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	<title>Pensoscrivo &#187; albyok</title>
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	<description>Chi scrive male, pensa male.</description>
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		<title>Ex-studente su studenti</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 13:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[martone]]></category>
		<category><![CDATA[sfigati]]></category>

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Succede in Italia che un tizio praticamente sconosciuto ai più fino a qualche giorno fa se ne esca con una frase: &#8220;Dobbiamo dare dei messaggi &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2299" title="College" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2012/01/College.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Succede in Italia che <a href="http://www.michelmartone.org/">un tizio</a> praticamente sconosciuto ai più fino a qualche giorno fa se ne esca con una frase: &#8220;Dobbiamo dare dei messaggi veri ai giovani. Se a 28 anni non sei ancora laureato, sei uno sfigato. Se a 16 decidi di fare un istituto tecnico e di farlo bene, bravo!&#8221;. Nel giro di poche ore questo tizio viene travolto dall&#8217;indignazione di milioni di persone che non concepiscono come si possa definire sfigato uno studente universitario. Errore numero uno: il tizio non ha detto che tutti gli studenti sono sfigati. Chiaro, ha detto che tutti gli studenti che a 28 anni ancora non hanno una laurea, sono sfigati! Errore numero due: sebbene letteralmente abbia detto questo, trovo quanto meno forzato che non si applichi un  minimo di interpretazione che compensi la brevità con cui è stato espresso il concetto e la totale decontestualizzazione di esso (dubito che tra gli scatenati ci sia qualcuno che sappia di cosa stesse parlando il tizio e in quale occasione). Almeno io ho subito capito verso chi fosse diretto il messaggio, ovvero tutti quegli studenti che senza una scusa plausibile (lavoro per mantenersi o cose simili) pascolano allegramente il periodo 20-30 anni a trascinare una missione intrapresa senza troppa voglia. Perché magari hanno fatto il liceo scientifico, i genitori insistono e quindi su&#8230; l&#8217;università va fatta.</p>
<p>Non vedo come si possa esser sentito offeso chi l&#8217;università l&#8217;ha fortemente voluta e l&#8217;ha presa come un vero e proprio lavoro, studiando e cercando di non rimanere indietro. Perché alla fine il punto della questione è esattamente questo: l&#8217;università è per certi tratti (l&#8217;impegno sicuramente) paragonabile ad un lavoro e proprio come in ogni ambiente lavorativo, c&#8217;è chi cazzeggia. Se però fosse stato detto: &#8220;se lavori in comune, timbri il badge e vai via a farti i cavoli tuoi, allora sei uno sfigato&#8221; sono convinto che non ci sarebbe stata quest&#8217;onda di indignazione, anche perché davanti ad un comportamento simile si possono accampare davvero poche scuse. Lo studente, soprattutto quello consapevole di aver preso l&#8217;università un po&#8217; alla leggera e che, sebbene non essendo troppo in ritardo è conscio di potersi trovare un giorno nella categoria degli &#8220;sfigati&#8221;, subito s&#8217;imbizzarisce, si indigna e prende fuoco. Mette le mani avanti. Difende un suo possibile futuro. Ma perché?</p>
<p>Io non faccio l&#8217;università e tra le cose che mi hanno portato a questa scelta c&#8217;era proprio la paura di ritrovarmi solo a 30 anni a poter fare qualcosa di <em>concreto</em>. Non ho avuto quindi dubbi e ho scelto il mondo del lavoro. Ho però fatto tutti gli anni di scuola che un ragazzo di 19 anni può fare e nessuno qua può osare dire che tutti gli studenti siano vogliosi, anzi, direi tutt&#8217;altro. C&#8217;è quello bravo, quello portato, quello che studia, ma ci sono anche quelli a cui non frega un cazzo della scuola e quelli che non fanno niente. E secondo la mia esperienza sono i più. Sicuramente all&#8217;università già c&#8217;è un bel filtro, ma la mia impressione è che questo filtro abbia maglie ancora troppo larghe e dietro il finto messaggio &#8220;a tutti deve essere permesso di studiare&#8221; si nascondano tanti fancazzisti che si iscrivono alle più disparate facoltà senza farsi una semplice domanda: &#8220;ho le facoltà e la voglia di frequentare questa facoltà?&#8221;. E badate bene, questa non è una domanda così banale e semplice. Oggi passa il messaggio che se non hai un pezzo di carta non sei nessuno, sebbene poi gli stessi che proclamano ciò si lamentino della sua inutilità, ma nessuno si chiede se davvero tutti siano portati per l&#8217;università. Si dà per scontato che tutti ne siano in grado e che tutti potenzialmente siano dottori, ingegneri e architetti. Com&#8217;è allora che spesso ci sono ingegneri, architetti e dottori di cui ci si lamenta?</p>
<p>Quello che voglio dire è che è ingiusto che si perda completamente l&#8217;obiettività solo perché l&#8217;alternativa sarebbe prendere in considerazione un&#8217;autocritica. Avrei preferito il silenzio, molto più onesto di quello che è successo. Tutti hanno iniziato a raccontare la loro drammatica storia di studenti, senza farsi delle domande assai semplici. Il tizio che ha detto quello frase parlava di me? Ce l&#8217;aveva con chi a 28 anni non si è ancora laureato perché non ha soldi ed è costretto a lavorare per mantenersi? E poi c&#8217;è stata un&#8217;azione forse ancora più vergognosa: la diffamazione del &#8220;chi&#8221; dovuta all&#8217;impossibilità di diffamare il &#8220;come&#8221;. Questa è una pratica molto cara a certi giornali (definita ultimamente anche come Metodo Boffo) ed è stata condannata da tantissimi ai suoi tempi che oggi però godono nello sparlare di questo tizio. Suvvia, siate onesti con voi stessi. Se anche quest&#8217;uomo fosse il peggior diavolo del mondo, fosse un ipocrita, un raccomandato, un amico di certa gente e tutti gli aggettivi negativi che vi vengono in mente&#8230; cosa cambierebbe? Perché non provate ad applicare questo concetto a voi stessi? Non so, fate che un giorno vi venga alla mente di fare una denuncia intelligente. Come vi sentireste se su tutti i giornali invece di parlare della vostra denuncia si cominciasse a parlare di quell&#8217;estate in cui avete gettato quella cartaccia sulla spiaggia o quel periodo in cui avete rubato delle caramelle all&#8217;asilo? Oppure se cominciassero a raccontare della vostra famiglia e del fatto che vostro padre lavora all&#8217;università e quindi siete di sicuro dei raccomandati e di conseguenza non avete diritto di parola.</p>
<p>Questo è un metodo stupido e non regge neanche la scusa che in politica la forma conti quanto la sostanza. Questa è una vera e propria cazzata, soprattutto quando si arriva ad ignorare completamente la sostanza. Certo che è importante chi dice qualcosa, ma che senso ha usare questo metro di giudizio su una frase &#8220;neutra&#8221; che non può nascondere interessi personali? Io analizzerei il <em>chi</em> se qualcuno mi dicesse qualcosa su cui avere dei sospetti. Se qualcuno mi consigliasse di comprare qualcosa o roba del genere. Ma poi, indipendentemente da questo, non è molto più semplice ribadire la stupidità di una persona basandosi su ciò che ha appena detto, invece che appellarsi esclusivamente al suo passato, alle sue amicizie e a tutto il resto? Queste cose servono per una considerazione generale della persona, ma non servono per distruggere il concetto espresso da una persona. Non state quindi a dire &#8220;eh, ma la posizione di quel tizio prevederebbe un linguaggio più consono&#8221;. Ma andate a cagare su! La parola &#8220;sfigato&#8221; tocca così a fondo le vostre coscienze? E se un ministro dicesse che chi fa <a href="http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/279532/roma-i-furbetti-dellufficio-comunale.html">queste cose</a> è una grande testa di cazzo? Non applaudireste a scena aperta? Appellarsi a queste piccolezze vuol dire aver paura di qualcosa, essere consapevoli di essere stati toccati dalla sua frase. Chi ha la coscienza a posto, fa lo studente e magari lavora anche e riesce a tenersi in pari con gli esami, mai si potrà sentir offeso da una frase del genere perché saprebbe benissimo verso chi riferita. E sapete anche meglio di me che l&#8217;unico motivo per cui in molti hanno potuto indignarsi è la semplice e banale regola del gruppo. Tanti fancazzisti? E allora si può dire tutto ciò che si vuole assieme. L&#8217;impiegato pubblico si fa i cazzi propri? Dinamica elementare.</p>
<p>Lo studente non studia?</p>
<p>Eh, ma non puoi capire&#8230; ci son tante cose&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tutti eroi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 15:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[costa concordia]]></category>
		<category><![CDATA[schettino]]></category>

