
Si, avete ragione. Sono fuori moda. Chiedo venia. Ma che ci volete fare, ho il vizio di non scordarmi le cose. Quelle importanti. Non vedo dov’è finito quell’esercito di persone dall’animo così nobile che non avevano perso un attimo per mostrarsi caritatevoli e dotati di una bontà tenuta segretamente nascosta. Probabilmente sarà il fatto che adesso i riflettori non sono più puntati là? Ero a pranzo con i miei colleghi la settimana scorsa ed è venuto fuori il discorso che il nostro governo ha svolto un grande lavoro a L’Aquila. Altro che Irpinia! Altro che Umbria! E sia mai che io mi sia intromesso nella discussione! Che ne so io di cosa è successo in Irpinia e in Umbria? Sia mai che magari prima di scrivere certe cose e prima di parlare, mi sia proprio documentato su quei terremoti. Sia mai che un ragazzo di 21 anni risponda ad un uomo di 60 anni, che è anche il suo capo! Sono giovane io, quindi ignorante. Allora do la parola a chi è meno ignorante di me, o a chi perlomeno può smentire in maniera diretta le voci su un operato perfetto del nostro governo. E non mi importa di che colore siano. Pubblico quindi qua di seguito una lettera di un ex-residente, è proprio il caso di dirlo, dell’ex L’Aquila:
Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa. Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici che sanno quello che è accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell’ultima settimana mi hanno chiesto se fossi tornato all’Aquila per preparare gli esami. Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha sistematicamente
destato un pò di imbarazzo:
“L’Aquila non esiste più”
“Ah già, scusami”
Ah già. Ma è giustificabile. Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell’Aquila, troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier, poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra nazione,poi della pseudo-crisi dell´amministrazione siciliana, poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante. Queste sì che sono notizie. E quelle rare volte che si parla ancora del terremoto dell’Aquila i toni sono esaltanti, c´è chi lo definisce “il successo del governo”, chi parla del “miracolo del premier”.
Si parla di ricostruzioni avvenute, di problemi risolti. NON È VERO. Le notizie riportate sono solo specchieti per le allodole, azioni di facciata per mostrare un fantomatico intervento-lampo del governo. La verità è tutt’altra. La gente ormai da quasi due mesi vive in tenda, e lo fa sia negli afosissimi pomeriggi dei giorni scorsi, sia nelle notti di vento e pioggia, come questa. E quelli che sono negli alberghi sulla costa si godono ancora per poco il sogno di una lunga e gratuita vacanza al mare, ormai in attesa (a giorni) di essere messi alle porte in vista dell´inizio imminente della stagione balneare. Di costruzioni per ora nemmeno l´ombra, perchè fino al G8 dell’Aquila si deve lavorare per accogliere i rappresentanti delle più grandi nazioni del mondo. A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della Protezione Civile, i volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari delle varie Associazioni di Pubblica Assistenza, che si spaccano la schiena per mantere vivibile la condizione ma sempre più si lamentano della scarsa presenza dello Stato, della scarsità di fondi (3.1 miliardi in 24 anni sono BRICIOLE), dei ritardi nei lavori (ad ora, nessuna delle promesse fatte nelle subito successive al terremoto è stata mantenuta). E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana tornano nelle loro tiepide case, come direbbe Primo Levi, pensate come possono stare le persone che una casa dove tornare non ce l’hanno affatto, che non sanno più cos’è la privacy, che sognano una doccia dignitosa. Non mi sembra il quadro di un successo, questo. Non mi sembra una situazione risolta. Lo scopo di questa mail è solo ricordare a tutti che non sentire più notizie in tv non vuol dire che ora tutto sia tornato alla normalità. RICORDATELO: L’EMERGENZA NON È FINITA. Ti chiedo di inviare almeno a qualcuno questo messaggio. Se non lo farai non ti accadrà nulla di male, se lo farai non avrai soldi o amori stucchevoli… ma solo, nel frastuono del niente quotidiano occorrono tante piccole grida per ricordare cos’è un briciolo di dignitosa umanità.
Grazie di cuore
Un ex-residente all’Aquila
Roberto C.
Domani vado in vacanza e nonostante non si parli più dei rifiuti quando tornerò vi parlerò anche delle farfalle che ad Acerra non volano più,
E delle pecore.
E dei bambini.
No related posts.