vi do qualche consiglio: <a href="http://www.darsch.it/">darsch.it</a> come Miglior Blog d&#8217;Opinione, <a href="http://lalibreriaimmaginaria.splinder.com/">La Libreria Immaginaria</a> come &#8220;Miglior Blog Collettivo&#8221; o sempre nella stessa categoria, <a href="http://www.spinoza.it/">Spinoza</a>. Come Miglior Blog tecnico-divulgativo vi propongo il <a href="http://attivissimo.blogspot.com/">Disinformatico</a>. Come miglior Blog Politico invece vi consiglio il <a href="http://www.pieroricca.org/">blog di Piero Ricca</a> e <a href="http://nonleggerlo.blogspot.com/">Nonleggerequestoblog!</a>.</p>
<p>La votazione termina il 2 settembre, quindi il tempo è veramente scarso e vi sarei grato se poteste girare ai vostri amici questo messaggio. So che è un po&#8217; squallido propagandarsi a questo modo, ma con così poco tempo a disposizione non ho altri mezzi che fare così. Non mi dilungo troppo, perché quello che c&#8217;è da dire è poco. Vorrei dirvi quanto sono contento già solo per questa cosa, ma adesso non trovo le parole giuste. Spero che il vostro aiuto e tutto il tempo che mi dedicherete sia utile. Io comunque scriverò. Arrivare tra i candidati ufficiali sarà una missione impossibile, ma proprio questo blog mi ha insegnato molte cose.</p>
<p>Che una mattina ti svegli</p>
<p>e uno sconosciuto potrebbe regalarti un libro.</p>
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		<title>Io bloggo</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 21:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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Dopo circa un anno e mezzo che questo blog vive, penso d&#8217;essere abbastanza maturo per tirare un po&#8217; le somme su cosa significa avere un &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-1411  aligncenter" title="ChiSono" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2010/06/ChiSono-600x450.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Dopo circa un anno e mezzo che questo blog vive, penso d&#8217;essere abbastanza maturo per tirare un po&#8217; le somme su cosa significa avere un blog. Innanzitutto avere un blog che non sia semplicemente un diario delle proprie giornate è impegnativo e richiede fatica e tempo. Quello che voi leggete non è già scritto da qualche parte e deve essere battuto lettera per lettera. Insomma, avere un blog è una specie di lavoro. Nonostante in certi casi ci si avvicini al giornalismo, c&#8217;è sempre da dire che la caratteristica principale del blog è il filo diretto con il suo autore. Io scrivo, voi leggete e se vi va scrivete pure voi. Questo è il bello del blog.<span id="more-1378"></span></p>
<p>Però, c&#8217;è anche il brutto del blog. Lati che vengono completamente ignorati, per il solo fatto che, avendo la possibilità di potermi scrivere direttamente, ci si sente in diritto (e talvolta sembra anche in dovere) di poter replicare in maniera gratuita lasciando un insulto a caso. Se volete vedere il mio blog come una casa, allora io lascio le porte aperte, ma la casa è mia. Io faccio entrare chiunque, ma questo non è sinonimo di totale anarchia. Sono disponibile a parlare di qualsiasi cosa, ma se volete smuovere una critica, almeno fatene una costruttiva o argomentata. Dire &#8220;mi sta sulle palle quello che hai scritto&#8221; oppure &#8220;sei retorico&#8221; o &#8220;sempre a far la predica&#8221; a cosa serve? Non è un abuso della libertà che vi offro?</p>
<p>Devi accettare sempre le critiche! Ma chi l&#8217;ha detto? C&#8217;è molta differenza tra una critica, una discussione o chiamatela come vi pare e un insulto. E quest&#8217;ultimo non è scritto da nessuna parte che debba essere accettato senza batter ciglio. Insomma, il blogger non è un antistress o qualcuno che puoi credere di conoscere a tal punto da prenderti confidenze eccessive. Il blogger è una persona come te e già il fatto che si metta in una posizione facilmente attaccabile da tutti, dovrebbe farvi pensare.</p>
<p>A me piace scrivere e non mi è un peso, però vedere articoli su cui ho speso tanto tempo e tanta fatica ridotti a &#8220;sei retorico&#8221; è distruttivo. Io vi cedo il &#8220;trono&#8221; e vi invito a guardare un po&#8217; il disegno generale e non solo l&#8217;articolo che vi è stato sul culo o il mio modo di scrivere. Provate a pensare cosa voglia dire scrivere un blog, stare attenti a non essere troppo lunghi, non essere troppo corti, controllare le fonti che si citano, usare un linguaggio corretto (ormai parlare bene è una delle principali fonti di accusa di retorica), trovare un argomento di cui parlare, trovare cosa dire, rileggerlo, spedire la newsletter, moderare i commenti, controllare lo spam, rispondere ai commenti. Ci sono tantissime cose <em>invisibili </em>che possono sembrare inezie, ma che se tenete conto del fatto che devo farle nei ritagli di tempo e gratis, non lo sono poi così tanto.</p>