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Oggi vi parlo di un po&#8217; di cose che ruotano attorno all&#8217;ormai celeberrimo incidente della nave Concordia. Lo faccio perché sono consapevole di poter dire &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://modestmaniac.deviantart.com/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2281" title="Float_or_Sink_by_ModestManiac" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2012/01/Float_or_Sink_by_ModestManiac.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Oggi vi parlo di un po&#8217; di cose che ruotano attorno all&#8217;ormai celeberrimo incidente della nave Concordia. Lo faccio perché sono consapevole di poter dire qualcosa e non perché senta l&#8217;impellente bisogno di aggiungere il mio nome alla lista e parlerò anche di questa cosa che in certi estremismi ho trovato ripugnante. Allora&#8230; da dove iniziare? L&#8217;informazione. Quando succedono eventi del genere, la maggior parte dell&#8217;informazione si struscia avidamente le mani perché  può scrivere tonnellate di pagine e può letteralmente riempire i TG di servizi su qualsiasi particolare della disgrazia. Ecco&#8230; io mi sforzo e riesco a concepire che questo sia un evento &#8220;grande&#8221;, ma a parer mio non si arriva comunque a giustificare un tale dispiegamento di forze. È vero, è affondata una nave, ma una volta saputo il numero di morti e la dinamica, perché la cosa non può finire lì? A cosa serve un reportage continuo o il vaglio di miliardi di ipotesi basate sul niente? Dove finisce il servizio e inizia lo show?<span id="more-2280"></span></p>
<p>Ma qua veniamo al punto due. Come ripeto da tempo, la vera colpa non è dell&#8217;informazione, quanto della richiesta d&#8217;informazione. Le persone si appassionano a questi drammi, ne parlano incessantemente e quando alla TV dopo una settimana c&#8217;è l&#8217;ennesimo servizio fotocopia, non la spengono. Allora ci sono <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/190369/porta-a-porta-allattacco-del-costa-concordia/">programmi</a> che addirittura si dedicano completamente all&#8217;argomento e persone che li seguono ancora più appassionate. Fa share. Fa schifo. Ma fin qua è quasi normale amministrazione, perché le cose sono sempre andate così e trovo difficile che possano cambiare. Quello però che veramente comincio a non sopportare più è l&#8217;atroce male che sta affliggendo l&#8217;intero globo in concomitanza con il progresso di internet e dei social network: l&#8217;eroismo e la conoscenza approfondita di tutto, basandosi sul niente. Affonda una nave? Tutti diventano capitani e tutti sanno quali procedure si sarebbero dovute attuare. Tutti sono sicuri del fatto che anche loro avrebbero fatto gli eroi ad ogni costo e che avrebbero rischiato di morire per degli sconosciuti.</p>
<p>Badate bene, ormai pare palese la dinamica della fuga della rockstar Schettino e difficilmente i fatti si riveleranno troppo diversi da come si sono già delineati. Quest&#8217;uomo con tutta probabilità ha abbandonato i suoi doveri e ha semplicemente pensato a salvarsi il culo. Gli è andata male perché è stato incastrato da telefonate e testimonianze varie. Ecco, premesso che sarebbe da stupidi pensare che la sicurezza di una nave di 292 metri possa dipendere da una sola persona, vi siete fatti un po&#8217; di domande? Ma secondo voi, nonostante il tizio si fosse caricato dei doveri di capitano, non è umano che si sia cagato nelle mutande e sia fuggito? E badate bene, ho detto umano. Quindi non state a dire &#8220;eh, ma lui era il capitano!&#8221;. Chiunque, ma davvero chiunque, prima del proprio ruolo è una persona. Se aveste poi studiato un po&#8217; di genetica, sapreste che la priorità massima di un essere vivente è la sopravvivenza. Io sono sicuro che qualcuno su quella nave si sia comportato da vero eroe, mettendo a repentaglio la propria vita per salvare quella di altri, ma ditevi la verità, secondo voi in quante persone hanno fatto ciò che ha fatto il signor Schettino, all&#8217;interno della stessa nave,  senza però essere beccati?</p>
<p>Ribadisco, non è un comportamento da eroi, ma abbiate almeno l&#8217;onestà di dire che neanche voi potreste sapere come reagireste davanti alla morte. Avete presente quella cosa che si frappone tra voi e qualsiasi altra cosa futura? Ecco, io non mi vergogno nel dire che, anche se avessi fatto mille giuramenti, in una situazione dove sentissi il pericolo di morte altissimo, potrei non comportarmi da eroe. <em>Ah, ma allora non avrebbe dovuto fare il capitano! </em>Ma sticazzi! Di nuovo, ma davvero voi credete che un tale colosso possa affidare tutta la sicurezza ad una sola persona? Veramente vi sentireste sicuri nel sapere che in drammi del genere tutto dipenda dal capitano?</p>
<p>Mi prendo l&#8217;onere, senza modestia, di dirvi come è andata per quanto concerne i lati meno tecnici della questione. Non mi arrischierò in disamine di cui non ho competenza. In questo disastro ci sono stati probabilmente tantissimi colpevoli. È impossibile che un tizio possa decidere di propria volontà di eseguire manovre che possano mettere in pericolo tutte quelle persone senza che ci sia almeno un doppio controllo. Se non fosse così, i colpevoli allora sarebbero coloro  che rendono possibile l&#8217;ammaraggio di un qualsiasi mezzo di tale portata che dipenda da una sola persona. Se davvero Schettino avesse potuto da solo combinare ciò che pare aver combinato, i colpevoli sarebbero la Costa Crociere tutta. Viviamo però in uno strano periodo e in combinazione con i fattori sopra elencati, quest&#8217;uomo è capitato a fagiolo. Chi meglio di lui per addossarsi l&#8217;intera colpa di questa disgrazia? Chi meglio di una persona che si è comportata da cagasotto avrebbe potuto attirare su di sé l&#8217;odio di una nazione intera? E se poi ci aggiungete anche la cinematografica presenza di Capitan Coraggio De Falco, la frittata è fatta.</p>
<p>E dato che sono in vena di sfoghi, vi dirò la mia anche su quest&#8217;altro tizio. Provate a riascoltarvi le telefonate: è palese che Schettino se la stia facendo sotto e che stia fuggendo. Cosa fa De Falco? Urla, sbraita e parla sopra l&#8217;altro. Cerca di convincere una persona appena uscita volontariamente (e non certo caduta) da una nave che sta affondando, a risalirci sopra. Qual è l&#8217;utilità di questo? Davvero pensava che sarebbe risalito? Qual era lo scopo di una persona impaurita, riguardo al salvataggio delle persone ancora a bordo della nave? Schettino ormai era perso e aveva già fatto la sua scelta. E se hai appena abbandonato 4000 persone al loro destino, che probabilmente tu stesso hai contribuito a delineare, hai fatto affondare una nave e ti sei salvato per un pelo, beh, un moderno sergente Hartman non ti farà certo cambiare idea. Non capisco quindi neanche questa idolatria per una persona che, una volta appurato l&#8217;abbandono della nave del capitano, avrebbe dovuto smettere di insistere in quel vicolo cieco e provare immediatamente altre soluzioni. Chiaro che non sto dicendo che De Falco si sia comportato malissimo o che abbia particolari colpe, semplicemente che i giudizi nei suoi confronti siano stati totalmente modificati dalla relatività della situazione.</p>
<p>Consigli per il futuro? Non lasciatevi trasportare dalla massa quando dovete aprire bocca. Nessuno ha chiesto il vostro parere e se quindi vi prendete la briga di darlo, siate sicuri che quello che state per dire abbia qualche tipo di valore. Prima di dire che il capitano non ha fatto il suo dovere, badate bene all&#8217;ovvietà di tale concetto e soprattutto prendete in considerazione  non solo il punto di vista esterno, dato che in situazioni come questa è impossibile applicare la &#8220;procedura normale&#8221;. Ultimo sassolino: ma com&#8217;è che ci sono tutti questi eroi in Italia e poi migliaia di casi dove viene provato il contrario? Chi sono tutte le persone che rubano, che non pagano le tasse, che fuggono davanti al pericolo, che non si fermano davanti a quella persona appena investita o che non denunciano per paura? Chi sono tutti i capitani delle milioni di navi che affondano ogni giorno? Chi sono tutti quelli stronzi che durante i minuti dell&#8217;esercitazione si fanno i cazzi propri &#8220;tanto la nave non affonderà mai&#8221;? Ecco, un bell&#8217;esamino di coscienza prima di essere sicuri che anche voi, quando vi è capitata l&#8217;occasione, avete applicato il metodo Schettino. Lui è stato <em>sfortunato</em> perché aveva centinaia di fari puntati, ma quante <em>schettinate</em> avvengono al buio? Forse la potenza di queste reazioni è direttamente proporzionale alla paura della grandezza dello Schettino in noi, o no?</p>
<p>Prima di togliere l&#8217;indice dalla fondina,</p>
<p>Controllate di aver deciso chi colpire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La dieta delle regole</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 15:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>

