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Cara AIE, ti scrivo

Questa è la mail che ho appena spedito all’AIE (Associazione Italiana Editori) dopo aver scambiato un po’ di battute (1 ora e 8 euro di telefono a dir la verità) con l’ufficio stampa. Mi è stato assicurato che sarebbe stata fatta leggere al presidente, quindi spero di ricevere una risposta:

Pochi giorni fa mi sono arrivate molte mail in cui mi si diceva che mi avevano copiato l’iniziativa. Mi sono informato e ho visto che effettivamente si presentano molte similitudini. Entrambe hanno la valorizzazione del libro al centro, in entrambe c’è un regalo al centro e entrambe vogliono avvicinare chi non legge, alla lettura. In entrambe c’era l’intenzione di diventare una ricorrenza annuale e in entrambe ci doveva essere un forte coinvolgimento del lettore finale. Chiaramente le iniziative presentano qualche differenza e sicuramente non c’è stato un tentativo esplicito di plagio, però sarebbe assolutamente non costruttivo negare che l’obiettivo, lo svolgimento e le finalità siano veramente simili.
Volontariamente o meno, l’iniziativa del “23 Maggio – Regalami un libro, se mi vuoi bene” e “26 Marzo – Regala un libro ad uno sconosciuto” si assomigliano molto e sono facilmente riconducibili da chi le conosce entrambe. Mi pare inutile sottolineare che se non le si conosce entrambe, è impossibile fare il collegamento, quindi affermare che in tanti vi hanno fatto i complimenti è un dato poco significativo se obiettivamente si vuole analizzare la situazione.

Detto questo, qual è il problema? Il problema è che se anche voi siete l’Associazione Italiana Editori e io un “umile” ragazzo di 22 anni, sul web abbiamo posizioni molto meno distaccate di quello che sembrano e ignorare tutte quelle persone che addirittura vogliono boicottare questa giornata, non mi pare affatto una buona strategia. A me interessa che ci sia davvero una Giornata della Lettura, ma ciò dev’essere di quanto più concreto e disinteressato possibile. Infatti mi sono trovato spiazzato quando collegandomi al sito ufficiale, ma anche seguendo gli spot, non ho affatto capito cosa accade il 23 Maggio. Mi è stato detto che ci sono molti eventi collegati, ma se veramente si vuole compattare i lettori e allo stesso tempo dare un messaggio forte a chi non legge, non sarebbe stato più utile adottare una linea comune senza lasciare che ognuno interpretasse e modificasse a suo modo l’evento? Cito ad esempio la Mondadori che ha deciso in quel giorno di regalare un libro a chi si presenta in libreria, ma mi è stato detto dal vostro ufficio stampa che non era assolutamente prevista una promozione del genere e che anzi, sarebbe stata contraria al valorizzare del libro (quando secondo me invece era un’idea molto buona).

Sì, il mio era un evento dove si faceva qualcosa e il vostro è un evento dove si dice qualcosa, una campagna pubblicitaria, ma non pensate che se l’obiettivo è veramente avvicinare alla lettura chi non legge o anche più semplicemente vendere più libri, Saviano serva ben a poco? Se non leggo, perché dovrei interessarmi di Saviano? E al contrario, se leggo, perché proprio la Parodi dovrebbe stimolarmi ad acquistare un libro? Non è un po’ troppo trasversale alla lettura? Io penso che avvicini di più alla lettura un gesto che abbia un certo clamore. Trovarsi a contatto con una persona che ti regala un libro, senza conoscerti e senza chiederti niente in cambio, non è forse molto più stimolante? Non ti lascia con la curiosità addosso di capire perché qualcuno abbia scelto proprio un libro? Non fa diventare il libro un oggetto così maledettamente prezioso? Io penso di sì.

Secondo me avreste potuto provare a collaborare in maniera più diretta con il lettore finale, perché l’impressione che si ha, è quella che a voi interessi solamente vendere il libro e non di collegarci un emozione. E se anche l’avete fatto in buona fede, ciò non cambia che il messaggio che è arrivato a molti, è distorto. E se anche questi molti per me, fossero numericamente pochi per voi, io penso che valgano di più 10 persone che un giorno hanno compiuto un gesto forte come quello di donare un libro ad uno sconosciuto, che 1000 che annuiscono vedendo Saviano, Carofiglio e la Parodi che “intimano” di regalargli un libro. Se gli vuoi bene. [cit.]

Insomma, per concludere, sta a voi scegliere se provare a venire veramente incontro ai lettori con un rapporto da pari e costruire un evento concreto, che possa davvero coinvolgere i non lettori e ridonare valore ai libri o apparire ancora più irraggiungibili e interessati ad una fascetta con scritto “Best Seller”.

Aspettando una vostra risposta

Alberto, un lettore.

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  1. Sporco

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