<p>Dietro tutto questo c&#8217;è sempre un ragazzo, che si chiama Alberto e che ha 22 anni. Faccio quel che posso e meglio che posso. Certe informazioni ve le do perché spero che vi siano utili e certe riflessioni le trascrivo perché son convinto che possano farvi riflettere e magari scoprire qualcosa a cui non avevate pensato. Non è simpatica la sensazione (per ora da pochissimi, ma vi assicuro che i lati negativi son quelli che rimangono più impressi) di aver sempre qualcuno alle spalle che aspetta che sbagliate o che commettiate un piccolo errore, per tentar di distruggere tutto il lavoro che fate. Io vado avanti lo stesso eh, però una mano è sempre gradita. Sono umano.</p>
<p>Piscio e cago.</p>
<p>Penso e scrivo.</p>
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		<title>Pensoscrivo Atto I</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 22:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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1 anno di blog. 78 articoli. 852 commenti. 206.113 visite. Numeri, numeri, numeri. Persino antipatici. Antipatici perché sono stati alterati dall&#8217;ormai noto evento delle ultime &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1121" href="http://www.albertoschiariti.net/pensoscrivo/archives/1122/1anno"><img class="size-full wp-image-1121  aligncenter" title="1Anno" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2010/02/1Anno.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">1 anno di blog. 78 articoli. 852 commenti. 206.113 visite. Numeri, numeri, numeri. Persino antipatici. Antipatici perché sono stati alterati dall&#8217;ormai noto evento delle ultime settimane. Ma così è.</p>
<p style="text-align: left;">Ho aperto questo blog un anno fa, ma mi pare sia passato molto meno tempo. Se rivedo le foto degli articoli, mi pare di averli scritti tutti ieri. In ognuno di loro c&#8217;è una parte di me e per quanto la mia scrittura sia romanzata, dietro ogni parola c&#8217;è un <strong>vero </strong>pezzetto di me. Che ci crediate o meno. Sono quello dei primi articoli su Englaro e Travaglio, quello della recensione di qualche film, del terremoto, di Gatì, della Lista Civica, del Battesimo, di Berlusconi, dell&#8217;Amore, della Patria, della Musica, della Poesia, del mio primo capitolo, di V, dei libri&#8230; Una mia amica mi ha detto una volta che nel mio blog non parlavo mai di me. Il mio blog è me.</p>
<p style="text-align: left;">Un&#8217;altra cosa che ho imparato è che riceverai sempre critiche. Qualsiasi cosa tu dica. Soprattutto se ti esprimi su 78 argomenti. Ma, persino odiandole (diffidate da chi dice di amarle!), le critiche fatte con la testa servono. Quelle per partito preso e guidate solo dallo stomaco, onestamente non meriterebbero neanche risposta. Blog però è anche questo.</p>
<p style="text-align: left;">Il bello dello scrivere, è che ti permette di bloccare le emozioni. Se io apro un mio post, mi ricordo esattamente cosa provavo quando lo scrissi. L&#8217;unica cosa che forse non si evince troppo dai miei post è la mia demenzialità. Sì, non sono quel profondo santone che all&#8217;apparenza può sembrare. Non che reciti una parte, anzi! Però più di una volta ho avuto l&#8217;impressione di apparire troppo impegnato, troppo qualcosa. Boh. Sensazioni. Son questo, ma anche altro.</p>
<p style="text-align: left;">Nello scrivere questo post, ha prevalso la dolce leggerezza del disquisir a caso. Le bombe arriveranno. Intanto però il motto cambia. La solitudine è scomparsa e c&#8217;è una frase che mi ha colpito parecchio quest&#8217;anno. Viene dal libro &#8220;Il Maestro e Margherita&#8221;. Io la interpreto come un prepotente richiamo alla verità. La verità di chi lotta per qualcosa che sa esser giusta. La speranza di chi non si arrende davanti a compromessi.</p>
<p style="text-align: left;">Questo è il fatto.</p>
<p style="text-align: left;">E il fatto è la cosa più ostinata del mondo.</p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Leggere, leggere, leggere!</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 19:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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		<category><![CDATA[26 marzo 2010]]></category>