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Premessa che ho già fatto quando sono entrato in ambiti (per me) troppo tecnici: non sono un esperto di economia. Ciò di cui vi parlerò &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://tuncaycetin.deviantart.com/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2274" title="Senza-titolo-1" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2012/01/Senza-titolo-1.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Premessa che ho già fatto quando sono entrato in ambiti (per me) troppo tecnici: non sono un esperto di economia. Ciò di cui vi parlerò è un approccio molto generale (non superficiale) al concetto di liberalizzazione del mercato. Lo faccio perché è un argomento che in questi giorni è al centro delle manovre di ripresa del Governo Monti e lo faccio perché spero di chiarire qualcosa a chi ne sa poco o di poter aprire un confronto con chi ne sa più di me. Vi dico questo, perché come già sapete non mi piace parlare di cose che non conosco e se devo affrontare un argomento di cui non sono un esperto, è bene che sappiate a grandi linee anche il valore da dare al mio scritto.<span id="more-2273"></span></p>
<p>Innanzitutto partiamo dalla base: cos&#8217;è la liberalizzazione del mercato? È una serie di provvedimenti volti ad abbattere il più possibile dei vincoli che si sono instaurati sul mercato e di riflesso nel mondo del lavoro. A chi questo processo non conviene? Principalmente a chi gode di una particolare sicurezza economica, dovuta a leggi molto favorevoli per sé, ma che non favoriscono affatto il mercato. A chi invece conviene? Ai consumatori finali (quasi sempre) e ai meritevoli.</p>
<p>Chiaramente sto parlando di una liberalizzazione ponderata e non selvaggia, fatta con criterio e disciplina. Non vedo quindi come si possa essere contro una serie di norme che alleggeriranno il carico di regole e regoline che governano oggi l&#8217;economia italiana e che dovrebbero rendere più dinamico il mercato. Sì, è vero che certe caste dovranno iniziare a confrontarsi con la concorrenza, ma questo è un problema loro ed è inoltre un &#8220;problema&#8221; che ogni normale persona che cerca lavoro o fonda un&#8217;azienda deve affrontare. Perché i notai, gli avvocati, i dentisti, i farmacisti e tanti altri devono avere particolari agevolazioni che rendono il prezzo dei loro servizi più alto di quello che un mercato libero potrebbe sostenere?</p>
<p>C&#8217;è chi dice che &#8220;verranno favorite le grandi distribuzioni&#8221;, ma è tempo di dire una cosa. A patto che siano rispettate delle regole etiche e di lavoro minime (quindi nessuno che lavora 12 ore o cose del genere), perché se qualcuno riesce ad offrire un prodotto della stessa qualità di un piccolo negozio, ma a prezzo inferiore, questo qualcuno dovrebbe essere bloccato tramite dei limiti fittizzi? Se tu, piccolo negoziante, non sei più competitivo sul mercato, perché non provi altre strade? Perché non alzi la qualità se non puoi abbassare il prezzo? So benissimo quanto questo discorso possa sembrare cattivo o cinico, ma a me sembra assai peggiore quello di voler difendersi con dei trucchi.</p>
<p>Vi faccio un esempio: le librerie. Tipico esempio di struttura che andrà a scomparire se non la smette di lagnarsi e si adegua ai nuovi tempi. La grande distribuzione promuove Fabio Volo e Moccia (in realtà lo fanno anche le librerie classiche)? Amazon ti fa arrivare a casa un libro cartaceo in 2 giorni senza costi di spedizione oppure ti spedisce un eBook in 1 minuto? E allora smetti di competere in quei campi, perché non vincerai mai! Innovati, adeguati, proponi qualcosa di nuovo. Diventa amico degli eBook e magari crea dei servizi utili. Compra un eBook da noi e con 3 euro in più avrai anche la copia cartacea! Acquista il libro di Tizio da noi e avrai l&#8217;ingresso gratuito dell&#8217;evento &#8220;Incontro con Tizio&#8221;. Non si può bloccare la naturale evoluzione del mercato solo perché non si ha voglia di fare sforzi per innovarsi.</p>
<p>Bisogna avere il coraggio di ammettere che l&#8217;avvento di Internet ha spaccato il mondo ed è normale che molti servizi si spostino sul web o diventino digitali. Ed è ridicolo che si cerchi di bloccare quest&#8217;avanzata, perché è impossibile. L&#8217;unico modo che vedo io per convivere con questi passi avanti è quello di studiare nuove soluzioni o addirittura nuovi lavori. E per far questo serve appunto un mercato che imponga solo le regole base che consentono a tutti di combattere ad armi pari, ma che poi non crei ostacoli volti solo a conservare i benefici dei soliti.  Più il mercato è libero, più ci sarà scelta. Starà a noi quindi premiare la qualità e la quantità, senza che ci siano le solite caste che ho elencato sopra a farla da padrona. E mi spiace, ma io non credo a qualche intervista che ho visto dove certi notai, avvocati, farmacisti, ma anche tassisti fanno le vittime. Io ho 23 anni e fino a poco tempo fa lavoravo in un settore dove l&#8217;unica cosa che importasse era la qualità del servizio e il prezzo. Non avevo nessuna regola a mio favore che imponesse il prezzo minimo di un servizio o l&#8217;automatica vincita di appalti. Non vedo quindi perché anche le altre categorie di lavoratori non possano adeguarsi alle normali regole della meritocrazia.</p>
<p>Detto tutto questo e conscio di poter aver lasciato molti aspetti all&#8217;oscuro, vi invito a dire a la vostra, soprattutto se siete in forte disaccordo con me. Fatelo però senza lasciare commenti vaghi o che non portano a niente, come &#8220;ah, le multinazionali controllano il mondo!&#8221;, perché neanche vi risponderò.</p>
<p>Una volta c&#8217;erano i minatori.</p>
<p>Eppure oggi il mondo va avanti.</p>
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		<title>Reading 2.0</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 13:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Prima o poi doveva succedere. Da pochi giorni sono anche io ufficialmente un felice possessore di eBook reader. Faccio subito una premessa tecnico/linguistica: dato che &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2257" title="Kindle" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2012/01/Kindle.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Prima o poi doveva succedere. Da pochi giorni sono anche io ufficialmente un felice possessore di eBook reader. Faccio subito una premessa tecnico/linguistica: dato che all&#8217;uscita dei lettori MP3 già si creò un errore linguistico abbastanza banale che tuttora permane, vi spiego una semplice cosa. L&#8217;eBook è il libro digitale, l&#8217;eBook reader è il lettore. Quindi, non chiamate un lettore di libri digitali &#8220;eBook&#8221;, perché sarebbe come chiamare uno stereo &#8220;CD&#8221;. Parafrasate tutto per i lettori MP3. Detto questo, qualche giorno fa mi è arrivato il tanto agognato Kindle Touch, attualmente non disponibile in Europa. Ho infatti dovuto usare un escamotage, iscrivendomi a <em>consegnato.com</em> e facendomi dare un indirizzo americano a cui spedire il lettore e poi far sì che da lì venisse spedito a casa mia. Una procedura non troppo complicata e che in circa 10 giorni lavorativi (e sotto Natale!) mi ha fatto arrivare il lettore di Amazon senza nessun problema. Ciò che però mi appresto a scrivere non è una disquisizione tecnica, dato che c&#8217;è un amico che già se ne è <a href="http://www.darsch.it/index.php?pg=sphere&amp;postid=835">abbondantemente occupato e vi rimando là</a> (le gioie di internet!). Ciò di cui vi voglio parlare è di cosa significa per un lettore abituale, affezionato quindi ai libri cartacei, fare questo epocale passo.<span id="more-2256"></span></p>
<p>Come probabilmente già saprete, sono un vorace lettore e digerisco circa un libro alla settimana. Posso quindi parlarvi con tranquillità di questo passaggio, avendo io avuto i vostri stessi probabili dubbi. I testi sono per loro natura strettamente legati all&#8217;informatica, dato che dopo i numeri (bit), l&#8217;unità più spartana è la parola. Non a caso i primi computer non avevano interfacce grafiche e funzionavano solo digitando delle parole. È quindi sorprendente che solo da pochi anni i lettori eBook abbiano conquistato il mercato, dato che il libro è una materia perfetta per essere digitalizzata. Dal punto di vista meramente tecnico, i vantaggi sono abnormi. Innanzitutto in un dispositivo come quello che ho acquistato, ci possono stare tranquillamente dai 1500 a 3000 libri e su altri, espandibili con schede SD, la capienza è praticamente illimitata. Poter quindi avere in uno spazio così piccolo, la quantità di libri che può contenere una libreria immensa, è una svolta. Pensate solo alle scuole! Se esse adottassero questo sistema, si abbatterebbero costi e cartelle in un colpo solo. Ogni studente avrebbe bisogno solo di un piccolo lettore, dove all&#8217;interno stivare <strong>tutti</strong> quegli enormi tomi che attualmente si porta sulle spalle.</p>
