
Dopo circa un anno e mezzo che questo blog vive, penso d’essere abbastanza maturo per tirare un po’ le somme su cosa significa avere un blog. Innanzitutto avere un blog che non sia semplicemente un diario delle proprie giornate è impegnativo e richiede fatica e tempo. Quello che voi leggete non è già scritto da qualche parte e deve essere battuto lettera per lettera. Insomma, avere un blog è una specie di lavoro. Nonostante in certi casi ci si avvicini al giornalismo, c’è sempre da dire che la caratteristica principale del blog è il filo diretto con il suo autore. Io scrivo, voi leggete e se vi va scrivete pure voi. Questo è il bello del blog.
Però, c’è anche il brutto del blog. Lati che vengono completamente ignorati, per il solo fatto che, avendo la possibilità di potermi scrivere direttamente, ci si sente in diritto (e talvolta sembra anche in dovere) di poter replicare in maniera gratuita lasciando un insulto a caso. Se volete vedere il mio blog come una casa, allora io lascio le porte aperte, ma la casa è mia. Io faccio entrare chiunque, ma questo non è sinonimo di totale anarchia. Sono disponibile a parlare di qualsiasi cosa, ma se volete smuovere una critica, almeno fatene una costruttiva o argomentata. Dire “mi sta sulle palle quello che hai scritto” oppure “sei retorico” o “sempre a far la predica” a cosa serve? Non è un abuso della libertà che vi offro?
Devi accettare sempre le critiche! Ma chi l’ha detto? C’è molta differenza tra una critica, una discussione o chiamatela come vi pare e un insulto. E quest’ultimo non è scritto da nessuna parte che debba essere accettato senza batter ciglio. Insomma, il blogger non è un antistress o qualcuno che puoi credere di conoscere a tal punto da prenderti confidenze eccessive. Il blogger è una persona come te e già il fatto che si metta in una posizione facilmente attaccabile da tutti, dovrebbe farvi pensare.
A me piace scrivere e non mi è un peso, però vedere articoli su cui ho speso tanto tempo e tanta fatica ridotti a “sei retorico” è distruttivo. Io vi cedo il “trono” e vi invito a guardare un po’ il disegno generale e non solo l’articolo che vi è stato sul culo o il mio modo di scrivere. Provate a pensare cosa voglia dire scrivere un blog, stare attenti a non essere troppo lunghi, non essere troppo corti, controllare le fonti che si citano, usare un linguaggio corretto (ormai parlare bene è una delle principali fonti di accusa di retorica), trovare un argomento di cui parlare, trovare cosa dire, rileggerlo, spedire la newsletter, moderare i commenti, controllare lo spam, rispondere ai commenti. Ci sono tantissime cose invisibili che possono sembrare inezie, ma che se tenete conto del fatto che devo farle nei ritagli di tempo e gratis, non lo sono poi così tanto.
Dietro tutto questo c’è sempre un ragazzo, che si chiama Alberto e che ha 22 anni. Faccio quel che posso e meglio che posso. Certe informazioni ve le do perché spero che vi siano utili e certe riflessioni le trascrivo perché son convinto che possano farvi riflettere e magari scoprire qualcosa a cui non avevate pensato. Non è simpatica la sensazione (per ora da pochissimi, ma vi assicuro che i lati negativi son quelli che rimangono più impressi) di aver sempre qualcuno alle spalle che aspetta che sbagliate o che commettiate un piccolo errore, per tentar di distruggere tutto il lavoro che fate. Io vado avanti lo stesso eh, però una mano è sempre gradita. Sono umano.
Piscio e cago.
Penso e scrivo.
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