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Il Maestro e Margherita

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Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov è il primo libro che ho letto quest’anno. Ci può essere migliore inizio? Forse, ma non male questo. Mi è stato regalato qualche giorno prima di Natale (grazie Laura), ma dovevo finire un altro libro che non essendo di narrativa, mi aveva creato una piccola buchetta da riempire con una bella storia. Beh, questa buchetta s’è trasformata in un castello.

Il Diavolo è il piú appariscente personaggio del grande romanzo postumo di Bulgakov. Appare un mattino dinanzi a due cittadini, uno dei quali sta enumerando le prove dell’inesistenza di Dio. Il neo venuto non è di questo parere…Ma c’è ben altro: era anche presente al secondo interrogatorio di Gesú da parte di Ponzio Pilato e ne dà ampia relazione in un capitolo che è forse il piú stupefacente del libro… Poco dopo, il demonio si esibisce al Teatro di varietà di fronte a un pubblico enorme. I fatti che accadono sono cosi fenomenali che alcuni spettatori devono essere ricoverati in una clinica psichiatrica… Un romanzo-poema o, se volete, uno show in cui intervengono numerosissimi personaggi, un libro in cui un realismo quasi crudele si fonde o si mescola col piú alto dei possibili temi: quello della Passione… È qui che Bulgakov si congiunge con la piú profonda tradizione letteraria della sua terra: la vena messianica, quella che troviamo in certe figure di Gogol e Dostoevskij e in quel pazzo di Dio che è il quasi immancabile comprimario di ogni grande melodramma russo (Eugenio Montale).

Sto scrivendo un libro pure io, ma più leggo e più mi viene voglia d’andare cauto. Voglio avere si, un mio stile, ma rimango affascinato da certi autori e dalla loro capacità di trasmettere emozioni. Bulgakov è semplicemente un Maestro in questo e riesce a creare non uno, ma 3-4 personaggi che difficilmente spariranno con semplicità dalla memoria di chi ha letto e leggerà questo libro. Il Diavolo, uno dei personaggi principali, ha un carisma veramente sovrannaturale ed è credibile persino per il più scettico degli scettici. Tutta la sua compagnia in generale vi sbalordirà e pensieri come “Oh, Behemoth!” vi baleneranno nella testa quando un personaggio (Behemoth è uno di questi) compirà un atteggiamento che potrebbe risultare tipico solo in una persona conosciuta da anni. C’è poi la storia nella storia, che è una rivisitazione della Passione di Gesù in chiave veramente geniale (perdonatemi la ripetizione, ma ci vuole). Anche l’umorismo di fondo e la paradossalità di certe situazioni, impreziosiscono non poco tutta l’opera. Insomma, non voglio rovinarvi la lettura rivelandovi troppo. Leggetelo.

Questo è il fatto.

E il fatto è la cosa più ostinata del mondo

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