<p>Il secondo enorme vantaggio è il fatto che adesso tra l&#8217;ordine di un libro e l&#8217;effettiva possibilità di leggerlo, intercorre meno di un minuto. Cosa non da poco! Inoltre, siti come Amazon, vi danno la possibilità di leggere gratuitamente le prime pagine di qualsiasi libro. Anche questa possibilità è notevole ed è tutta a favore del lettore. Sempre legato alla distribuzione c&#8217;è anche da notare altri due fattori che a livello ambientale sono disarmanti: niente più spreco di carta e niente più spedizioni. Un impatto abnorme sui trasporti e sulle foreste. Inoltre, con l&#8217;abbattimento di questi aspetti, i prezzi sono nettamente inferiori. Si parla della metà del prezzo di copertina di un libro cartaceo, se non meno.</p>
<p>Punto tre: niente più titoli non disponibili! Per sua natura, l&#8217;eBook non può mai <em>esaurirsi</em>. Una volta che è stato digitalizzato, sarà per sempre disponibile e le copie sono infinite, dato che tutte le persone scaricano soltanto un clone del libro sorgente. Non esisteranno più quindi titoli introvabili o che &#8220;non vengono più stampati&#8221;. Anche questo è un vantaggio oggettivamente notevole, che apre le porte a biblioteche senza tempo.</p>
<p>Ci sono poi tutti quei vantaggi collegati ai servizi sia interni, che esterni a l&#8217;eBook reader. Vi parlo del Kindle, perché è quello che ho e conosco meglio. Un problema che ho sempre avuto con i libri classici, era il voler conservare passaggi importanti, ma non voler &#8220;rovinare&#8221; il libro scrivendoci sopra. Cosa può fare invece il Kindle? Vi permette di evidenziare i passaggi a cui vi siete affezionati e conservarli in un&#8217;apposita lista, facilmente consultabile. Oppure&#8230; Avete mai voluto ritrovare proprio quella parte di testo che vi andava di rileggere? Su un libro classico è praticamente impossibile farlo, a meno di non voler passare molto tempo a sezionarlo tutto. Sul Kindle i testi sono tutti indicizzati e serve quindi solo qualche secondo per cercare un lemma. Se ancora non vi basta, con un semplice tocco su una parola potete accedere al vocabolario interno e leggere la definizione o anche la traduzione.</p>
<p>Tutti questi servizi sono legati alla lettura e mi preme sottolineare questa cosa. Diffidate dai lettori eBook che vi promettono troppe cose. L&#8217;iPad non è un lettore eBook, ma è un tablet che può leggere gli eBook. Direte&#8230; ah, ma allora è meglio! No. Chi legge sa che la lettura è un&#8217;attività molto profonda, fatta di concentrazione ed immedesimazione. Prodotti come l&#8217;iPad o uno smartphone qualunque sono l&#8217;ambiente contrario a questo concetto, dato che possono fare così tante cose che difficilmente resisterete a dare un&#8217;occhiata su Facebook, poi alle e-mail, poi a quell&#8217;ultima App che volevate provare&#8230; Il Kindle è un dispositivo che serve per leggere e vi aiuta a leggere. Non è il classico aggeggio tecnologico da cui diffidare a prescindere (come succede troppo spesso). È un dispositivo molto semplice, che fa ciò che promette e lo fa bene.</p>
<p>Quali possono essere quindi le principali obiezioni? <em>Ma il libro è il libro!</em> Sì, lo è. Non vi verrò a raccontare che un Kindle possa regalarvi tutte le sensazioni legate a doppio filo con la carta stessa, posso però dirvi che è un po&#8217; <em>stupido</em> il dare a questo aspetto un peso troppo grande. E ripeto, sono un amante dei libri! Sopra la mia libreria ho installato persino una luce e talvolta l&#8217;accendo spegnendo tutte le altre e la guardo. Non sono quindi estraneo a quest&#8217;aspetto e non farò niente per dirvi o convincervi che i lettori eBook riparano anche a questa perdita. Solo che poter avere tutti i miei libri su un solo dispositivo, pagarli molto meno, poterli consultare come mi pare e dove mi pare, personalizzare la mia lettura e tante, ma tante altre cose che un libro classico non può fare, sono aspetti troppo schiaccianti. Inoltre avere un lettore eBook non significa necessariamente che non leggerete mai più un libro classico in tutta la vostra vita, anzi! Se vi va potrete decidere di avere una biblioteca fisica un po&#8217; più selezionata, invece di avere un muro di libri da cui togliereste volentieri qualche titolo.</p>
<p>Scusate se mi sono dilungato tanto, ma l&#8217;argomento mi sta troppo a cuore. Devo parlarvi anche dell&#8217;ultimo punto critico: ma com&#8217;è leggere da uno schermo!? Questa è la principale obiezione di chiunque non abbia mai visto un Kindle o più genericamente la tecnologia e-ink dal vivo. Quasi tutti i lettori eBook hanno uno schermo fatto di <em>electronic paper</em>. Che vuol dire? Beh, non è come un classico schermo del PC, o della TV o dello smartphone, ma uno schermo composto da piccole sfere che a seconda della polarizzazione diventano bianche o nere. Tradotto: ciò che i vostri occhi vedranno sarà sorprendente, dato che il risultato finale è quello di assomigliare incredibilmente ad una pagina vera e propria. Lo schermo inoltre non è retroilluminato e quindi la lettura non stanca neanche il vostro occhio. È difficile descrivere a parole questo aspetto e vi consiglio di vederne uno con i vostri occhi per rendervi conto dell&#8217;incredibile tecnologia e-ink.</p>
<p>Bene, spero di avervi almeno incuriosito e vi invito a pormi qualsiasi vostra domanda a riguardo, tramite i commenti. Sarò lieto di rispondere ai vostri dubbi, perché mi fa piacere condividere una scoperta che personalmente mi ha rivoluzionato il modo di leggere. In positivo. Non diffidate quindi a prescindere di questo nuovo tipo di lettura, perché non ce n&#8217;è davvero motivo. Essere ancorati a vecchie regole, senza aver davvero testato le nuove, non deve essere vanto, dato che tutti i giorni la tecnologia progredisce ed è da arretrati fare il passo solo quando già l&#8217;hanno fatto tutti. Come potete vedere, è successa una cosa simile con i CD e gli MP3. I CD non sono scomparsi, ma la comodità e i vantaggi di avere sempre dietro con sé tonnellate di musica e poterne usufruire in maniera semplice ed efficace è schiacciante. Un esempio ancora più inerente al nostro ambiente, è stato il passaggio dai grandi libroni, ai tascabili, ma forse pochi di voi possono ricordarselo, dando per scontato che il libro è oggi com&#8217;era ieri.</p>
<p>Se amate la lettura,</p>
<p>abbiate il coraggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Duemilaundici</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 13:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>

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Cari lettori, anche questo 2011 è passato. 11 anni dopo una data che sembrava irraggiungibile! Pare incredibile, ma così è. Vi scrivo per rendervi partecipi &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-2247" title="324937_10150405366805976_520675975_8916515_1717571392_o" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2011/12/324937_10150405366805976_520675975_8916515_1717571392_o-600x447.jpg" alt="" width="600" height="447" /></p>
<p>Cari lettori, anche questo 2011 è passato. 11 anni dopo una data che sembrava irraggiungibile! Pare incredibile, ma così è. Vi scrivo per rendervi partecipi di un piccolo resoconto del mio anno, così che magari possiate prendere qualche spunto dalle mie esperienze o possiate consigliarmi ulteriori passi per il futuro. Intanto nel 2011 ho festeggiato il primo anno assieme con Chimera, attualmente la ragazza più simpatica, carina &amp; tutto il resto che io conosca. Sul blog non ne ho quasi mai parlato perché uso parlare di me tramite altri argomenti, ma gran parte dei cambiamenti che ho fatto li devo anche a lei.<span id="more-2246"></span></p>
<p><a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/2191">Ho cambiato lavoro</a>! Ho abbandonato una corposa entrata sicura per lanciarmi in un nuovo progetto che sicuramente mi impegnerà fino a Marzo e che potrebbe anche diventare solido. Il portafogli ne risente, ma continuo a dirvi che la vita è solo una e il lavoro, per come è strutturato oggi, occupa troppo tempo per potersene permettere uno che ci regala solo amarezze. Escludendo quindi l&#8217;aspetto economico, non ho nessun rimpianto del salto che ho fatto e se anche tra qualche mese mi ritrovassi a dover cercare un altro impiego &#8220;classico&#8221;, lo farei conscio di averci provato fino in fondo. Chissà, magari la meritocrazia talvolta funziona!</p>
<p>Ho iniziato nuovamente a suonare il pianoforte! È da oltre 10 anni che lo faccio, ma sempre in maniera amatoriale e quindi senza grandi progressi. Proprio 10 anni fa feci un anno di scuola di piano, ma smisi per varie ragioni. Dopo una decade, ricomincio da dove avevo smesso, con addirittura il solito simpatico professore. Anche qua, economicamente è un bel sassolino, ma avevo provato un accordo di Do su un foglio da 100€ e non suonava un granché.</p>