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Sono un po&#8217; emozionato nello scrivere questo articolo, perché so già quello che vi sto per dire (strano!). E quello che vi sto per dire, &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1020  aligncenter" title="libri" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2010/01/libri.jpg" alt="libri" width="600" height="450" /></p>
<p>Sono un po&#8217; emozionato nello scrivere questo articolo, perché so già quello che vi sto per dire (strano!). E quello che vi sto per dire, o meglio proporre, è un&#8217;iniziativa che mi affascina tantissimo. Ho sempre letto, ma ultimamente (nell&#8217;ultimo anno circa) ho sentito il bisogno di possedere i libri che leggevo e di fare un percorso intelligente. Perché, sì è vero che qualunque cosa in qualche modo ti fa <em>crescere</em>, ma è anche vero che il tempo è limitato e che quindi per forza occorre imparare ad amministrarlo facendo scelte mirate. Io quindi mi sono fatto consigliare un po&#8217; di libri e pian piano ho cominciato a delineare i miei gusti, non tralasciando comunque l&#8217;occasione di provare qualcosa di nuovo.</p>
<p>Ciò mi sta dando molte soddisfazioni, basti pensare che ad oggi, dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, mi sono (caduta dialettale!) ho già letto 9 libri. E nessuno di loro mi ha deluso. Tutti mi hanno lasciato un&#8217;esperienza bella dentro che mi fa sentire meglio. Bene e questo è il punto uno.<span id="more-1010"></span></p>
<p>Il punto due è il seguente: molto semplicemente, <a href="http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/scuola_e_universita/servizi/giovanilibri/rapporto-lettura-italiani/rapporto-lettura-italiani.html">la maggior parte delle persone non legge</a>. Cavoli loro verrebbe da dire. E invece no. Se in un anno oltre la metà degli italiani non ha aperto un libro (dati riferiti al 2005, oggi la situazione è un po&#8217; migliorata), c&#8217;è da preoccuparsi, perché ciò è indice di scarsa cultura e la scarsa cultura è indice di arretratezza mentale e&#8230;</p>
<p><em>Molti &#8220;è indice di&#8221; dopo&#8230;</em></p>
<p>&#8230;e ciò non fa che renderci le solite stupide capre che eleggono capre un pelo più furbe. Quindi che l&#8217;accettiate o meno, leggere è indice di intelligenza. Prendetela per superbia, prendetela come vi pare, ma il fatto è questo <a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/982">e il fatto è la cosa più ostinata del mondo</a>. In un paese che sta bene le persone leggono, scrivono, ascoltano musica, si divertono e guardano film che abbiano una decenza. Questo è il punto due.</p>
<p>L&#8217;ultimo punto, nonché il terzo riguarda l&#8217;autobus che prendo ogni mattina. Ebbene sì. La cosa che mi inquieta molto è la surreale lontananza di persone fisicamente vicine. Ci saranno persone che (pendolariando da anni) vedo ormai da tempi infiniti a cui non ho mai rivolto parola e viceversa. E&#8217; triste vedere come si può passare un&#8217;ora in un treno senza rivolgere parola a nessuno (sì sì, lo faccio anche io!). Com&#8217;è che accade ciò? Beh, la mia personale teoria dell&#8217;estraniamento routinario narra di una consuetudine che porta a creare uno scudo di serietà tra noi e il nostro prossimo. Tante volte infatti succede di rompere il ghiaccio proprio quando qualcuno rompe fisicamente il ghiaccio, rovinandoci sopra e provocando ilari risa tra due sconosciuti. E dobbiamo allora spaccarci una gamba per fare amicizia?</p>
<p>Bene, sommando questi tre apparentemente sconnessi punti, si ottiene la mia proposta. Non fare del male, non vuol dire fare del bene. Non uccidere qualcuno, non vuol dire curarlo. Volere bene a qualcuno, non significa fare il suo bene. Esigere rispetto, non vuol dire meritare rispetto. Occorre qualcosa di concreto, un gesto all&#8217;apparenza piccolo, ma dentro molto forte. Una piccola azione concreta che scalfisca un po&#8217; quella stramaledetta scusa che ci porta spesso a dire &#8220;Sì, ma ci sono i bambini che muoiono di fame in Africa, a che serve fare questo?&#8221;. Bene, bimbi dell&#8217;africa, ci stiamo attrezzando, ma prima di arrivare da voi dobbiamo fare tanti piccoli scalini, perché ora come ora non siamo in grado di aiutarvi. Dobbiamo diventare persone migliori e non lo si diventa da un giorno ad un altro, ma (leggere in crescendo) cazzo, fate un cavolo di piccolo passo che poi gli altri verranno da soli.</p>
<p>Il 26 marzo 2010 ognuno di voi avrà in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avrà ciò in mano, nella propria borsa o dove volete. Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Sì, proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un&#8217;altra parte. Prenderete quest&#8217;infuso di rivoluzione e lo donerete ad un vostro compagno. Lo guarderete negli occhi e sorriderete.</p>
