
Pesco dalla mia infinita lista di bozze un appunto che mi ero scritto un po’ di tempo fa. E’ un argomento che si attesta più come una (triste) riflessione, che come un qualcosa di concreto. Senza perdersi in troppo preamboli, vado.
Ecco… Allora… L’eccellenza. L’ho detto, su. Mediocrità. Ho detto pure questo. Da quando ho cominciato a rendermi conto di non essere più scemo, ho sempre covato un sentimento di profondo odio per l’ignoranza. E si, c’è quella di chi non è potuto andare a scuola, ma parlo di qualcosa di diverso. Innanzitutto l’ignoranza è per forza relativa al contesto, così che un avvocato all’apparenza tanto colto in aula, verrà deriso in un campo di grano. Quindi è importante distinguere l’impreparazione, onde evitare banali risposte come “si studia, si studia, e poi non sa fare neanche un lavoro!” o frasi del genere, che sono tanto odiose, quanto inutili.
L’ignoranza di cui parlo io è quella che compete l’impreparazione di qualcuno, dove dovrebbe esserci una competenza. Uno degli esempi più lampanti che mi vengono in mente, è la distribuzione delle cariche nei governi. Pare che chiunque possa ricoprire qualsiasi carica, a prescindere dalle proprie effettive competenze. Allora ti ritrovi al Ministero del Turismo (turismo che si suppone venire dall’estero) uno che si esprime così. A me non frega poi troppo che mia nonna sappia che the pen is on the table, but il Ministro dei beni Culturali si, diamine! Ed è proprio dai ministeri che si può pescare a mani basse senza paura di sbagliare: Maroni! Roberto Maroni, attuale ministro dell’Interno si esprime in questo modo. Nel video c’è anche un certo Borghezio, che in quanto a cultura, riesce a battere tutti: ecco qua il suo curriculum. Vogliamo parlare di La Russa? L’attuale nostro ministro della Difesa? Eccolo qua che esibisce il proverbiale savoir-fair che si addice ad un rappresentante della Repubblica. Non cito volontariamente i tristi siparietti di Silvio Berlusconi che non fanno che ribadire quanto esser guidati da persone ignoranti, non possa che produrre persone ignoranti.
Innegabile è infatti la bassa caratura della scuola italiana, cuore dell’istruzione e della formazione. Ed a ruota anche il comportamento verso la ricerca ed i ricercatori, che confermano l’estrema voglia di stasi culturale di un paese che una volta era a capo di questa prestigiosa classifica. A catena questo atteggiamento si propaga in tutta la società e non fa che rattristire la quasi totale mancanza di meritocrazia in ogni campo. Hai due belle tette? Vai avanti. Anche un bel culo? Due passi avanti.
Ma sapete quando è che accade il pasticcio? Quando si trova qualcuno normale. E’ lì che accade l’appiattimento totale. Infatti non ci si rende conto d’essere arrivati ad accettare il minimo, dove dovrebbe esserci il massimo e che quindi il massimo, generazione dopo generazione, diventa il minimo. Ti senti dire “Si, ma guarda quella lì a X-factor non canta male eh!”. O diamine! Eccolo qui l’esempio perfetto! O che ne so, senti dire “Luca Argentero però non recita male!”. Disonore! Eccolo qua l’appiattimento! La soglia della cultura continua ad abbassarsi sempre di più, proprio perché s’accetta la normalità come eccellenza. Lentamente gli esponenti dell’arte italiana diventano Marco Carta, Giusy Ferreri, Manuela Arcuri, Federico Moccia, Christian De Sica, Raoul Bova, Gabriel Garko… Mi fermo per spirito di sopravvivenza.
E non confondete comunque la leggerezza, con la bruttezza. C’è modo di ascoltare, leggere, vedere, roba leggera che non sia comunque Merda.
Perché la merda esiste.
Ma non fa così schifo.
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