<p>Ho letto 94 tomi (60 libri + fumetti di un certo livello), scoprendo finalmente Rat-Man e ripescando Dylan Dog. Dato il mio nuovo ritmo di vita, sicuramente non potrò replicare un risultato del genere, raggiunto grazie /  a causa di una vita spesa sui treni, ma con l&#8217;imminente conversione all&#8217;e-bookesimo (appena mi arriverà il Kindle Touch ve ne renderò partecipi) mi prometto di mantenermi su buoni livelli. E non parlo di far numero, ma del fatto che ho oltre 100 libri nella mia lista dei desideri e una 20ina già acquistati e da leggere. Se non siete dei lettori&#8230; beh, diventatelo! La lettura è una fonte troppo ricca per poter essere considerata opzionale. Non dovrebbe esistere una distinzione tra i lettori e i non lettori, ma semplicemente una disquisizione sui gusti. Un po&#8217; come succede nei film. Ci sono libri di ogni tipo e per ogni persona! E vi svelo un trucco per iniziare a leggere gradualmente: la sera andate a letto circa mezz&#8217;ora prima del vostro normale orario e dedicate quella mezz&#8217;ora ad un libro. Pian piano riuscirete a dedicare sempre più tempo a questa attività e scoprirete nuovi fantastici mondi.</p>
<p>Ho iniziato a correre (adesso sono in pausa invernale) e mi sono messo a dieta. Non sono obeso, ma ho circa una decina di chili che voglio mandar giù e che si sono accumulati a causa dell&#8217;abbandono di ogni attività sportiva. Correre è bello, ma davvero molto stancante. Ci vuole costanza e grande forza di volontà, più che fisica, perché si rischia spesso di rimandare la corsa al giorno successivo. Perennemente. Una volta però assimilata quest&#8217;abitudine (vi parlo di circa mezz&#8217;ora per almeno 3 volte a settimana) i benefici sono molteplici e vi sentirete sempre meglio. Non scoraggiatavi se alla prima uscita i vostri polmoni minacceranno il suicidio! Se siete fermi da tanto tempo è più che normale. Partite piano, pianissimo e se non ce la fate, andate anche solo di passo. L&#8217;importante è fare sempre piccoli passetti e nel giro di un paio di settimane vi troverete a seguire ritmi inimmaginabili.</p>
<p>Insomma, sono soddisfatto di ciò che ho fatto e spero di poter mantenere gli impegni presi anche per l&#8217;anno a venire. Se posso darvi un consiglio, ponetevi degli obiettivi, ma in maniera intelligente. Trovate il modo di avere dei promemoria fisici che vi possano ricordare l&#8217;impegno preso. Io ad esempio ho una maschera di V per Vendetta attaccata alla libreria che mi ricorda ogni mattina di impegnarmi ad essere una persona perbene, di non fare il furbo. Niente rivoluzioni o messaggi incomprensibili, ma un semplice impegno. Per correre invece tengo perennemente le cuffie da corsa sulla scrivania e quando non ne ho voglia&#8230; mi alzo in piedi e vado a correre! So che può sembrare un controsenso, ma spesso dobbiamo riuscire ad essere più forti di quella parte di noi che ha una vista a corto raggio e pone davanti a tutto i benefici a breve termine.</p>
<p>Buon anno!</p>
<p>E che i progressi siano la vostra benzina.</p>
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		<title>10 cose che sapevate male</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 13:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[leggende metropolitane]]></category>

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Se c&#8217;è qualcosa peggiore delle leggende metropolitane, sono sicuramente le leggende metropolitane che si tramandano da troppo tempo. Un po&#8217; di tempo fa trovai un &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://boatyben.deviantart.com/"><img class="size-full wp-image-2233 aligncenter" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Einstein_Exposure" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2011/12/Einstein_Exposure.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Se c&#8217;è qualcosa peggiore delle leggende metropolitane, sono sicuramente le leggende metropolitane che si tramandano da troppo tempo. Un po&#8217; di tempo fa trovai un <a href="http://www.manolith.com/2009/10/13/the-10-biggest-misconceptions-we-learn-in-school/">articolo</a> che prendeva a picconate un bel po&#8217; di cose che pensavo di sapere nel modo giusto. E invece spesso il fatto di dare per scontato che ciò che ci viene detto da chi è più grande di noi è verità assoluta, porta a non porsi domande che, se sgombri da pregiudizi, ci saremmo normalmente posti. Non vi preoccupate, siete sani. È un normale comportamento della mente umana, a cui però potete porre qualche rimedio leggendo le prossime righe in cui vi parlo delle credenze più diffuse.<span id="more-1606"></span></p>
<blockquote><p>Einstein andava male a scuola!</p></blockquote>
<p>No, assolutamente no. Semplicemente c&#8217;è stato un grosso malinteso nell&#8217;interpretazione dei voti. Einstein ha studiato in Germania, e fin dalle elementari era solito fare incetta di 4, che nella scala tedesca rappresentano il miglior voto. I furbi americani hanno invece tradotto il 4 nel loro &#8220;D&#8221;, un voto bassissimo. Somma a tutto questo il fatto che faceva figo credere che un tizio scarso a scuola può comunque ambire a diventare il più grande fisico del mondo, et voilà! Frittata fatta. Mi spiace, ma Einstein a scuola andava molto più che bene ed effettivamente è imbarazzante credere che abbiamo ascoltato questa storia senza mai farci una domanda.</p>
<blockquote><p>Ai topi piace il formaggio!</p></blockquote>
<p>Anche qua non era molto difficile venir fuori da questa bugia. Pensate che sia normale che ai topi possa piacere un tipo di cibo che non si trova affatto nel loro habitat naturale? Infatti non lo è e i topi non hanno nessun tipo di predilezione per i latticini. Anzi, gradiscono molto di più cibo simile al grano e ai semi, amici della loro evoluzione.</p>
<blockquote><p> Napoleone era basso!</p></blockquote>
<p><del>Mi spiace, ma Napoleone era alto 1,55m, statura infima per un uomo dei nostri tempi, ma completamente nei canoni di un francese del 1800. Pure qua un fattore molto importante per la diffusione di questa falsità è che suonava bene il fatto che un uomo così basso, potesse essere così potente. È comunque un errore che si fa spesso quello di analizzare dati del passato, senza contestualizzarli.<br />
</del>Dopo un ulteriore controllo, ho scoperto che la cosa è ancora più infida. Infatti Napoleone era alto 1,69m, non 1.55m, quindi anche un po&#8217; più alto della media. Il fatto è che la misurazione è stata fatta in piedi e pollici francesi e poi non convertita giustamente in quelli inglesi. <a href="http://ask.yahoo.com/20030724.html">Qua trovate una spiegazione più dettagliata.</a></p>
<blockquote><p>L&#8217;acqua della toilette defluisce in maniera diversa a seconda dell&#8217;emisfero!</p></blockquote>
<p>Non so dirvi bene dove e quando è nata questa leggenda, e soprattutto la sua utilità, ma semplicemente è completamente falsa. Fine della storia.</p>
<blockquote><p>L&#8217;uomo si è evoluto dalle scimmie!</p></blockquote>
<p>In molti hanno questa forte credenza, andando addirittura a scomodare Darwin, che invece affermava un concetto completamente  diverso. L&#8217;uomo e le scimmie hanno un antenato in comune, il che nega proprio la nostra evoluzione dagli altri primati. Vedetela un po&#8217; come se una grande strada ad un certo punto si diramasse in un bivio. Da una parte l&#8217;uomo, dall&#8217;altra la scimmia. E se proprio volete soddisfare tutte le vostre curiosità, la grande strada si chiamava Pierolapithecus catalaunicus.</p>
<blockquote><p>Colombo pensava che la Terra fosse piatta!</p></blockquote>
<p>A costo di deludervi, devo rendervi partecipi anche di quest&#8217;altra falsità. Anche se la Chiesa rimane perennemente indietro alla scienza, era già da moltissimo tempo (si parla di 230 A.C.) che l&#8217;uomo sospettava della natura sferica della Terra. E quando Colombo partì, ben pochi avevano dubbi in merito. L&#8217;unica cosa su cui si era sbagliato, erano le sue dimensioni, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<blockquote><p>Differenti parti della lingua percepiscono differenti sapori!</p></blockquote>
<p>Ehm&#8230; no! Anche qua non so bene dove sia nata la leggenda, ma è molto semplice smentirla. Si narra infatti che l&#8217;amarezza si potesse solo percepire sul fondo della lingua. Provate a infilare la punta in una tazza di caffè non zuccherata e ditemi!</p>
<p>Per concludere in bellezza, una mitragliata di altre falsità. Thomas Edison non ha inventato la lampadina, ma ha solo creato il primo esemplare perfettamente funzionante. I lemmings non si suicidano in gruppo e i vichinghi non indossavano le corna in battaglia, terreno in cui non si devono dare appigli agli avversari. Insomma, un bel po&#8217; di inesattezze da cui penso nessuno sia immune. Come fare ad evitarle in futuro? Ponetevi delle domande e non vergognatevi mai di chiedere o di approfondire in privato. È proprio l&#8217;alone da &#8220;è sempre stato così&#8221; che impedisce di mettere in dubbio storie che si tramandano da anni. E un altro grande errore è credere nella &#8220;saggezza popolare dei nonni&#8221;. È oggettivo il fatto che ai loro tempi fosse praticamente impossibile fare verifiche personali su gran parte delle cose che si dicevano in giro e allora certi miti venivan spacciati per veri, senza averne realmente dato prova.  Oggi c&#8217;è internet, ed è più facile condividere la conoscenza (ma anche diffondere le leggende).</p>
