
Tarapia tapioco. Prematurata alla supercazzola o scherziamo! Da Wikipedia:
In teoria qualunque discorso può essere bollato di politichese se è confezionato apposta per non informare, non spiegare, per difendere il proprio operato da controlli, accertamenti, critiche. Gli ingredienti variano da politico a politico: metafore, vaghezza, genericità, ambiguità, evasività, termini specialistici, astrazioni.
Se c’è qualcosa che odio, sono le parole vuote, i luoghi comuni e tutto ciò che è legato al “sentito dire”. Quando quindi sento parlare il politichese, cresce in me una sensazione di malcelato schifo che mi rammenta l’abissale distanza tra il cittadino medio e il supercazzaro di turno. Tanti anni fa Teo Mammuccari prendeva in giro i politici in questo modo:
Dietro la risata iniziale che uno si fa vedendo queste cose, ci sarebbe anche da considerare il fatto che noi siamo govenati da questa gente e che loro dovrebbero in qualche modo essere l’elite del popolo italiano. Almeno in un paese normale, ma probabilmente loro non sono altro che l’italiano medio all’ennesima potenza. Con il mio attuale coinvolgimento in una Lista Civica del mio comune, mi trovo quanto mai vicino a queste problematiche di vuotezza di contenuti. Sento cose che non capisco e in tutta franchezza non penso che la colpa sia mia. Anzi, penso proprio che se certe cose non le capisce un ragazzo di 21 anni, difficilmente le capirà qualcun’altro. E allora come scegliamo a chi donare la nostra fiducia, se non capiamo ciò che dicono? Come vediamo le persone dietro le maschere se i giornalisti non fanno una domanda che non sia preconfezionata o un trampolino per una vuota propaganda?
Sinistra, destra, divisione della sinistra, comunisti, fascisti, aiuti al mezzogiorno, privatizzazione, liberalizzazione, contatto diretto con il cittadino, le tasche degli italiani non verranno toccate, scuola pubblica, contratto dei metalmeccanici… Potrei continuare all’infinito con questi concetti che vengono ripetuti alla stregua di punti cardine della vita di ogni persona. Ma io vorrei internet, vorrei poter lavorare in condizioni accettabili e vorrei potermi un pò godere i miei soldi nella mia città. Provo a dirlo in maniera più semplice. Io vorrei star bene. E’ un concetto così difficile da capire? C’è bisogno di scomodare Tognazzi per dirmi che non avete la più pallida idea di ciò che state dicendo?
Poi magari c’è qualcuno come Di Pietro che parla in maniera “normale” e viene trattato come un contadino. Ma io lo capisco! Io capisco quello che dice! E’ sensazionale! Capisco ciò che dice e allora mi è più facile giudicare le sue parole. Capisco ciò che dice e allora decido se votarlo o no. Capisco ciò che dice e allora posso controllare meglio se manterrà le sue promesse o no.
In conclusione invito la gente comune a non vergognarsi di non capire il Politichese, ma anzi a palesare il gap comunicativo con domande che solo una mente geniale nella sua ingenuità potrebbe fare.
Un bambino.
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