
Quirinale, 10 Settembre 2011. Universo Parallelo. Giorgio Napolitano non ha un foglio in mano.
Italiani, io ormai sono vecchio e non ho più niente da perdere. Voi invece sì. State per perdere tutto e io non lo posso permettere. È ormai troppo tempo che sono costretto a nascondermi dietro quest’aura di istituzionalità che la mia carica mi impone. Ma ora basta. Se non facciamo qualcosa, saremo spacciati in pochi mesi.
Napolitano si alza in piedi e la telecamera è impreparata. L’Italia è in crisi perché per 20 anni chi doveva occuparsene se ne è fregato. Politici, quanto i cittadini normali. Tutti hanno contribuito ad arrivare a questo punto. Chi più, chi meno, ma le colpe sono innegabili. I furbi di ogni campo hanno creato un’emorragia non più tamponabile dagli onesti. I furbi hanno vinto e quindi hanno perso.
Il nostro problema principale è la credibilità. Abbiamo un potenziale di risorse che fa impallidire qualsiasi stato al mondo e potremmo vivere anche solo di turismo. Siamo uno degli stati più belli del mondo, ma siamo diventati il suo tumore. Chi ne staccava pezzi e chi stava in silenzio mentre assisteva. Quello che vi chiedo oggi è semplice, perché non ci sono alternative. Oggi vi chiedo di dare all’Italia una seconda possibilità e di cambiare radicalmente il vostro rapporto con lo stato. Noi abbiamo fallito. Io ho fallito. Non posso però chiedervi di fare questo sforzo, se non vi offro una prospettiva migliore di quella attuale.
Anni di persone che saltano la fila, di raccomandazioni, di poltrone che diventano querce. Un cancro di cui ognuno si sentiva estraneo, mentre passo passo avanzava a contagiare qualsiasi organo. Cose ne pensate che sarebbe di un corpo i cui organi cercano di accaparrarsi più risorse possibili per la sopravvivenza personale? La morte. E presto noi moriremo, se non diamo un colpo di reni come mai è stato dato. Niente guardarsi attorno. Ognuno di voi ha contribuito a questa situazione. Il perpetrarsi ventennale di un governo che ha dato prove su prove del proprio fallimento, non può essere considerato colpa estranea a ognuno di noi. I campanelli d’allarme erano suonati centinaia di volte, ma tutti erano sordi. Tutti pensavano che quei problemi in alto, non riguardassero noi in basso.
Io vi prometto regole ferree per la nuova generazione politica. Scioglierò le camere e formerò un governo totalmente nuovo, fatto di persone competenti, che verranno premiate in base ai loro successi o punite in base ai fallimenti. Chiunque approfitterà della sua carica politica per avere benefici personali…
Napolitano esita un attimo. I suoi occhi diventano fessure e la sua mano destra si stringe a pugno.
… verrà condannato a 20 anni di carcere. Niente ergastoli nella Nuova Italia. Niente vecchi politici. Chi si dimostrerà competente e svolgerà il proprio lavoro senza macchia, non avrà limiti di rielezione. E niente limiti d’età. Ognuno verrà misurato esclusivamente sul proprio operato e dovrà superare un durissimo esame per poter accedere ad una carica ministeriale. Niente più tappabuchi e niente più raccomandazioni. Gli aerei verranno guidati dai piloti migliori.
Ripensandoci, non ha tutti i torti. Un buon falegname, se viene misurato sul suo presente e non sul suo passato, può svolgere il suo lavoro per quanto tempo vuole. Se una persona decide di servire il proprio paese, deve avere esclusivamente due requisiti: competenza ed onestà. Il resto è contorno. L’unico modo per risalire la china e dimostrare al mondo che possiamo uscirne è questo. Tolleranza zero…
Tolleranza zero verso chi evade le tasse! La Nuova Italia farà di tutto per non chiedere ai suoi cittadini, un centesimo in più di quello che restituirà sotto forma di servizi e strutture. Le vostre tasse sono mattoni e con quei mattoni ricostruiremo tutto. Ci impegniamo a ridurre il più possibile i contributi che vi chiediamo, ma la Nuova Italia non tollererà chi non mette la sua parte, ma si serve al tavolo. Non renderemo di nuovo possibile il crearsi di una situazione dove l’onesto deve pagare anche la parte del furbo. Daremo però a tutti la possibilità di ricominciare, ma niente condoni. Niente scudi fiscali. I furbi dovranno restituire tutto quello che avrebbero già dovuto dare, più una parte per il loro ritardo. E questi ultimi soldi verranno distribuiti a chi in questi anni ha pagato più del dovuto. In questa Nuova Italia non c’è spazio per chi supera la fila.
E questo è l’ultimo tassello. Non c’è più tempo per prendere tempo. Stiamo fallendo non perché abbiamo delle voragini economiche, ma perché nessuno ormai crede che possiamo arginarle. E hanno ragione. Perché un tedesco dovrebbe mettere i suoi soldi nelle casse di uno stato estero come il nostro? Voi lo fareste? Prestereste 50€ ad una persona che non ha lavoro e non ha voglia di lavorare? Contribuireste di tasca vostra a salvare uno stato che ha un Presidente del Consiglio ridicolo, un sistema di lavoro pessimo e un tasso di evasione alle stelle? No che non lo fareste, perché sarebbero soldi sprecati. E allora non c’è che da riprendervela con voi stessi.
Ogni volta che avete raccomandato qualcuno senza merito, un Ministero è stato assegnato ad un amico di un politico. Ogni volta che vi siete fatti togliere una multa da quel vigile che conoscete, qualcuno si è fatto corrompere. Ogni volta che non vi siete attaccati con i denti ai vostri diritti, qualcuno modellava la costituzione a proprio piacere. Ogni volta che non avete fatto il vostro lavoro, qualcuno saltava impegni presidenziali per fare orge. E allora di chi vi lamentate? Comportarsi male è un modo di vivere e i danni sono solo proporzionali ai vostri mezzi. Quanti di voi, se ne vedessero l’opportunità, non farebbero ciò per cui accusiamo la nostra classe politica? Pochi, ed il problema è questo.
E adesso, siamo ormai alla resa dei conti. Tutta la merda che è stata seppellita sotto terra, comincia a tornar fuori. E sapete cosa? Non si ricorda da che buco è uscita e sporca chiunque incontri, senza fare distinzioni. Adesso quindi ci dobbiamo armare tutti di pala e fare ciò che non abbiamo fatto in tutto questo tempo. Spalare merda. Ed è tanta, fidatevi. E forse chi ormai ha superato una certa età, non potrà godere degli effetti benefici di ciò che si appresterà a fare. Mi spiace, mettetelo in conto. È finita l’era del “mio giardino”. È tempo che ognuno controlli i propri vicini e che non scrolli più le spalle. E se pensate di bollare il tutto come “discorsi rivoluzionari”, badate bene che stavolta non si torna più indietro. E saranno lacrime amare quando l’Italia fallirà. Siamo ad un passo dalla fine e in molti ancora fanno finta di niente. Quanto ci dobbiamo avvicinare ancora?
E se anche miracolosamente ne venissimo fuori, sarebbe peggio, perché le persone non avrebbero modo di rendersi conto della fragilità della Vecchia Italia. Tutti i (pochi) timori che si sono diffusi, sparirebbero di nuovo di botto. Finché tutti non si stancheranno definitivamente di noi. E con delle grande forbici… Zac! Un taglio sotto la Svizzera e via verso l’Africa.
Napolitano non ha detto queste parole.
E voi?
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