<p>Prima di condividere qualcosa,</p>
<p>condividetela.</p>
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		<title>Cari elettori</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 15:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Manovra]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Governo tecnico vara la sua prima manovra finanziaria. L&#8217;Italia si scopre paese di economisti. Non si spiega altrimenti perché ognuno si ritrovi a sparare &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2229" title="Prova" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2011/12/Prova1.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>Il Governo tecnico vara la sua prima manovra finanziaria. L&#8217;Italia si scopre paese di economisti. Non si spiega altrimenti perché ognuno si ritrovi a sparare cifre a caso, ma su questo siamo già tutti un po&#8217; abituati. È il solito modo italiano di fare le cose. Vi ricordare l&#8217;acqua pubblica? Il nucleare? A chi frega più ora che le luci non puntano più là? E quindi anche qua solite manfrine. Oddio, <a href="http://www.darsch.it/index.php?pg=sphere&amp;postid=825">qualcuno</a> prova ad affrontare la manovra razionalmente, facendo anche qualche proposta concreta, ma la maggior parte degli italiani è rimasta ancora ai tempi degli slogan. Io vi <a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/2169">ho già avvertito</a>, ma devo rincarare la dose.<span id="more-2210"></span></p>
<p>Com&#8217;è che ancora non avete capito che siamo nella merda? Sarà perché adesso abbiamo un governo che non ha bisogno di guadagnare consensi popolari e che quindi se deve esprimere un concetto, non usa metafore supercazzolare? O forse ancora speravate che arrivasse qualcuno a proporvi l&#8217;abbassamento delle tasse e tagli che non saranno mai fatti? Cari elettori passati e cari elettori del futuro, imparate una lezione da questo sciagurato ventennio: riconoscete le bufale.  Se un&#8217;azienda va male e il capo propone un aumento di stipendio per tutti, c&#8217;è qualcosa che non va. E questo è quello che è successo negli ultimi anni, con un pagliaccio che continuava a promettere, promettere, fino ai deliri finali dove le sue uniche preoccupazioni erano solo rivolte ai giudici comunisti e alle pericolose intercettazioni.</p>
<p>Imparate quindi a misurare le parole e decidere se ciò che vi promettono è una cosa che verrà poi realmente fatta. Siate scettici, ma con cervello. Monti ha dato una botta bella grossa all&#8217;economia, ma non si può esclusivamente guardare nel breve. Grazie al cazzo che l&#8217;aumento della benzina fa rodere tutti, ma conoscete un metodo altrettanto efficace per raccogliere velocemente contante? Perché, cari elettori, è questo il punto. Le misure che sono state prese sono quelle esclusivamente realizzabili nel breve termine e con l&#8217;appoggio del parlamento.  È quindi inutile che continuiate a proporre misure inattuabili sia per la forma che per i tempi. E vi serva ad esempio <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/12/10/news/no_ai_tagli_dello_stipendio_parlamentari_preparano_emendamento_alla_manovra-26388970/?ref=HRER1-1">ciò che sta accadendo</a> proprio in queste ore!</p>
<p>Quello che quindi vi consiglio di chiedervi è il seguente quesito: &#8220;Con questi soldi che Monti ci sta prendendo, l&#8217;Italia potrà iniziare una vera risalita verso livelli di normalità economica e magari poi attuare anche tutte le altre misure nei prossimi anni?&#8221;. Perché vi sfugge secondo me ancora il punto cardine della questione: siamo sul baratro! Dimostra quindi stupidità il continuare a chiedere i tagli agli stipendi dei parlamentari (tagli giusti eh!) se lo scotto da pagare è il totale blocco di ogni qualsiasi altra misura. Perché in Italia funziona così eh! Mica l&#8217;ho inventato io il parlamento. E adesso abbiamo un governo tecnico, che quindi non può di certo appoggiarsi su una maggioranza certa. Deve quindi cercare di racimolare il più possibile con misure verso cui il parlamento non si può opporre e trascinare per un anno e mezzo questa legislatura, finché non arriveremo al vero prossimo esame.</p>
<p>Lì dovremo vedere se gli italiani rieleggeranno nuovamente <a href="http://vergognarsi.blogspot.com/2011/12/video-choc-parlamentari-disposti-tutto.html">630 (quasi tutti) stronzi che contano i giorni per andare in pensione</a>. Vedremo se saremo cresciuti e non cadremo in altri trappoloni stile &#8217;94. Perché l&#8217;altro punto è proprio questo, cari elettori. La colpa è totalmente vostra. Voi avete affidato i lavori della vostra casa a dei muratori ladri. E dopo aver visto che erano dei ladri, gli avete nuovamente affidato i lavori! Vi hanno derubato di nuovo, ma quando vi hanno detto che stavolta avrebbero risistemato tutto&#8230; gli avete <strong>nuovamente</strong> dato le chiavi di casa! Per fortuna oggi un medico (chiamatelo Napolitano o Europa) vi ha reputato incapaci di intendere e di volere, ha preso le vostre chiavi di casa e le ha date ad una ditta esterna. E che fate voi adesso!? Vi incazzate perché questa ditta vi sta chiedendo dei soldi per riparare i danni degli altri muratori! Vi rendete conto? Inoltre loro stanno cercando di sistemare le fondamenta e voi continuate a delirare che la cucina la volete color rosa e i pomelli delle porte d&#8217;oro!</p>
<p>Cari elettori, andate un po&#8217; a fanculo. Io ho 23 anni e il mio non roseo futuro è totalmente colpa vostra. Oggi ho la casa sfasciata perché gran parte delle generazioni precedenti alla mia si è fatta i cazzi propri e mentre ero a giocare con le macchinine, ha ospitato in casa mia questi ladri e ha dato loro vitto e alloggio. Se non siete ancora pronti a capire che ciò che stiamo pagando oggi sono niente meno che gli interessi dei danni fatti in passato, ancora non avete fatto il salto nella realtà. Quella realtà fatta di merda e sangue, dove non c&#8217;è più posto per slogan ridicoli o persone incompetenti alla guida di un paese. Toglietevi quindi dalla testa ogni strana idea che vi siete potuti fare. Monti vi prenderà a bastonate e lo farà perché qualcuno gli ha dato la clava e gli ha chiesto di operare un paziente in fin di vita. Non sarà un lavoro minuzioso e sicuramente resterà una cicatrice, ma se vi aspettavate qualcosa di diverso, la colpa è di nuovo vostra.</p>
<p>Se quindi adesso avete afferrato un po&#8217; di più il concetto, da oggi imparate a sbattervene di Misseri, Yara, Sollecito e tutta &#8216;sta merda. Interessatevi della politica non come vi approcciate al calcio. Non esistono squadre e dimenticatevi destra &amp; sinistra. Chiedetevi perché oggi siamo qua e assumetevi le vostre colpe. Io vedo ancora troppi lussi in giro perché qualcuno possa troppo lamentarsi di essere alla fame. Se prima andavate al cinema 3 volte al mese, adesso andateci 2 volte. Se prima prendevate la macchina anche per fare 100 metri, riscoprite la bicicletta. Se prima ogni weekend andavate a spendere 50€ tra discoteca e bevute, compratevi il Risiko e degli amici nuovi. E qualunque taglio farete, sarete e saremo sempre dei privilegiati, che in quasi tutti i casi hanno un tetto sotto dove dormire, tv, computer, libri, vestiti, videogiochi, cibo, auto&#8230; Ma la cosa più importante di tutte, è che dopo quest&#8217;anno e mezzo drizziate bene le orecchie.</p>
<p>E quando qualcuno vi farà una promessa,</p>
<p>appuntatela nel diario.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Troppo cerebrale per capire</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 15:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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Non so se ridere o piangere guardando al mio passato lavorativo. Come già sapete, un paio di settimane fa ho dato le mie dimissioni dal &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://limejellybean.deviantart.com/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2192" title="Everyeye" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2011/12/Everyeye.jpg" alt="" width="600" height="427" /></a></p>
<p>Non so se ridere o piangere guardando al mio passato lavorativo. Come <a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/2163">già sapete</a>, un paio di settimane fa ho dato le mie dimissioni dal posto dove lavoravo e sono entrato nel magico mondo della disoccupazione. Quest&#8217;ultimo stato di precarietà mi impediva di godere appieno del salto appena compiuto, perché non avere un&#8217;entrata fissa mensile può gettare nel panico. Panico che in me non si è manifestato, ma non nego comunque di aver provato lieve preoccupazione. Oggi però posso dirvi che moltissime cose sono cambiate e posso finalmente girarmi a gridare &#8220;fanculo quel lavoro!&#8221; (alla Novecento). E a chi balenano in testa frasi come &#8220;sputare nel piatto dove si mangia&#8221;, invito ad una lettura meno superficiale del mio gesto.<span id="more-2191"></span></p>
