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Cosa è stato per me

Cosa è stato il 26 Marzo per me? E’ stato il mio primo giorno speciale. Non pensiate che “solo” perché ho ideato questa iniziativa io sia immune dai problemi che hanno preoccupato o addirittura bloccato qualcuno. Esattamente come chiunque ha creduto in questo evento, anch’io ho affrontato le varie fasi della preparazione. La scelta del libro, la dedica, la scelta dello sconosciuto. E poi questo giorno è arrivato e anche io ho percepito quel brivido, quella tensione che penso tutti abbiate sperimentato.

Mesi di preparazione, parole, interviste, all’improvviso tutto tornava al suo stato primordiale. Come forse qualcuno ha già sentito o letto, per la giornata di oggi ho rifiutato qualsiasi tipo di intervista (se avete sentito qualcosa oggi, è registrato) perché era per me fondamentale che oggi fosse tutto pulito, tutto libero. Io, un libro e uno sconosciuto. Alcuni pretendenti si sono offesi di questa scelta, ma probabilmente non capiscono che sono sempre il ragazzo di 2 mesi fa.

Tutto è nato da me, è stato scritto sul blog, poi su Facebook. Da lì i miei amici hanno invitato i loro amici ed è nato il passaparola. Poi ci sono stati i giornali, le radio, le tv. Poi il giorno si è avvicinato e le tv, le radio e i giornali si sono mossi nuovamente. Il passaparola è continuato ed i miei amici mi hanno sostenuto. Su Facebook il gruppo è cresciuto e sul blog ho continuato a scrivere. Oggi, tutto torna da me. Per questo voglio dedicare questo post alla mia esperienza del 26 marzo e per questo oggi mi è piaciuto trascorrere una giornata normale.

Quello che alcuni media non hanno capito, è che proprio la normalità deve cambiare. Il 26 Marzo è stato per me un risveglio dal torpore. Un lungo cammino che mi ha visto indossare diversi vestiti. Chi mi segue da parecchio, sa quanto le immagini dei miei post non siano mai scelte a caso. Solitamente però lascio che il lettore possa incuriosirsi e scoprire cosa c’è dietro. Stasera invece voglio accompagnarvi per mano. Ho scelto questa immagine perché mi diverte ed è stato uno dei miei momenti preferiti di questi due mesi. Non capita tutti i giorni di travestirsi da pendolare, tenere un megafono in una mano e una trombetta nell’altra. Capita ancora più raramente che quando suoni questa trombetta, centinaia di persone si blocchino e ti ascoltino. Ognuno ha le proprie aspirazioni. A me piace che la gente si fermi un attimo e ti ascolti. Trovarsi in una situazione del genere è per me stato bellissimo. Per questo ho voluto scegliere questa foto, che rappresenta me più di ogni altra maschera indossata in questo periodo. Scordatevi il ragazzo che regala i libri per strada. Quello è un titolo da giornale. Volete Alberto? Eccolo qua sopra.

Tutte le interviste, le ospitate e altre cose varie non sono che una minima parte di me e talvolta anche molto distorta. Mi conosce molto di più chi ha potuto scambiare due parole con me per posta. Per questo sono convinto che debba cambiare la normalità. Non ha senso regalare un libro ad uno sconosciuto, senza fare il passo successivo. Cosa c’è dietro il 26 Marzo? Cosa ho voluto nascondere? Riuscite a capire quello che avete fatto oggi? Avete fatto qualcosa di diverso ed avete ottenuto qualcosa di diverso. Io ho sentito scorrere dentro di me un’adrenalina impressionante. Quando ho dato il libro in mano al mio sconosciuto e ho spiegato che non volevo niente in cambio, lui si è quasi commosso. Questa sensazione è qualcosa che mi sarebbe stata offerta se non avessi fatto niente? No, no e ancora no.

C’è un estremo bisogno di fare, di fare cose, di pensare cose. C’è ancora troppa bellezza nascosta per non regalare un libro ad uno sconosciuto. Un sorriso, un solo sorriso e dietro così tante cose. E’ la parte buona dell’umanità che viene fuori. Tiziano Terzani diceva che quando vi puntano un fucile in faccia, non vi resta che sorridere. E’ un qualcosa su cui mi piacerebbe che rifletteste.

Mi sto dilungando troppo, infrangendo la sacra regola del rispetto dell’attenzione altrui, ma stasera voglio godermi tutta la mia ispirazione e non vi chiedo scusa, ma anzi, vi chiedo di seguirmi ancora per poco.

Chi oggi ha regalato un libro ha fatto un qualcosa che un giorno verrà ricordato e che non dovrà andare perso. Quindi le vostre storie e anche la mia che pubblicherò su come è andata il vostro 26 marzo devono brillare. Forse domani, o a breve vi farò avere le istruzioni per inviarmi le vostre storie. Non so cosa ne verrà fuori. Forse un libro, una raccolta su internet, non so, ma l’importante è che teniate al caldo la vostra storia ancora per un po’. Io mi occuperò di non farle perdere il suo calore, così nei momenti bui potete riscaldarvi nuovamente.

Buon 26 Marzo.

Per sempre.

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