
Circa 4 mesi fa definivo il mio blog:
Una continua raccolta di riflessioni, frutto della collisione di una goccia con il mare. Penso, quindi scrivo.
La mia idea era quella di parlare un pò di me, un pò degli altri e di quello che mi succedeva attorno. Delle mie passioni, dei problemi e così via dicendo. Ho invece scoperto che pian, piano mi trovavo sempre di più ad affrontare tematiche incentrate sull’informazione e sulla politica e che la cosa non mi dispiaceva. Quindi oggi leggo quel motto sotto un’ottica leggermente deviata rispetto alla sua originale formulazione e la continua raccolta di riflessioni si avvicina più ad una continua raccolta di informazioni su cui vorrei che più persone possibili riflettessero. Perché secondo me è un po’ questo il male che sta alla base di tutto: troppe persone non pensano. O meglio, pensano di pensare, ma non si accorgono che in realtà stanno seguendo le orme paterne e non mettono in dubbio che le basi che gli son state date sian quelle giuste.
Io provo a farvi vedere che, si è vero che nella stanza dove siete potete spaccare ogni cosa e siete liberi di fare qualunque cosa, ma sta proprio lì l’inganno! Dovete uscire dalla stanza! La libertà non è aver la possibilità di far quel si vuole dentro una gabbia.
Tutto ciò che non sapete è vero (Beppe Grillo)
E’ proprio questo il punto! Le persone non sanno! Ma il male maggiore è che ormai hanno basato la vita su dogmi che impediscono loro di sapere e davanti alla cristallina verità, si cercherà sempre in qualche modo di giustificare anche i fatti più effimeri. O peggio, c’è a chi proprio non interessa la verità. Loro “devono campà”. Anch’io.
Ogni tanto prendo delle manate di ignoranza in faccia, che mi chiedo se ha veramente senso provare in qualche modo a convertire gli altri alla retta via. Fermi tutti! Vi anticipo! Chi son mai io per indicarvi la retta via? Un pesce. E come ogni pesce, condivo l’acquario con gli altri pesci che siete voi. E se voi mi sporcate l’acqua, vivo peggio. Non ho da render conto a nessuno, se non a me stesso e difficilmente quindi avrò prese di posizione per interessi personali.
Quindi quello che scrivevo quattro mesi fa, non era una frase tirata là per far sfoggio di un’immane profondità spirituale, ma bensì era l’oscuro presagio della sua naturale evoluzione:
Uno contro tutti, tutti contro uno
Questo, sfortunatamente sarà il nuovo motto. E’ vero che in quell’uno non ci son solo io, ma in quei tutti c’è tanta di quella gente che mi vien paura.
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