<p>La motivazione principale per cui ho lasciato il posto dove lavoravo era l&#8217;ormai estinta passione per qualsiasi cosa su cui stessi lavorando. L&#8217;assoluta mancanza di stimoli non è qualcosa che in me può essere sostituita con moneta sonante. Ho comunque già affrontato queste problematiche un paio di post fa e le ho addirittura esplicitate con la risposta ad un commento scritto proprio dall&#8217;amministratrice del mio ex-posto di lavoro (facente parte della sacra trinità madre-padre-figlio), che non ha fatto altro che dimostrare di non aver capito <em>un tubo</em> della mia dipartita.</p>
<p>Mi sono preso due settimane di riflessione e riposo e oggi, dal punto di vista lavorativo, sono una persona nuova. Ho iniziato una collaborazione con <a href="http://www.everyeye.it/">Everyeye</a>, un network dove si parla e si recensiscono videogiochi, film, fumetti e altre cose. Una collaborazione ancora agli inizi, che non ha uno sbocco sicuro perché il mondo dell&#8217;editoria online viaggia ancora su una linea molto sottile, anche a causa di un&#8217;arretratezza burocratica. Ma ciò che più mi importa è che posso mettere in quel che faccio una passione mai vista nei precedenti anni: posso scrivere, cosa che amo fare e parlare di videogiochi, un&#8217;altra delle mie grandi passioni. Chiaro che non faccio solo &#8220;quello che prova i giochini&#8221;. Sarebbe riduttivo definire così chi lavora in questo ambiente. Dietro ogni recensione ci sono studi di scaletta, decisioni non semplici, lunghe sessioni di prova del gioco in questione e la gestione dei contatti con le software house. E vi sto citando solo le prime cose che mi vengono a mente. Insomma, giochiamo, ma seriamente.</p>
<p>Paradossalmente vengo via da una società di consulenza in cui non ho mai fatto consulenze e mi ritrovo ad essere il personale consigliere del vostro portafogli, mettendovi in guardia su titoli trappola oppure facendovi scoprire perle di cui non avevate neanche sentito il nome. Una posizione che mi piace molto. La persona con cui poi mi interfaccio più spesso è qualcuno che parla la mia lingua, con cui posso parlare, imparare e proporre. Ripeto, parlare, imparare e proporre. Tre cose fondamentali che dovrebbero essere incise su ogni contratto di lavoro. Solo così il lavoro può essere piacevole e può contribuire alla crescita personale. Quando fai qualcosa su cui non vieni ascoltato, dove non impari niente e dove il tuo margine di creatività è nullo, devi cominciare a farti un po&#8217; di domande. Io ho lavorato illudendomi di potermi guadagnare queste tre capacità con il tempo, ma dopo quasi 4 anni ho capito che l&#8217;ambiente dove mi trovavo non mi lasciava possibilità di crescere e perché no, divertirmi.</p>
<p>Qua invece ho parlato con una persona che ho l&#8217;onore di definire amica, che mi ha avvertito sui pericoli di questo settore e sul fatto di non farmi ancora castelli riguardo ad una solidificazione della mia collaborazione. L&#8217;ha fatto con un&#8217;onestà rara e se il giorno del giudizio mi porterà brutte notizie, non sarà certo per qualche inganno o sotterfugio taciutomi. Ho deciso volontariamente di partire per quest&#8217;avventura, conscio di dover dare il massimo e di dover accettare la sconfitta, anche se questa non deriverà da colpe direttamente mie, ma esigenze del mercato. Ho deciso di farlo perché adesso sono di nuovo giovane, ho i miei risparmi da parte e posso permettermelo. Non voglio certo buttarmi in qualche altro stanzino oscuro accontentandomi dei tanto agognati mille euro al mese.</p>
<p>Se quindi anche voi avete la possibilità di fare un salto, non abbiate eccessiva paura. Certo, fatelo con cautela. Fatelo se ne avete davvero la possibilità. Ma non lasciate che i troppi timori vi scavino le rughe e vi condannino ad un&#8217;esistenza magari sicura, ma mediocre. E non parlo neanche di tipi di lavoro particolari. C&#8217;è a chi magari fa piacere avere contatti diretti con il pubblico e allora trova la sua dimensione nella posizione di commessa. Nulla è da scartare a priori. Se però per troppe mattine di seguito vi svegliate con la sensazione che ci sia qualcosa che non va, pensate, riflettete, agite. Forse non vi ho raccontato tutta la verità: ho iniziato a imbastire questa mia trattativa ben prima di dare le dimissioni. Non avevo certo pianificato una dipartita così brusca e anzi, me ne è dispiaciuto. Era però già da tempo che mi stavo preparando una soluzione di scorta, perché per troppe mattine non solo il sonno mi teneva stretto alle coperte.</p>
<p>Lasciate allora che il vostro motto sia &#8220;c&#8217;è sempre qualcosa di meglio&#8221; invece che il limitante &#8220;c&#8217;è anche chi sta peggio&#8221;. Non ho mai visto nessuno essere felice senza passione e qualcosa in cui riversarla. L&#8217;apparente calma di certi quarantenni che hanno ormai abbandonato ogni speranza, non è altro che un&#8217;apatia figlia della rassegnazione. E non tirate fuori la scusa dei soldi, della famiglia, di questo e di quell&#8217;altro. La vita è brevissima e gli attimi in cui si può scegliere in che direzione andare lo sono anche di meno. Sebbene quindi i limiti imposti dalla pecunia siano innegabili, non imponetevene ulteriori di scarsa solidità.</p>
<p>Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo</p>
<p>e quando dormo taglia bene l&#8217;aquilone.</p>
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		<title>The Black Chronicles</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 16:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>

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È da un po&#8217; di tempo che dalla televisione che guardo mentre mangio non si prende più La7. Qualche difettuccio, ma una ventata d&#8217;aria fresca &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lordjax.deviantart.com/"><img class="size-full wp-image-2180 aligncenter" title="Joker" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2011/11/Joker.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>È da un po&#8217; di tempo che dalla televisione che guardo mentre mangio non si prende più La7. Qualche difettuccio, ma una ventata d&#8217;aria fresca rispetto a tutti gli altri canali. Soprattutto il TG, dove si parla prevalentemente di politica. E giustamente, perché il telegiornale ti deve aggiornare su come sta andando l&#8217;Italia. È quindi un paio di settimane che sono tornato a sorbirmi (genitori!) il Tg1/Tg2. E sono imbarazzanti. Davvero! Sono incredibili, perché riescono a parlare esclusivamente di cronaca nera. Fanno una breve introduzione politica, che solitamente fa così (vi riporto il copione pre-Monti): &#8220;Berlusconi dichiara che i giudici hanno troppo potere&#8221;. Bersani: &#8220;Dimissioni subito!&#8221;. Di Pietro: &#8220;Noi dell&#8217;Italia dei Valori, fa freddo&#8221;. E non si sentono quasi mai le vere parole dei politici, ma degli estratti coperti da una voce fuori campo. In una parola, inutile.<span id="more-2179"></span></p>
<p>Ma è appena dopo essersi <em>sdebitati</em> che danno il loro meglio. Vi riporto i servizi <a href="http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/Page-51fc176a-1c60-4232-a024-732f3ba3f42a.html">dell&#8217;edizione delle 13 di oggi</a>. Si parte con due servizi su Monti e il nuovo governo. Banality a iosa, immagini a caso, appare Casini e già che c&#8217;è, ne tira due pure lui. Cinque secondi anche a Letta Jr. che recita la sua parte. Poi c&#8217;è Gasparri, 7 secondi di parole a caso. Ma ecco Di Pietro, di cui non fanno neanche sentire l&#8217;audio originale. Durata dei due servizi: 3 minuti. Ma tenetevi forte perché il Valzer parte adesso.</p>
<p><strong>Servizio 3:</strong> <em>efferato delitto del marito padrone che l&#8217;ha uccisa a martellate, spezzando per sempre il suo sogno</em>. Un minuto e cinque secondi.</p>
<p><strong>Servizio 4:</strong> 21enne pakistana, storia di 5 anni fa, drammaticamente attuale (???). Uccisa nel sonno, corpo seppellito in giardino. Come non ricordare un&#8217;altra 18 enne marocchina uccisa dal padre una sera di settembre di due anni fa? E dell&#8217;ottobre di anno fa? Non ne parliamo? Donna massacrata a colpi di mattone dal marito. Tutto in un minuto e 9 secondi, roba da guinness.</p>
<p><strong>Servizio 5:</strong> i resti del 55enne Luigi Valla sono riemersi dai detriti della casa distrutta dalla frana, che ha ucciso anche i suoi figli. Intervista ai pompieri che raccontano i particolari della morte del figlio minore. Servizio che termina con donna piangente che dice che la cosa più dolorosa è stata la perdita di questo bimbo. Un minuto e 6 secondi.</p>
<p><strong>Servizio 6:</strong> l&#8217;odore forte di bruciato ci ha svegliato un po&#8217; tutti nel centro di Torino. Sono andare a fuoco alcune soffitte di un palazzo. Sotto le macerie hanno trovato il cadavere di un uomo. Non si sa se ucciso dalle esalazioni, dalle fiamme o schiacciato dal crollo. Un minuto.</p>
<p><strong>Servizio 7:</strong> interessantissima notizia che ci fa sapere che Giovanni Scattone, l&#8217;omicida di Marta Russo, studia nella scuola dove è morta la ragazza. Se ne sentiva il bisogno.</p>
