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Diatriba d’amore contro un iPhone svenduto

Io il sabato mattina dormo fino a mezzogiorno almeno. Devo recuperare il sonno della settimana. Questa mattina mi sono alzato alle 09.00 perché ieri sera in extremis il Mediaworld vicino casa mi aveva detto che era possibile fare con loro l’abbonamento Vodafone che volevo per l’iPhone 4. Ma facciamo un passo indietro.

Non sono mai stato un appassionato di telefonini e non ne ho mai acquistato uno. Tutti quelli che ho avuto (in realtà pochi) sono scarti di mio padre. Una telefonata e gli sms mi avanzano. Però ascolto molta musica, viaggio 3 ore al giorno in treno, vorrei fare video, foto e altre cavolate. L’iPhone 4 fa tutte queste cose e io lo sfrutterei completamente. Chi se lo compra per fare il figo e poi ci manda gli sms e telefona, si merita di rimanere chiuso in ascensore con “Il Bagaglino”. Ho dovuto fare questa regressione per evitare i soliti commenti “Ah, l’iPhone, bruciatelo, vergognati!”. Io guadagno 1.000€ al mese e prima di fare un passo del genere ci ho pensato almeno 7 volte, perché è una spesa non indifferente. Torniamo adesso alla storia principale.

Avevo deciso di prenderlo con la 3 a 699€ per essere libero da qualsiasi vincolo, fare un abbonamento per internet (5€ al mese) e nel caso di poca copertura del segnale, avrei potuto cambiare operatore senza nessun tipo di problema. Avevo scelto la 3 perché applicava uno sconto di circa 80 euro rispetto agli altri operatori. Ho visitato due centri della 3 (ottimo nome, complimenti!) e in entrambi ho ricevuto lo stesso ridicolo trattamento. Vi riporto l’esperienza del secondo store. Mi faccio mezz’ora di fila e abbasso le mie pretese al 16GB perché il 32 è finito e appena dico alla tizia (oh, ma tutte donne eh?) che lo voglio prendere senza vincoli assume la faccia del “ecco il coglione” e mi liquida con un “no, non si può”. Le concedo i 2 secondi necessari a dirmi “No, sto scherzando”, ma lei li sfrutta continuando a fissarmi. Le do 1 secondo supplementare. Solita faccia di culo.

- …scusa… ma perché?
– Beh… sai… sono quasi tutti prenotati…
– Ma non mi hai appena detto che il 16GB è disponibile?
– Sì, ma solo su abbonamento.
– Quindi se faccio l’abbonamento le prenotazioni degli altri svaniscono? (Incazzato)
– Beh… ehm… sì. (Come se fosse una cosa normale)
– Perdonami eh…  puoi spiegarmi perché non posso acquistare questo benedetto iPhone al prezzo che state sponsorizzando? Perché dovete gasarvi nel dire che fate l’iPhone 100€ meno degli altri, se poi non lo vendete? (Molto incazzato)
– Mi dispiace, direttive superiori (Scuote le spalle)
– %&£$% (Grugniti)

Riassumendo, la 3 ha fatto queste offerte per attirare il pesce all’amo, e una volta lì ti impedisce di comprare l’iPhone libero e ti obbliga a sottoscrivere un contratto di 2 anni. Sia chiaro, il contratto è buonissimo perché con 29€ al mese hai internet, sms, chiamate e il telefono. Semplicemente non potevo rischiare un contratto di due anni con una copertura così a rischio. Allora viro su Vodafone, dove l’unica offerta decente era la Style Libero New (ancora complimenti per i nomi) che con 29€ al mese e un anticipo di 69€ sul telefono (o di più per il 32GB) ti dava Internet e appunto, il telefono.

Torniamo dove eravamo rimasti: Mediaworld. Già consapevole che arrivando lì ci sarebbe stato qualche intoppo, mi preparo psicologicamente e cerco di non farmi innervosire dalla lunga ricerca di parcheggio e dall’estrema lentezza dei militanti dei supermercati il sabato mattina. Entro nel centro commerciale, poi dentro Mediaworld, vado nel reparto telefonia e mi preparo alla delusione. Chiedo dell’iPhone4. Ce l’hanno. Chiedo il 32GB. Ce l’hanno. Chiedo se è possibile fare il contratto Style Libero New. Ce l’hanno. Mi chiedono la carta d’identità. Ce l’ho. Mi chiedono il codice fiscale. Ce l’ho. Mi chiedono la carta di credito. Ce l’ho.

Attendo il meteorite, dato che ormai pare essere l’unica cosa che può dividermi da questo maledetto iPhone. Non arriva. Esco dall’apnea e finalmente posso respirare. Ecco, già il fatto che io sia a scrivere qua questo post e non stia aggeggiando sull’iPhone dovrebbe farvi presagire qualcosa. Perché nella mia tasca destra c’è sempre il mio vecchio Blackberry? Perché sono tornato a casa alle 11.30?

- Sì, intanto mi dia la carta di credito, così gliela registro.
– Certo, tenga. (Offro la carta di credito ignaro di ciò che sta per accadere)
– Ah, questa non è valida… (Sinceramente addolorato)

Ci sono passato diverse volte in questa fase, perché appena qualcuno vede scritto “BancoPosta” confonde la carta con una banale postepay, ma la mia carta è una Mastercard a tutti gli effetti collegata al mio conto corrente delle poste con relativo RID bancario.

- No, non si preoccupi, non è una Postepay. (Sorrido, ancora più ignaro di più prima)
– No, guardi, mi dispiace, ma questa non l’accettiamo perché <supercazzole>

Comincio a presagire qualcosa.

- Aspetti… se vuole allora le do il RID bancario e facciamo direttamente con il conto corrente.
– In quel modo però deve pagare 50 euro in più che le vengono restituite alla fine del contratto.
– Uhm… ok (Punto di svolta)
– Però aspetti… devo controllare una cosa. (Tipica frase che precede un problema)
– Ok, faccia pure (Comincio a studiare le colonne portanti della struttura)
– Mi dispiace, ma con il RID non si può fare il piano Stile Libero New e l’unico piano è il seguente

Un po’ come un pirata mostra la mappa del tesoro ad un suo collega, mi mostra il convenientissimo piano dove dovrei sganciare 369€ per l’iPhone, 25€ al mese per i primi 12 mesi e 50€ per i successivi 12 ed inoltre non c’è compreso internet, quindi altri 10€ al mese. Prendo qualche secondo di pausa per cercare una scappatoia priva di spargimenti di sangue.

- Senta, posso provare a chiamare mio padre per sentire se ha una carta di credito classica.

Chiamo e aggiungo un punto all’abilità “Inutilità” di mio padre. Non mi resta che volare alle Poste (dove ho il conto) ed esprimere il mio dissenso mascherato da falsa educazione e cortesia. Chiaramente lo stereotipo dell’impiegato della posta è quanto di più veritiero ci possa essere. Donna, 40-50 anni, informaticamente ignorante e tecnologicamente non preparata. Mentre le narro la mia avventura, mi guarda come se le stessi raccontando una fantastica storia di una principessa in un castello. Finisco e le chiedo cosa posso fare. Rimane un po’ basita e cerca lo sguardo della collega che però è indaffarata con un anziano che fa sfoggio della mitica accoppiata calzini viola a strisce nere + sandali. Mi dice di ripassare lunedì, quando ci sarà la sua collega “che se ne intende di queste cose”.

Insomma, uno scorcio di cazzi miei. Tra una settimana vado in vacanza e quindi il blog probabilmente salterà agosto. Ci rivediamo a settembre!

Una mela al giorno

Mi basterebbe

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