© 2010 albyok strangers_I_by_penetre

Gli amici: questi ex-sconosciuti…

Day 12. Oltre 60.000 adesioni. Una pagina su un giornale nazionale. Che le cose stiano girando per il verso giusto? Sembrerebbe di sì, ma il cammino è ancora lungo. Tra le domande che mi sono state poste nell’intervista (e che per forza di cose, sono state ridotte nel testo finale), una era particolarmente interessante: cosa farai da qui al 26 Marzo? Beh, dato l’inaspettato sviluppo di questo evento, non ho le idee chiarissime, ma per ora ho intenzione di alimentare il fuoco con legna di prima qualità. E allora in queste settimane cercherò non solo di tenere viva la passione per l’iniziativa, ma farò anche chiarezza sulle leve principali di essa.

Gli amici. Sì, vi siete mai chiesti perché alcune persone sono vostre amiche? Interessi in comune? Sì. Una delle cause principali che scatena l’amicizia secondo me però è la seguente: conoscersi. E la conoscenza avviene quasi sempre in contesti che sono lavoro, scuola e amicizie in comune. Quindi in realtà gli amici non sono che ex-sconosciuti. E tra tutti gli sconosciuti c’è ancora una marea di possibili amici tutti da scoprire.

So che questo può apparire come un eccessivo buonismo e ahimè, anch’io non sono un amante del “Peace & Love” a caso. Infatti la mia cerchia di amici è abbastanza ristretta. Ma odio ancor di più l’estremo opposto, ovvero che lo sconosciuto (per non sconfinare nello straniero, su cui queste sensazioni sono ancora più marcate) è a prescindere qualcuno da temere. C’è una continua politica del terrore verso il prossimo che non può far altro che favorire chi ci vuole divisi.

Immaginatevi capi di una grande azienda. Immaginatevi di cominciare a percepire il serpeggiare di qualche malumore. Non sarebbe nel vostro interesse evitare che i vostri dipendenti possano rendersi conto di avere le stesse paure? Io penso di sì. Per questo se non facciamo noi qualcosa per cambiare questo modello di socializzazione, nessuno avrà interesse nel farlo. Non prendete anche qui solo l’estremo della positività. Non nego che tra gli sconosciuti ci possa essere qualsiasi tipo di persona, anche qualcuno con cui non avrete nulla da condividere, ma non è giusto odiare il prossimo a prescindere.

So che molti di voi hanno apprezzato molto il lato “culturale” dell’evento che si svolgerà il 26 marzo, ma vi pregherei di non sottovalutare affatto anche questo lato, che secondo me è importante almeno quanto l’altro. Sono convinto che fatto il primo passo, gli altri saranno molto più facili e onestamente non riesco a vedere che benefici da questo processo. Un giorno magari arriveremo ad avere persone e non più squadre. Persone disposte ad ascoltarsi senza prima dover necessariamente conoscere l’etichetta altrui. Lui è comunista? Ah, vabbè, non ti ascolto. Tu? Ateo! Lasciamo stare. Egiziano? Via!

Ma io così ci son nato.

Parliamone.

Articoli simili:

  1. Cosa è stato per me Cosa è stato il 26 Marzo per me? E’...
  2. Leggere, leggere, leggere! Sono un po’ emozionato nello scrivere questo articolo, perché...
  3. Tutti attori, niente comparse Ogni tanto, tra un post ed un altro, guadagno...

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>