<p><strong>Servizio 8:</strong> una mediazione tra conviventi che finisce in rissa, una violenza improvvisa che sfocia in omicidio. Riporto le parole esatte perché è pura poesia. A Palermo un uomo viene ucciso con un colpo di baionetta. Un minuto e 25 secondi.</p>
<p><strong>Servizio 9:</strong> traffico di rame. Un minuto speso bene.</p>
<p><strong>Servizio 10:</strong> è il giorno del ricordo nella palestra della scuola delle suore Orsoline di Bergamo, che la piccola Yara Gambiraso frequentava. Yara, promessa della ginnastica ritmica. Intervista ad una sconosciuta che farnetica aggettivi a caso. Intervista a sconosciuta occhialuta che dice cose. La comunità tornerà a stringersi in preghiera attorno alla famiglia. Un minuto e 12.</p>
<p><strong>Servizio 11:</strong> una nave italiana attaccata dai pirati. Il comandante si è emozionato a sentire una voce italiana al telefono. Bei momenti.</p>
<p><strong>Servizio 12:</strong> Il Cairo, polizia carica i manifestanti. Nessuno spiega bene il perché, ma si danno informazioni buttate lì.</p>
<p><strong>Servizio 13:</strong> FIAT, operai, cassa integrazione. Evergreen.</p>
<p><strong>Servizio 14:</strong> Vicenda Stroskan, che fa sempre figo. Un minuto e 8 secondi.</p>
<p><strong>Servizio 15:</strong> In una città che non saprei riscrivere, qualcuno ha deciso che il parcheggio non deve essere pagato. Sono stati fatti esplodere 200 parchimetri. 14 dallo scorso settembre! Un minuto e 14 secondi. Un inviato a Londra per questa notizia. Dico davvero.</p>
<p><strong>Servizio 16:</strong>  Sparatoria, risse e pestaggi in un centro commerciale di Los Angeles per una Xbox360. Un minuto e 13 secondi.</p>
<p><strong>Servizio 17:</strong> Sale da gioco lontane da scuole, chiese e ospedali. Parla il sindaco di Vicenza (uno a caso) che dice cose a caso.</p>
<p><strong>Servizio 18:</strong> 15° giornata nazionale per la colletta alimentare. Vabbè&#8230;</p>
<p><strong>Servizio 19:</strong> a Cortina c&#8217;è poca neve. Un minuto e 3 secondi. Interviste a caso a persone a caso. Personaggi discutibilissimi.</p>
<p><strong>Servizio 20:</strong> Intervista a Marracash. Un rapper milanese, reso diffidente verso il mondo. Perché? Un minuto e 43 secondi. Record!</p>
<p><strong>Servizio 21:</strong> Questa sera al Tg2 Dossier, viaggio nella foresta del Congo. Mi raccomando!</p>
<p>No, dico, ma stiamo scherzando? Questo è il Tg2 e il Tg1 è assolutamente identico, con l&#8217;aggravante Minzoliniana. Più della metà dei servizi sono di cronaca nera, che non mi stancherò mai di ripetere, non serve a niente. A niente. È così difficile da capire? Chiaro che non fa piacere che una persona venga uccisa, ma perché dovrebbe essere una notizia da telegiornale? Perché? E perché i delitti più efferati devono essere seguiti per anni? Il TG dovrebbe dare informazioni utili, un termometro dell&#8217;Italia e non certo la continua ricerca delle notizie più sanguinose e quindi più appassionanti. Almeno 1 ora al giorno buttata via.</p>
<p>Ma vi immaginate se quest&#8217;ora fosse impiegata in altri modi? Se ad esempio al posto della mezz&#8217;ora di sangue, ci fosse una mezz&#8217;ora di documentari su qualche argomento? Ma ancora una volta non si può incolpare la scatola, perché ci da ciò che la maggior parte delle persone vuole. Vi rinnovo quindi l&#8217;invito a smettere di guardare la spazzatura. Semplicemente girate canale, spegnete la TV, dotatevi di un computer collegato ad internet e fatevi una playlist di cose interessanti da ascoltare/vedere. Questo tipo di informazione sta diventando una droga e ci abitua a perdere il senso dell&#8217;importanza delle cose. Ci fa sentire importanti eventi inutili e ci fa allontanare dai problemi vera.</p>
<p>A Milano un padre fa una strage.</p>
<p>Prima uccid&#8230;bzzzzz!</p>
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		<title>Mountains</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 16:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>

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La scorsa settimana ho dato priorità alle mie dimissioni, ma c&#8217;è da dire che ce ne sono state di più importanti. Ma non voglio parlare &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://renolobongo.deviantart.com/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2170" title="Monti" src="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/wp-content/uploads/2011/11/Monti.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>La scorsa settimana ho dato priorità alle mie dimissioni, ma c&#8217;è da dire che ce ne sono state di più importanti. Ma non voglio parlare del passato, quanto dare uno sguardo al futuro. Umilmente, perché non mi arrogo certo la conoscenza assoluta su ciò che succederà, però posso dire che 2 mesi fa anticipai già i tempi con <a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/2062">questo post</a>. Mario Monti è il nostro nuovo premier. Prima di questa nomina, non avevo mai sentito il suo nome e sospetto che in molti condividano con me questa lacuna. L&#8217;impressione che mi ha dato, dalle prime parole, è quella di una persona seria, dotata anche di una certa ironia. Ma l&#8217;ironia che ti fa sorridere, non quella caciarona del suo predecessore. E non sottovalutate mai l&#8217;ironia. Solo le menti più brillanti riescono a far ridere.<span id="more-2169"></span></p>
<p>Mi sono informato su di lui e ha delle referenze illustri, una su tutte, la presidenza dell&#8217;Università Bocconi da quasi 20 anni. È stato (non mi è chiaro se lo è ancora) consulente per la Goldman Sachs, una delle più grandi banche del mondo, e per la Coca-Cola, che non ha bisogno di presentazioni. È sicuramente una persona potente e i sospetti che la sua candidatura sia stata imposta dall&#8217;europa possono essere fondati. Vero, uno scippo della democrazia. Difficile negare che gli italiani siano stati di fatto privati della possibilità di scegliere un esecutivo nuovo, ma pensiamoci bene. È questo un male assoluto?</p>
<p>Penso di no. <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/11/16/senza-casa/">E non sono solo</a>. Parliamoci chiaro: non aspettatevi da Monti le magie promesse da praticamente tutte le campagne elettorali di ogni partito. La marijuana non verrà legalizzata e probabilmente non ci saranno grandi sforzi per la riapertura delle case chiuse. Monti è lì perché stavamo per affogare. Sì, probabilmente il sistema per cui lavorava è uno dei fattori principali di questa crisi, ma la politica italiana è così desolante da non aver una, ma dico una, alternativa a Berlusconi. E lo ripeto, un&#8217;alternativa a Berlusconi, il peggior premier degli ultimi 150 anni. Capite? Non c&#8217;era un&#8217;alternativa credibile e quindi dobbiamo beccarci questo sciroppo senza aver voce in capitolo. Questo scippo di democrazia diventa quindi quasi lecito, quando il paziente (l&#8217;elettorato) pare incapace di intendere e di volere. Pagati o no, c&#8217;è chi addirittura continua tutt&#8217;ora a sostenere Silvio Berlusconi! Io quindi preferisco che la politica classica si fermi un attimo e si metta in disparte. Se questo Monti è l&#8217;unico in grado di arginare una piena che francamente cominciava a far paura davvero, ben venga.</p>
<p>Chiaro che, soprattutto a persone che come me sono molto attaccate ai princìpi, fa male vedere queste imposizioni (come successo in Grecia), ma sono frutto di 20 anni di errori di cui tutti siamo un po&#8217; colpevoli e che ci hanno messo in condizioni di non poter più dire &#8220;questo paese ce lo mandiamo avanti noi&#8221;, perché <em>noi</em> è un gruppo di persone composto per la maggioranza da ignoranti (politicamente, ma di riflesso anche su altro) che dopo essere caduti nel &#8217;94 in un trappolone, non hanno saputo mai rialzarsi. E dall&#8217;altra parte della barricata c&#8217;è stata sempre una nebbia densa che non ha mai permesso di organizzare un&#8217;opposizione con le palle. Che poi, come già detto, dovevano battere Berlusconi, non una cima. Ma no, non sono mai riusciti a far capire al paese chi fossero loro e chi fosse quel tizio che avevano votato.</p>
<p>E allora, che dire? Becchiamoci &#8216;sto Monti e non vi lamentate troppo se è stato messo là dalle Banche Cattive o se adesso farà il culo agli evasori. Se le tasse non si abbasseranno e se la vita per un po&#8217; non sarà rose e fiori. Siamo stati un paese debole e quando i deboli alzano la voce, gli altri ridono. Cerchiamo di prendere il meglio di questo Governo Tecnico e facciamo che questo sia l&#8217;inizio di una lenta, ma vogliosa risalita. Andare più in basso di questi 20 anni è possibile, ma difficile. Forse adesso c&#8217;è una piccola speranza. Si ricomincia dall&#8217;inizio. Siamo una Piccola Italia che deve decidere se rimanere tale o se lentamente riscoprire di non essere solo Berlusconi.</p>
<p>Abbiamo le catene ai polsi.</p>
<p>Almeno la buona condotta.</p>
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