<p>Perché lo stesso giorno? Perché tutti assieme? Perché saltare da soli è innocuo, ma farlo assieme a milioni di persone può far tremare la terra. Ho bisogno del vostro aiuto. Ho bisogno che diffondiate questo messaggio. Ho bisogno che condividiate quest&#8217;evento dovunque. Ho bisogno che trasmettiate agli altri l&#8217;importanza di questo gesto. Ho bisogno che voi siate i primi a capire cosa c&#8217;è dietro. Ho bisogno che la fiamma si accenda oggi e arda fino a quella data. Ho bisogno di un segnale di vita da parte di tutti. Non voglio credere che uno stupidissimo film di natale o un&#8217;ignorante tettona possa attirare e smuovere più gambe di questo messaggio. Voglio avere fiducia. Voglio credere che la cultura possa ancora sconfiggere l&#8217;ignoranza. Voglio credere che sotto i colori di ogni partito ci siano ancora persone. Voglio credere che ogni sconosciuto desideri fare amicizia con voi.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=265730285913">Qua trovate il gruppo ufficiale</a> che ho creato su Facebook. Sapete meglio di me cosa fare per rendere importante quest&#8217;iniziativa.</p>
<p>Voglio credere.</p>
<p>Credere di poter cambiar qualcosa.</p>
<p>P.S.</p>
<p><a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/1034">Qua trovate</a> la parte 2 dell&#8217;iniziativa</p>
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		<title>Duemilan(u)ove</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 17:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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Si conclude così il 2009! Anno di crisi, di statue, di papi che cadono e di Papi che per poco non cadono. L&#8217;anno dello scudetto &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center; "><img class="size-large wp-image-967  aligncenter" title="20456_223002540975_520675975_3726186_1132392_n" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2009/12/20456_223002540975_520675975_3726186_1132392_n-600x450.jpg" alt="20456_223002540975_520675975_3726186_1132392_n" width="600" height="450" /></p>
<p style="text-align: center; ">
<p style="text-align: left;">Si conclude così il 2009! Anno di crisi, di statue, di papi che cadono e di Papi che per poco non cadono. L&#8217;anno dello scudetto dell&#8217;Inter. Come l&#8217;anno prima. E quello prossimo. L&#8217;anno in cui è nato questo blog, un progetto che ancora mi entusiasma. L&#8217;anno in cui ho conosciuto persone che meritano di farmi scendere nel banal ricordare che ho conosciuto persone che meritano. Un anno in cui non ho trovato lavoro, perché ce l&#8217;avevo già, ma ci sarebbe stato bene. L&#8217;anno in cui ho fatto il compleanno, l&#8217;anno delle vacanze al mare e l&#8217;anno non bisestile. Duemilanove. L&#8217;anno di PES 2010 (?!?). Un anno tutto sommato non malaccio. L&#8217;anno del pizzetto che si evolve e chissà se durerà.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Sono milioni quelli che desiderano l’immortalità, e poi non sanno che fare la domenica pomeriggio se piove. (Susan Ertz)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Insomma, un anno eh, ma durante queste meritate vac(c)anze non potevo scrivere un articolo impegnato, anche perché chi me lo legge!? E si, la tempistica è importante, altrimenti rischi di fare un triplo carpiato con doppio avvitamento mentre gli altri si sono girati a vedere una ragazza a cui è sceso il top.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;anno del nonsense, l&#8217;umorismo che più preferisco sul raccattapalle nel patino. Giudici, giulivi? L&#8217;anno del &#8220;vi sto osservando&#8221; e l&#8217;anno della finta paura. L&#8217;anno del non-sono-proprio-così-serio-eh. L&#8217;anno del vaffanculo, che ancora si protrarrà. L&#8217;anno di Douglas Adams per me e l&#8217;anno di V per Vendetta (il fumetto, finalmente!). Su, festeggiate allegri atei, credenti, asini, scimmie e morti. Siam tutti fatti uguali alla fine. E all&#8217;inizio. Buon ginocchio! Ma secondo voi&#8230;.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;anno</p>
<p style="text-align: left;">o non l&#8217;anno?</p>
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		<title>Penso, quindi scrivo.</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2009 22:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[
Circa 4 mesi fa definivo il mio blog:
Una continua raccolta di riflessioni, frutto della collisione di una goccia con il mare. Penso, quindi scrivo.
