© 2010 albyok Paulpo

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C’è qualcosa di peggio di una persona che azzecca qualcosa per sbaglio e mette nel sacco della ragione il risultato? Sì. Tante persone che credono veramente che un polpo abbia capacità divinatorie. Insomma, se scherziamo può anche essere simpatica la vicenda di un polpo che invece di imparare a sparare l’inchiostro, da piccolo ha studiato il 4-4-2 e il fuorigioco, se però cominciamo a credere veramente che un animale sia in grado di prevedere l’esito di una partita, è tutt’altro discorso. Sfortunatamente ho l’impressione che in molti prendano in considerazione questa ipotesi in modo serio. Se non fosse che questa tendenza al credere a delle buffonate assurde non si ferma lì, ma sconfina prepotentemente in tantissimi campi, potrei anche farmi una risata alle spalle di queste persone, ma questa particolarità dell’uomo del cercar sempre strade complesse per quesiti semplici è pericolosa. Pensate che c’è chi trova molto più solida la spiegazione che dà la Bibbia dell’evoluzione dell’uomo (creazionismo) che quella di Darwin (evoluzionismo). Forse quando non ci sarò più, frasi come “ci ha creato Dio così come siamo e l’evoluzione non esiste”, suoneranno gravi quanto quelle di chi nega la Shoah o chi ancora sostiene che la Terra sia piatta.

C’è una cosa che faccio spesso a tavola che mi fa ridere molto. Prendo il pane e lo giro al contrario. Mia madre va in paranoia e mi dice di smetterla perché girare il pane porta sfortuna. Io già vedo libri di storia scritti tra 500 anni: “negli anni 2000, l’uomo credeva che aprire un ombrello in un ambiente chiuso potesse causare eventi negativi”. Ma che ombrelli usavano? Grasse risate in classe. Insomma, superstizioni, credenze, chiamatele come vi pare, ma sarebbe l’ora di superarle. E non perché io voglia togliervi questo divertimento (o questo guadagno per chi campa di queste cose), ma perché mentre mia madre si incazza quando le giro il pane, dall’altra parte del mondo c’è qualcuno che prende a sassate una donna sul cranio. So che il paragone pare esagerato, ma la base è assolutamente la stessa. Per queste persone è assolutamente normale trattare una donna in quel modo, perché quella è l’educazione che è stata loro impartita e non hanno mai messo in dubbio le loro credenze.

La religione ebraica, come tutte le altre, è un’incarnazione delle più puerili superstizioni (Albert Einstein)

Allo stesso modo con il tempo si perpetrano riti ed usanze che sono meno gravi solo nella forma, ma talvolta mostrano esattamente la gravità di questo atteggiamento. Pensate che in Cina, qualche secolo fa, le bambine che nascevano nell’anno del Cavallo (o un altro segno, ma adesso non ho a disposizione il libro da cui ho preso l’informazione) venivano considerate portatrici di sventura e in quel periodo si registrava uno strano calo delle nascite femminili. Indovinate un po’ perché? Bambine uccise alla nascita per una credenza. E credere che nascere in un determinato anno porti sfortuna è tanto diverso dal rimandare un appuntamento perché è venerdì 17? Solo nei risultati, ma il meccanismo è lo stesso.

James Randi, un illusionista e divulgatore scientifico americano, ha istituito da 14 anni un premio di 1.000.000 $ per chi riuscirà, in condizioni controllate, a replicare un evento paranormale. Indovinate in tutti questi anni in quanti hanno ricevuto quel premio? Sono convinto che abbiate indovinato.

I parapsicologi in genere cercano di sminuire le sfide di Randi attaccandolo per il suo carattere e per lo stile polemico e inflessibile con cui scrive e si presenta, che gli è valso molti nemici tra quelli che si proclamano esperti di paranormale. [...] Nel suo commentario settimanale, Randi spesso dà esempi del tipo di assurdità con cui ha a che fare quotidianamente, per spiegare la sua mancanza di pazienza. (Questa me la dedico)

Vi invito a leggere un articolo dove il CICAP risponde ai luoghi comuni che ci sono sulla scienza in maniera a dir poco magnifica. In 5 minuti sono distrutte le più assurde tesi per dimostrare un evento paranormale. Si va dal “se tanta gente ci crede ci dev’essere qualcosa di vero” al banalissimo e sempre un po’ viscido “la verità sta nel mezzo”, che è una delle frasi più trite e ritrite del mondo. In certi casi può anche esser vero, ma ormai viene usato per spiegare l’inspiegabile, evitando di scegliere una o l’altra ipotesi. Lo trovate qua. Vi prenderà 5 minuti, ma ve ne restituirà una marea.

Tornando al polpo, senza nessun dubbio è solamente una coincidenza. Per un polpo che azzecca i risultati di 8 partite, ce ne sono milioni, se non miliardi che non lo fanno. Ma indovinate di chi si ricorderà la gente? La memoria selettiva è infatti uno dei più gravi difetti, che porta poi ad arrivare a conclusioni assurde. Se ad esempio vi accade un fatto positivo e vi capita di associarlo a qualche fattore esterno, mettiamo un portachiavi particolare, tenderete poi in futuro a selezionare tutte le cose positive che vi accadono in presenza di quell’oggetto e aumentare la vostra credenza nel portafortuna. Esempio lampante: vi attraversa la strada un gatto bianco e il giorno dopo vi muore un parente. Fine della storia. Vi attraversa la strada un gatto nero e il giorno dopo muore lo stesso parente, nello stesso modo. I gatti neri portano sfortuna. Potrei continuare così all’infinito, ma sostanzialmente è così che nascono i miti della fortuna e della sfortuna.

Anche la scarsa conoscenza della statistica fuorvia parecchio. E con scarsa conoscenza intendo anche chi la usa male, dicendovi che un pollo con il culo in frigo e la testa in forno ha una temperatura media. Però in certi casi serve parecchio per districare nodi molto intricati. Prendo una moneta e la lancio 10 volte. Esce 5 volte testa e 5 volte croce. La rilancio altre 10 volte: 4 volte testa e 6 volte croce. Per l’ultima volta riprovo la serie e finalmente esce il risultato che aspettavo: 10 teste. Bene, reggetevi forte. Tutte le 3 serie di lanci hanno la stessa possibilità di uscire (che se non sono arrugginito dovrebbe essere 1 su 2 alla decima). “10 teste di fila” ha la stessa probabilità di uscire di “5 teste di fila seguite da 5 croci”. Miracoloso? No, logico. Infatti ogni volta che lanciate una moneta, questa non può sapere il risultato della precedente e si limiterà semplicemente a fare ciò che sa fare meglio: cadere su uno dei due lati in maniera del tutto anarchica (questo finché non impareremo a calcolare traiettorie, rimbalzi etc. etc.).

L’ultimo sassolino che mi voglio togliere è quello dei numeri ritardatari del Lotto. Lo dirò una volta per tutte: un numero ritardatario non ha assolutamente più possibilità di uscire di un altro numero che è appena uscito. Mettetevelo bene in testa. Le palline che vengono estratte non hanno memoria e non possono ricordarsi le precedenti estrazioni. Se aspettate il 27 sulla ruota di Firenze, ad ogni estrazione ha la stessa probabilità di non uscire che di uscire, rispetto ad un altro numero. Vostra moglie vi ha sfornato cinque figlie? Tra 9 mesi potrebbe uscirne un’altra con la stessa probabilità di prima.

State attenti.

La superstizione porta sfortuna.

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