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Sorridete a 16:9

Sorridete a 16:9

Ho cominciato ad ignorarla all’incirca 5-6 anni fa. Quello che mi interessava lo scaricavo e  me lo guardavo al computer comodamente, con i miei tempi. Superiore. Poi crescendo, ho cominciato ad odiarla perché le davo una grande colpa nel rincoglionimento della plebe. Ma poi riflettendo, ho capito che la TV non fa altro che fare tutto quello che facciamo noi: cercare di far soldi. Ecco, voi vi sognereste mai di aprire un negozio di trappole per orsi? O di diventare rivenditori di aria? Lucivendoli? Il fatto è che in praticamente tutti i casi, i soldi si fanno quando qualcuno ce li da. E allora cosa c’è di meglio di vendere qualcosa di cui c’è un estremo bisogno?

Allora la TV diventa solamente lo specchio di quello che vogliamo. Se la gente cominciasse a farsi di Galatine, probabilmente ci sarebbero spacciatori di caramelle. Allo stesso modo, se le persone non fossero incredibilmente attratte da culi, tette e botte, non avremmo una TV così trash. Ed è un peccato. Davvero un peccato, perché il parametro principale che si va a considerare quando si parla di comunicazione è proprio la diffusione del mezzo che usiamo. La più grande cazzata, detta però a milioni di persone, può diventare magicamente un’indiscutibile verità. Per questo mi rammarico.

Non che con questo la TV diventi buona, ma almeno si chiarisce il fatto che non è solo lei che influenza noi. Diciamo che lei alimenta le nostre voglie ed effettivamente basta fare un po’ di zapping per rendersi conto di come questa teoria calzi a pennello con la verità. L’italiano medio è stupido. Programmi stupidi. L’italiano medio ama il calcio. Tonnellate di partite. L’italiano medio ama i culi. Miliardi di chiappe. L’italiano medio, sotto sotto, ama le vicine di casa squartate. Ettolitri di cronaca nera giornaliera. L’italiano medio vota Berlusconi. Mediaset.

In questo modo c’è un abbassamento culturale non indifferente, ma ciò non può far altro che rendere la vita più facile a chi deve venderci cibo per occhi. La curva di questo abbassamento è per caso, inversamente proporzionale al grado di intelligenza di ogni edizione del Grande Fratello. Si parte con 10 scemi. Poi l’edizione dopo si vede una tetta. Poi se ne vedono due. Nell’edizione successiva si vedono le coperte agitarsi. Pian, piano si arriva a farlo durare qualche decennio, 107 partecipanti, 1 orso, la squadra giamaicana di Bob, un’orchestra dal vivo, chi non scopa viene eliminato, bla bla bla. Ma in fondo noi viaggeremo a braccetto con questo degrado e tra un po’ di anni ci troveremo a ridere di quell’orso e a sperimentare nuove frontiere del trash.

Scusatemi, ma devo scappare.

C’è la replica del 278° giorno.

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