La mia &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-330 aligncenter" title="modificata" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2009/05/modificata.jpg" alt="modificata" width="470" height="453" /></p>
<p style="text-align: left;">Circa 4 mesi fa definivo il mio blog:</p>
<blockquote style="text-align: left;"><p>Una continua raccolta di riflessioni, frutto della collisione di una goccia con il mare. Penso, quindi scrivo.</p></blockquote>
<p style="text-align: left;">La mia idea era quella di parlare un pò di me, un pò degli altri e di quello che mi succedeva attorno. <span id="more-329"></span>Delle mie passioni, dei problemi e così via dicendo. Ho invece scoperto che pian, piano mi trovavo sempre di più ad affrontare tematiche incentrate sull&#8217;informazione e sulla politica e che la cosa non mi dispiaceva.  Quindi oggi leggo quel motto sotto un&#8217;ottica leggermente deviata rispetto alla sua originale formulazione e la continua raccolta di riflessioni si avvicina più ad una continua raccolta di informazioni su cui vorrei che più persone possibili riflettessero. Perché secondo me è un po&#8217; questo il male che sta alla base di tutto: troppe persone non pensano. O meglio, pensano di pensare, ma non si accorgono che in realtà stanno seguendo le orme paterne e non mettono in dubbio che le basi che gli son state date sian quelle giuste.</p>
<p style="text-align: left;">Io provo a farvi vedere che, si è vero che nella stanza dove siete potete spaccare ogni cosa e siete liberi di fare qualunque cosa, ma sta proprio lì l&#8217;inganno! Dovete uscire dalla stanza! La libertà non è aver la possibilità di far quel si vuole dentro una gabbia.</p>
<blockquote style="text-align: left;"><p>Tutto ciò che non sapete è vero (Beppe Grillo)</p></blockquote>
<p style="text-align: left;">E&#8217; proprio questo il punto! Le persone non sanno! Ma il male maggiore è che ormai hanno basato la vita su dogmi che impediscono loro di sapere e davanti alla cristallina verità, si cercherà sempre in qualche modo di giustificare anche i fatti più effimeri. O peggio, c&#8217;è a chi proprio non interessa la verità. Loro &#8220;devono campà&#8221;. Anch&#8217;io.</p>
<p style="text-align: left;">Ogni tanto prendo delle manate di ignoranza in faccia, che mi chiedo se ha veramente senso provare in qualche modo a <em>convertire </em>gli altri alla retta via. Fermi tutti! Vi anticipo! Chi son mai io per indicarvi la retta via? Un pesce. E come ogni pesce, condivo l&#8217;acquario con gli altri pesci che siete voi. E se voi mi sporcate l&#8217;acqua, vivo peggio. Non ho da render conto a nessuno, se non a me stesso e difficilmente quindi avrò prese di posizione per interessi personali.</p>
<p style="text-align: left;">Quindi quello che scrivevo quattro mesi fa, non era una frase tirata là per far sfoggio di un&#8217;immane profondità spirituale, ma bensì era l&#8217;oscuro presagio della sua naturale evoluzione:</p>
<blockquote style="text-align: left;"><p>Uno contro tutti, tutti contro uno</p></blockquote>
<p style="text-align: left;">Questo, <em>sfortunatamente </em>sarà il nuovo motto. E&#8217; vero che in quell&#8217;uno non ci son solo io, ma in quei tutti c&#8217;è tanta di quella gente che mi vien paura.</p>
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