© 2010 albyok Right_to_know_by_Sicchan

Ghe pensa lù

Era tanto che non parlavo della cosa. Mi era presa un po’ di nausea, ma gli sviluppi politici di quest’ultima settimana meritano un bel riassunto di quello che sta accadendo e soprattutto di quello che accadrà. Uno dei fondatori di Forza Italia, Marcello Dell’Utri è stato condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Marcello Dell’Utri è stato condannato. Lo ripeto per il TG1. Infatti il nostro amato servizio pubblico ci offre un servizio perla, che rimarrà negli annali della manipolazione e distorsione della verità, che viene battuto soltanto dall’editoriale di Studio Aperto, ma sì sa, lì il padrone non è troppo nascosto. Il servizio del Tg4 era fuori concorso perché non si accettavano professionisti (della disinformazione). Vi confermo però che sono sempre in splendida forma, riuscendo addirittura a non mettere la notizia nel sommario iniziale.

Molti quotidiani hanno titolato “Ridotta la condanna a Dell’Utri”. Che è un po’ come titolare “23 maggio 1992: danneggiata l’autostrada Palermo-Capaci (spinoza.it)

Se qualcuno aveva dubbi, adesso c’è un’altra conferma ufficiale: Forza Italia, oggi PdL, è un partito fondato da un mafioso. Sì, sono sicuro che possiate provare ad ammorbidire la frase, smussarla, trovare qualche scappatoia, io penso però che certi concetti non meritano di essere sfocati. Dell’Utri è un mafioso. Chi dirà che dal 92′ in poi è stato assolto, non farà che aggrapparsi ad un vano tentativo di autoconvincersi che un mafioso possa dire “Basta, nel 92′ smetto di fare il mafioso, fondo un partito serio e faccio il bene dell’Italia”. Se voi credete a questa favola, potete gentilmente accomodarvi fuori o provare ad illuminarmi su come un mafioso (o considerato da voi ex) possa essere il fondatore del partito più grande d’Italia ed essere attualmente un senatore della Repubblica.

Io sono politico per legittima difesa. A me delle politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Mi candidai nel 1996 per proteggermi. Infatti subito dopo mi arrivò il mandato di arresto [...] Mi difendo anche fuori [dal Parlamento], ma non sono mica cretino. Quelli mi arrestano (Marcello Dell’Utri, 2010)

Sul suo sito, ironicamente, campeggia una citazione di Montesquieu: “La libertà è quel bene che ci fa godere di ogni altro bene” e mentre vi scrivo è “momentaneamente offline”. Se ancora non vi basta, è illuminante questa intervista rilasciata a Beatrice Borromeo. Forse il fascino della ragazza ha fatto abbassare la guardia al buon Marcello, che ha rilasciato alcune risposte che da sole basterebbero per rendersi conto della caratura del personaggio. Volete sapere il curriculum delle proposte parlamentari? Eccovi qua la sua lunghissima attività legislativa. Ma tutto questo non è sufficiente per farvi capire chi ci governa? Non vi basta sapere che il nostro Presidente del Consiglio lo considera uno dei suoi uomini più fidati ed è suo amico da tempi immemori? Mi appello al vostro buon senso. Riuscirebbe mai uno dei vostri migliori amici a nascondervi per circa 40 anni contatti con la mafia?

L’assoluzione dal 92′ in poi è stata presa dal PdL e dai suoi esponenti come una manna dal cielo e ciò rende abbastanza chiara la situazione (Dell’Utri l’ha presa un po’ peggio, facendo le condoglianze al procuratore). In questo modo, quasi sicuramente (anche se Berlusconi ha promesso che ci penserà lui), Dell’Utri verrà sacrificato per un bene più grande: dimostrare che Forza Italia non ha collegamenti con le stragi di Falcone e Borsellino. Sotto quest’ottica il gioco vale la candela. Anche se questa è la vera bomba, non scordatevi comunque che siamo attaccati anche da un altro fronte, quello della Legge Bavaglio che rischia di passare in secondo piano. Anche qua il TG1 ha dato il suo meglio, impacchettando un servizio degno di Voyager dove le persone che di lavoro devono trovare indizi di reati nelle telefonate, vengono trattati come pentiti (voce camuffata e volto coperto!) e vengono poste loro domande che neanche ai pedofili! Insomma, non dormite e non commettete l’errore di affidarvi a delle fonti che definire inaffidabili è un buonismo eccessivo.

Quindi, è chiaro che io, purtroppo, essendo mafioso…

Cioè, essendo siciliano…

No related posts.

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>